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«Scarichi abusivi nel fosso Beveraggio»

Il Forum ambientalista scrive al sindaco e ai carabinieri forestali: l’eliminazione degli scarichi era già stata ordinata ma la situazione sarebbe rimasta la stessa
Di Alienautic – Opera propria, CC BY-SA 4.0

GROSSETO. Nel fosso Beveraggio le acque scure si possono scaricare solo quando ci sono motivi di emergenza. Ma a febbraio dell’anno scorso, nei tratti fognari di acque chiare che alimentano il fosso in cui si dovrebbero raccogliere solamente acque meteoriche, furono trovati valori analitici di Escherichia Coli pari a 1.986.300 ufc/100 ml, cioè circa 400 volte superiore al valore limite massimo consigliato per gli scarichi in corpi idrici superficiali. Una situazione, questa, che ha determinato, nel tempo, anche la necessità di decretare divieti di balneazione a Marina di Grosseto ogni volta che un acquazzone di maggiore intensità si è abbattuto sulla città. 

Il Forum ambientalista torna alla carica per chiedere al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ai carabinieri forestali e all’Asl tutta la documentazione sui controlli effettuati a partire dall’anno scorso, quando furono individuati scarichi illegali nel fosso che si immette nel canale San Rocco e che poi arriva al mare. E sulle motivazioni per le quali, quegli scarichi sarebbero ancora lì. 

Scarichi abusivi nel tratto tombato

È il tratto che corre sottoterra quello che, secondo il Forum ambientalista, è interessato dagli allacci abusivi delle fognature che scaricherebbero nel fosso Beveraggio le acque scure che – in questo modo – non vanno in depurazione. 

Il Comune, il 24 maggio 2022 fece un’ordinanza con la quale obbligava tutti i proprietari degli immobili collocati sui lati del fosso Beveraggio, da via Castiglionese alla vecchia via Aurelia, in tutte le vie puntualmente indicate di «verificare senza indugio il recapito degli scarichi di propria competenza e di rimuovere immediatamente.., se presenti, gli allacci delle acque reflue di qualunque origine dalla conduttura bianca delle fognature separate». Allo stesso tempo, aveva disposto le conseguenti ispezioni e controlli su tutti gli scarichi per verificare l’osservanza delle norme avvertendo anche i proprietari che se non avessero rispettato l’ordinanza l’amministrazione avrebbe proceduto «all’esecuzione dei necessari interventi di adeguamento degli allacciamenti fognari in danno e con rivalsa al soggetto obbligato».

Ma a distanza di un anno da questi accertamenti, nel tratto in cui il fosso Beveraggio torna a defluire a cielo aperto, accanto alle abitazioni, «è evidente il fatto – scrive Roberto Barocci del Forum ambientalista – che tale fosso continua a ricevere a monte, nel tratto tombato, acque luride da scarichi fognari abusivi, anche in periodi
di completa assenza di precipitazioni meteoriche, con tutte le gravi conseguenze di carattere sanitario documentate da almeno un decennio al sindaco di Grosseto dai responsabili del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Usl di Grosseto».

 

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