Sequestro al depuratore: «Merito della mobilitazione pubblica» Skip to content

Sequestro al depuratore: «Merito della mobilitazione pubblica»

Dopo l’apertura dell’inchiesta sui fanghi del depuratore di San Giovanni interviene il comitato Grosseto aria pulita
Il depuratore di San Giovanni, sulle Collacchie
Il depuratore di San Giovanni

GROSSETO. Il comitato Grosseto aria pulita interviene dopo la notizia dell‘inchiesta avviata dalla Procura di Grosseto sul trattamento dei fanghi nel depuratore di San Giovanni.

Qui – L’articolo – Tre indagati e sequestro

«L’inchiesta – scrivono – che contesta il reato di inquinamento ambientale, nasce dalla mobilitazione di decine di cittadini i quali non hanno più delegato la difesa della loro salute e dell’ambiente all’Amministrazione comunale, dimostratasi sorda alle tante segnalazioni, ma si sono rivolti direttamente alla Procura».

«Ma qual è la capacità di controllo e di scelta dell’Amministrazione comunale? – scrivono ancora -. Riportiamo le parole del sindaco Vivarelli Colonna all’inaugurazione dell’impianto: “Continua il percorso di sostenibilità sostenuto dall’Acquedotto del Fiora. Sono infatti tante le iniziative eco-friendly che l’azienda ha promosso sul territorio, in armonia con le pratiche “green” che stiamo portando avanti come Amministrazione: sono tutte azioni che vanno ad istaurare un circolo virtuoso con ricadute positive sia a livello economico che di salubrità dell’ambiente”».

«Eppure, come riporta MaremmaOggi, le analisi dei carabinieri avrebbero accertato reiterati superamenti dei limiti emissivi in atmosfera di acido solfidrico e ammoniaca – tipici delle fermentazioni anaerobiche – e scarichi in acqua di fanghi con idrocarburi, metalli pesanti e azoto nitroso superiori ai limiti consentiti».

Doppio incontro con i responsabili di Acquedotto del Fiora

«Nei mesi scorsi il comitato Grosseto aria pulita, Italia Nostra e il Forum Ambientalista hanno incontrato due volte i responsabili di Acquedotto del Fiora, che gestisce il depuratore di San Giovanni».

«Durante gli incontri abbiamo appreso la notizia che nell’area dell’impianto di depurazione è in via di costruzione il nono impianto a biogas del comune di Grosseto, il quale andrebbe a sommare le proprie emissioni in atmosfera alle centinaia di tonnellate di gas combusti emesse ogni giorno dall’insieme degli altri otto impianti che circondano la città».

«In occasione di questi incontri abbiamo sostenuto la necessità di scelte tecnologiche migliori, socialmente più utili e ambientalmente meno impattanti, che si sarebbero potute realizzare qualora, in fase di scelta, si fosse aperto un confronto pubblico con tecnici, ordini professionali e associazioni di categoria».

«Alla fermentazione anaerobica dei fanghi per bruciarne il metano impuro e produrre quel poco di elettricità abbiamo proposto la fermentazione aerobica per produrre compost di qualità da cedere agli agricoltori locali in modo da riportare sostanza organica nei terreni, nutrendoli, poiché hanno un bisogno urgentissimo di colloidi naturali capaci di resistere all’erosione laminare causata dalle piogge intense».

«Ecco che, in occasione di investimenti effettuati da società che svolgono servizi di pubblica utilità (acqua, salute, energia, gestione dei rifiuti, trasporti ecc…), prima ancora che siano individuate le soluzioni, quando le scelte sono ancora possibili, un’amministrazione seria dovrebbe coinvolgere le associazioni professionali, quelle di categoria, i cittadini e i tecnici. Speriamo che prima o poi qualcuno si decida a cambiare la pellicola di un film visto e rivisto».

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