GROSSETO. Parcheggi riservati alle persone con disabilità soppressi durante i lavori senza soluzioni alternative: è l’allarme lanciato da Diego Montani, garante per i diritti delle persone con disabilità del Comune di Grosseto, che torna a chiedere regole chiare e interventi immediati per garantire l’accessibilità ai servizi pubblici.
Il caso più recente riguarda via Roma, davanti al distretto socio-sanitario di Grosseto, dove alcuni stalli riservati sono stati eliminati a causa di un cantiere temporaneo. Una situazione che si era già verificata nei mesi scorsi in via Don Minzoni.
«Quando un parcheggio riservato è temporaneamente soppresso – spiega Montani – dovrebbe essere automatico individuare e segnalare uno spazio sostitutivo nelle immediate vicinanze, così da garantire la continuità dell’accesso ai servizi».
Via Roma, spariscono gli stalli riservati
Il distretto sanitario è infatti un punto di riferimento quotidiano per molti cittadini che vi si recano per effettuare analisi del sangue, visite specialistiche e altre prestazioni sanitarie. L’assenza di posti auto dedicati rischia quindi di creare difficoltà concrete alle persone con mobilità ridotta.
Per il garante, l’accessibilità non può essere considerata un aspetto secondario rispetto alle esigenze organizzative di un cantiere. Al contrario, rappresenta un diritto che deve essere tutelato durante tutte le fasi di progettazione e realizzazione degli interventi sul territorio.
«La mancata predisposizione di soluzioni alternative – dice Montani – può trasformarsi in una limitazione del diritto alla mobilità, all’autonomia personale e alla piena partecipazione alla vita sociale».
Montani parla inoltre di una carenza di programmazione e di attenzione verso le persone con disabilità e, più in generale, verso tutti i cittadini che vivono situazioni di fragilità.
Da qui l’appello alle amministrazioni competenti affinché ci siano procedure obbligatorie che prevedano, in caso di soppressione temporanea degli stalli riservati, l’immediata istituzione di parcheggi sostitutivi accessibili, adeguatamente segnalati e collocati nelle vicinanze dei luoghi di interesse.
«L’inclusione non può restare soltanto un principio richiamato nei documenti ufficiali – conclude il garante – ma deve tradursi in azioni concrete, verificabili e quotidiane. Anche durante un cantiere».



