ALBERESE. Per raggiungere l’Africa dalla Maremma ha scelto la strada apparentemente più lunga. Ha volato verso nord, seguito la costa, attraversato la Francia e poi la Spagna, fino a raggiungere Gibilterra, il punto in cui l’Europa e l’Africa quasi si toccano. Soltanto adesso il biancone nato nel Parco della Maremma si prepara a lasciare il continente europeo e a proseguire verso le regioni subsahariane.
Il suo viaggio viene seguito da terra grazie a un piccolo trasmettitore GPS, sistemato sul dorso del rapace nell’ambito del progetto Marenat, finanziato dal Cnr con risorse del Pnrr e coordinato da Giampiero Sammuri.
Sulla mappa, la linea tracciata dal satellite racconta una migrazione sorprendente: invece di puntare direttamente verso sud e affrontare il mare aperto, il biancone aggira gran parte del Mediterraneo occidentale. Una deviazione di migliaia di chilometri che non rappresenta un errore, ma una strategia affinata dalla specie per affrontare il viaggio riducendo i rischi.
Perché dalla Maremma vola fino a Gibilterra
Il biancone, il cui nome scientifico è Circaetus gallicus, è un grande rapace migratore dotato di ali larghe, particolarmente adatte al volo planato. Per rimanere in aria consumando poca energia sfrutta le correnti ascensionali generate dal riscaldamento del terreno.
Sul mare, però, queste correnti termiche sono molto più deboli o completamente assenti. Un lungo attraversamento sull’acqua costringerebbe quindi il rapace a battere continuamente le ali, con un enorme dispendio di energia e il rischio di non riuscire a raggiungere la costa.
Per questo gran parte dei bianconi che nidificano nell’Italia centrale compie in autunno una rotta che sembra andare nella direzione sbagliata: prima vola verso nord, poi piega a ovest attraversando Francia e Spagna e infine raggiunge lo stretto di Gibilterra. Qui il braccio di mare tra Europa e Africa si restringe fino a circa 14 chilometri.
Gli studi condotti sugli esemplari italiani hanno confermato che questa lunga deviazione permette ai bianconi di evitare traversate marine molto più estese e pericolose. È una delle migrazioni più singolari compiute dai rapaci europei: mentre in autunno quasi tutti gli uccelli migratori puntano verso sud, il biancone dell’Italia centrale può inizialmente dirigersi verso nord per trovare un passaggio più sicuro.
La rotta imparata seguendo gli adulti
Il viaggio verso Gibilterra potrebbe essere anche il risultato di un apprendimento. Le osservazioni effettuate durante le migrazioni hanno mostrato la presenza di giovani bianconi in gruppi insieme agli adulti, facendo ipotizzare che gli esemplari alla prima partenza possano imparare la rotta più lunga ma più sicura seguendo i rapaci esperti.
Le ricerche basate sul tracciamento satellitare hanno mostrato che la maggior parte dei giovani monitorati ha utilizzato il percorso attraverso Francia, Spagna e Gibilterra per raggiungere le aree di svernamento a sud del Sahara. Una minoranza ha invece tentato di dirigersi direttamente verso sud, fermandosi poi in Sicilia.
Il biancone partito dal Parco della Maremma sta seguendo proprio la grande rotta occidentale. Dopo aver raggiunto Gibilterra, dovrà superare il breve tratto di mare che lo separa dall’Africa e continuare verso le zone subsahariane nelle quali questi rapaci trascorrono i mesi più freddi.
L’aquila dei serpenti percorre fino a 100 chilometri al giorno
Il biancone è conosciuto anche come “aquila dei serpenti”, perché la sua alimentazione è composta quasi interamente da rettili. Questa specializzazione spiega anche la necessità di abbandonare l’Europa in autunno: con l’abbassamento delle temperature, serpenti e altri rettili riducono drasticamente la propria attività e diventano molto più difficili da trovare.
Nelle aree subsahariane il rapace può invece continuare a cacciare durante l’inverno, prima di riprendere il viaggio verso l’Europa con l’arrivo della primavera.
Durante la migrazione è capace di coprire anche 100 chilometri in un solo giorno, sfruttando le correnti d’aria per guadagnare quota e percorrere lunghe distanze senza battere continuamente le ali.
Il Parco della Maremma offre alla specie un ambiente particolarmente adatto alla nidificazione, grazie alla presenza di boschi mediterranei, grandi alberi, radure e aree aperte nelle quali il biancone può individuare e catturare le proprie prede.
Il GPS racconta ciò che non potremmo vedere
Il dispositivo applicato sul dorso del biancone permette ai ricercatori di conoscere la posizione dell’animale e di ricostruirne gli spostamenti. Ogni segnale aggiunge un punto sulla mappa e trasforma un viaggio altrimenti invisibile in una sequenza di tappe osservabile dalla Maremma.
Il monitoraggio rientra nel progetto Maremma Natura, Marenat, dedicato ad azioni di ricerca e conservazione su specie di uccelli considerate prioritarie, ma anche su chirotteri, pesci e vegetazione degli ambienti ripariali.
Già nel 2025 il progetto aveva permesso di documentare il viaggio di un biancone dal Parco della Maremma fino al confine tra Mali e Senegal, lungo un percorso di oltre 4.500 chilometri. Il segnale GPS, scomparso mentre il rapace si trovava ancora nei pressi del nido, era ricomparso quando l’animale aveva ormai raggiunto l’Africa occidentale.
La nuova migrazione conferma il valore di questi strumenti: seguire gli animali consente di individuare le rotte, le aree di sosta e i territori di svernamento, ma anche di comprendere quali ostacoli e pericoli incontrino durante il viaggio.
Il traffico nei cieli della Maremma cambia direzione
Mentre il biancone lascia il Parco per raggiungere l’Africa, altri grandi migratori stanno per compiere il percorso opposto. Nelle prossime settimane in Maremma è infatti atteso l’arrivo delle gru provenienti dall’Europa nordorientale.
Le gru trascorreranno la stagione fredda nell’area umida della Trappola, uno degli ambienti più importanti del Parco per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici. In primavera partiranno nuovamente verso nord, raggiungendo i territori di nidificazione in Scandinavia e Russia.
Nei cieli della Maremma, dunque, l’autunno non coincide con la fine della stagione naturale. Mentre un’aquila dei serpenti attraversa l’Europa per cercare l’inverno africano, le gru si preparano a raggiungere la costa grossetana per trovare qui il proprio rifugio.




