Cercare di sparire per sempre: 53 casi nell'ultimo anno | MaremmaOggi Skip to content

Cercare di sparire per sempre: 53 casi nell’ultimo anno

Diminuisce il numero degli scomparsi: la Prefettura si tinge di verde per lanciare un messaggio di speranza. Dalla donna con disturbo bipolare ai ragazzini che lasciano le comunità: molti sono stati ritrovati
La Prefettura di Grosseto illuminata di verde

GROSSETO. Il verde è il colore della speranza. Quella che non vogliono perdere i familiari delle persone che decidono di sparire. Di non lasciare dietro di sé nient’altro che vuoto. Il verde è il colore che sabato 13 dicembre dà nuova luce alla facciata della prefettura di Grosseto, in occasione della giornata dedicata alle persone scomparse.

Un gesto simbolico che arriva mentre i numeri raccontano un fenomeno concreto, complesso, fatto di allontanamenti volontari, fragilità personali, fughe e ricerche che si intrecciano ogni giorno con il lavoro delle istituzioni.

I dati del 2024: quasi uno scomparso su quattro è stato rintracciato

Nel 2024 in provincia di Grosseto sono state registrate 97 denunce di scomparsa. Di queste, 72 riguardano minori. I casi chiusi con un esito positivo sono stati 24, mentre una sola vicenda si è conclusa tragicamente: il ritrovamento del cadavere di una donna nella Diaccia Botrona. 

Tra i minori, emerge un dato chiaro: 9 si sono allontanati dalle famiglie e tutti sono stati rintracciati. 63 invece, si erano allontanati da strutture di accoglienza. Minori arrivati in Italia clandestinamente, inseriti nel sistema di accoglienza della provincia, che probabilmente hanno voluto raggiungere altri familiari che si trovavano in altre città. O anche in altre nazioni. Di questi 21 erano stati rintracciati.

Numeri che mostrano una difficoltà strutturale nella gestione degli allontanamenti dai centri, dove il fenomeno è più frequente e più complesso.

Il 2025: meno casi, ma dinamiche simili

Nel 2025, fino a oggi, le denunce sono state 53. Sono quasi dimezzate, rispetto all’anno precedente. E anche quest’anno, il protocollo coordinato dalla Prefettura di Grosseto per la ricerca delle persone scomparse, ha dato ottimi frutti. Tra i maggiorenni i casi sono stati 17 e 16 persone sono state rintracciate.
L’unica persona che manca ancora all’appello è un ragazzo che si è allontanato dalla provincia di Siena, per il quale è stato attivato un protocollo di ricerca congiunto con la prefettura di Grosseto. 

I minori scomparsi sono stati 34. 25, di nuovo, dai centri di accoglienza. 13 sono già stati rintracciati. Nove invece sono scappati da casa. Tra questi, soltanto uno manca ancora all’appello. Un ragazzino di origini tunisine, la cui famiglia abita in città e che ora potrebbe trovarsi in Francia. 

Sparire per non farsi più trovare

C’è chi si sposta in Italia in cerca di occasioni, chi rifiuta una collocazione, chi segue legami familiari. Le motivazioni che stanno dietro ad ogni scomparsa sono le più varie. E anche le più personali. 

È il caso di una giovane inizialmente destinata all’istituto Sant’Elisabetta, che non voleva restare in struttura. Voleva raggiungere la sorella a Firenze, è stata poi ritrovata a casa della madre a Salerno. 

Le scomparse tra gli adulti e le fragilità psichiche

Tra i maggiorenni emergono spesso situazioni di disagio psichico. Come quello di una donna di 51 anni che viveva in Maremma e che probabilmente non voleva lasciarla, per tornare in Argentina, suo Paese d’origine. Era con il compagno all’aeroporto, pronta per imbarcarsi quando si è allontanata da Fiumicino. Le ricerche sono cominciate subito e la cinquantunenne è stata trovata in un hotel. 

O il caso di una donna affetta da disturbo bipolare, scappata da un supermercato di Grosseto e ritrovata nella capitale.
Situazioni in cui il ruolo delle segnalazioni, dei controlli e del sistema Sdi diventa decisivo. Collaborazione tra forze dell’ordine e prefettura, una banca dati aggiornata continuamente, associazioni di volontariato che sostengono le famiglie degli scomparsi. È una rete complessa quella che si mette in moto ogni volta che qualcuno si allontana per non tornare. 

È successo anche quando il tutore legale di una donna di 60 anni ha denunciato la scomparsa della signora. La donna aveva un compagno che, sentito dalle forze dell’ordine, aveva detto che sarebbe stato lui a farla ritrovare «quando e come pare a me». Scattato il campanello d’allarme, la procura ha aperto un fascicolo. Per qualche ora si è temuto il peggio. Poi i carabinieri hanno parlato con i vicini di casa della coppia. La donna era stata vista poco prima. Alla fine è stata trovata in stazione. Stava bene, non aveva corso alcun pericolo. 

Il sistema Spes per le persone scomparse

Il sistema di gestione delle persone scomparse passa da una piattaforma nazionale: quando una persona viene inserita nello Sdi, la segnalazione diventa immediatamente visibile anche alla prefettura.

Nel caso di allontanamenti, viene utilizzata la piattaforma Spes. Che, di nuovo, significa “speranza”. Si tratta di un sistema informatico dedicato alla gestione delle attività di ricerca delle persone scomparse, uno strumento digitale che supporta e coordina le attività di ricerca e monitoraggio tra forze di polizia, prefetture e altre istituzioni coinvolte nel fenomeno delle scomparse.

Il sistema non è una semplice banca dati statica: è pensato per collegare informazioni, facilitare l’interscambio tra organi istituzionali e rendere immediatamente disponibili i dati relativi a una persona scomparsa, aiutando così nel lavoro di indagine e nelle operazioni di ricerca.

Il sistema serve alla raccolta dati centralizzata: quando viene ricevuta una segnalazione di scomparsa, i dati vengono inseriti nel sistema (attraverso la procedura SDI della questura) e così diventano accessibili ai vari livelli istituzionali che seguono la ricerca. Viene poi stabilita una connessione con altre banche dati collegandosi anche a sistemi esterni facilitando così lo scambio di informazioni.

Questo permette alle autorità di confrontare informazioni biometriche o descrittive e verificare possibili corrispondenze con cadaveri non identificati o segnalazioni da altre province o Paesi. Grazie agli aggiornamenti continui, il sistema Spes serve da piattaforma di coordinamento tra prefetture, questure, commissariato straordinario e altre strutture operative e attraverso interfacce dedicate può essere possibile monitorare in tempo reale lo stato delle ricerche e confrontare dati storici, anagrafici e geografici relativi alle scomparse.

Fondamentale anche il supporto dei volontari della Provincia, che sono stati utilissimi, in Maremma, per trovare persone scomparse. Soprattutto quando la zona nella quale si erano persi, ad esempio in quelle boschive, era stata individuata. 

 

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