SAN VINCENZO. Oltre 133 anni di carcere complessivi richiesti dalla procura di Livorno per il commando accusato dell’assalto ai portavalori sulla Variante Aurelia, avvenuto il 28 marzo 2025 a San Vincenzo. È questa la richiesta avanzata dalla pm Ezia Mancusi nel processo con rito abbreviato a carico dei 12 imputati accusati del colpo ai blindati Battistolli da oltre 3 milioni di euro.
Tra le pene più pesanti richieste ci sono quelle per alcuni componenti della presunta banda arrivata dalla Sardegna: per Franco Piras e Francesco Palmas la procura ha chiesto 14 anni e 8 mesi, stessa pena richiesta anche per Renzo Cherchi, Francesco Rocca, Alberto Mura e Salvatore Giovanni Antonio Tilocca.
Dodici anni invece la richiesta formulata per Antonio Moni, considerato dagli investigatori il presunto basista toscano dell’organizzazione. Otto anni la richiesta per Nicola Fois, mentre per Marco Sulis la procura ha chiesto 11 anni e 4 mesi.
Il colpo ai blindati sulla Variante Aurelia
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il gruppo avrebbe pianificato nei dettagli l’assalto ai due portavalori della Battistolli che stavano trasportando quasi 4,7 milioni di euro destinati al pagamento delle pensioni in Maremma.
Il commando entrò in azione lungo la Variante Aurelia a San Vincenzo, approfittando di un tratto rallentato dai lavori stradali. I blindati furono bloccati utilizzando mezzi rubati poi incendiati sulla carreggiata, mentre gli assalitori armati di kalashnikov costrinsero le guardie giurate a scendere dai furgoni.
Il bottino portato via dal gruppo fu di oltre 3 milioni di euro, denaro mai recuperato dagli investigatori.
L’indagine dei carabinieri e l’operazione “Drago”
Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Livorno portarono nel maggio scorso all’operazione “Drago”, coordinata dal tenente colonnello Guido Cioli, con l’arresto di quasi tutti i presunti componenti della banda.
Determinanti per gli investigatori furono il segnale gps di una Volkswagen Tiguan rubata durante la fuga e l’analisi dei cosiddetti “cellulari citofono”, vecchi telefoni Nokia utilizzati per comunicare nei giorni precedenti all’assalto. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito diversi spostamenti tra Sardegna e Toscana attraverso i viaggi in nave effettuati dagli indagati.
Le accuse contestate
Agli imputati vengono contestati a vario titolo i reati di rapina pluriaggravata, detenzione e porto di armi da guerra ed esplosivi, furto aggravato e ricettazione.
Per Antonio Stochino, coinvolto soltanto in relazione al furto di un Iveco Daily utilizzato durante il colpo, la procura ha invece chiesto l’assoluzione.
La prossima udienza è stata fissata per il 5 giugno, quando inizieranno gli interventi delle difese. La sentenza potrebbe arrivare entro la fine dell’estate.