Fonteblanda e Talamone verso Magliano? Il comitato rilancia, Casamenti replica: «Incontri snobbati dai residenti» | MaremmaOggi Skip to content

Secessione di Fonteblanda e Talamone, è scontro: il comitato rilancia, Casamenti attacca

Il comitato prosegue gli incontri pubblici per spiegare il progetto di distacco da Orbetello e aggregazione a Magliano. Il sindaco replica: «Presenti meno di 60 persone, molti erano turisti»
Una bella immagine di Talamone (foto Andrea Sapienza), Fonteblanda e il sindaco Casamenti
Una bella immagine di Talamone (foto Andrea Sapienza), Fonteblanda e il sindaco Casamenti

TALAMONE – FONTEBLANDA (Orbetello). Si accende il confronto politico sulla proposta di distacco di Fonteblanda e Talamone dal Comune di Orbetello per l’aggregazione a Magliano in Toscana.

Da una parte il Comitato Fonteblanda e Talamone per Magliano, che rivendica l’avvio del percorso informativo rivolto ai cittadini e rilancia il progetto di legge di iniziativa popolare. Dall’altra il sindaco Andrea Casamenti, che ridimensiona la partecipazione agli incontri pubblici parlando di «iniziativa snobbata dai residenti».

Il comitato: «Più rappresentanza e nuove opportunità»

Mercoledì e giovedì si sono svolti i primi due incontri pubblici promossi dal comitato, con l’obiettivo di illustrare ai cittadini il percorso previsto dalla normativa regionale.

Durante le assemblee è stato spiegato l’iter che dovrà portare, se saranno raccolte le firme necessarie, al deposito della proposta in Consiglio regionale, alle audizioni, al referendum consultivo e infine alla decisione del Consiglio regionale della Toscana.

Secondo il comitato, il passaggio a Magliano consentirebbe alle due frazioni di avere un peso politico molto maggiore. Fonteblanda e Talamone, che insieme contano circa 1.300 elettori, rappresenterebbero infatti quasi un terzo dell’elettorato del Comune di Magliano, mentre oggi costituiscono una quota minoritaria all’interno del Comune di Orbetello.

Tra gli obiettivi indicati figurano una maggiore valorizzazione della Fortezza Aldobrandesca di Talamone, il recupero delle discese al mare oggi chiuse, il rilancio delle Terme dell’Osa e una strategia turistica che consideri strategico l’accesso al mare per il Comune di Magliano.

«Il progetto – spiegano i promotori – non nasce contro qualcuno, ma per garantire maggiore rappresentanza, servizi più efficienti e nuove opportunità di sviluppo».

La replica del sindaco Casamenti

La risposta del sindaco Andrea Casamenti non si è fatta attendere.

Secondo il primo cittadino, i due incontri avrebbero registrato una partecipazione molto limitata.

«Come volevasi dimostrare – afferma – gli incontri sono stati totalmente snobbati dai residenti. A Fonteblanda hanno partecipato meno di quaranta persone e a Talamone meno di venti, con i due terzi dei presenti costituiti da turisti non residenti».

Casamenti sostiene che l’iniziativa abbia assunto i contorni di «un attacco politico all’amministrazione comunale» e invita i promotori a riflettere sulla scarsa partecipazione registrata.

«Continueremo a investire su Fonteblanda e Talamone»

Il sindaco rivendica inoltre gli interventi già avviati sul territorio.

Tra questi cita l’avvio dei carotaggi per la futura caserma dei carabinieri di Fonteblanda, progetto nato dall’accordo tra Comune di Orbetello e Arma dei carabinieri, con la cessione dell’area da parte dell’amministrazione comunale.

«Noi vogliamo bene a Talamone e Fonteblanda – conclude Casamenti – e non permetteremo strumentalizzazioni dei nostri residenti da parte di un esiguo manipolo di contestatori».

Il confronto è destinato a proseguire

Il comitato ha annunciato nuovi incontri pubblici nelle prossime settimane per illustrare il progetto e proseguire il percorso verso la raccolta delle firme.

Il dibattito, quindi, appare destinato a proseguire, con due visioni opposte sul futuro amministrativo delle due frazioni: da un lato chi ritiene che il passaggio a Magliano possa garantire maggiore rappresentanza e sviluppo, dall’altro l’amministrazione comunale che rivendica il lavoro svolto e contesta il reale consenso all’iniziativa.

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