Cena al ristorante e fuga senza pagare: in quattro scappano con la scusa della sigaretta | MaremmaOggi Skip to content

Cena al ristorante e fuga senza pagare: in quattro scappano con la scusa della sigaretta

Il conto lasciato sul tavolo al Tre Lampioni di Grosseto. Il titolare Pier Nello Cicaloni: «Hanno approfittato di un momento di confusione e sono spariti»
Pier Nello Cicaloni

GROSSETO. Hanno cenato tranquillamente, ordinando una cena abbondante, poi si sono alzati dal tavolo con una scusa apparentemente innocua. Un uomo e tre donne, tutti italiani e sulla trentina, hanno detto di voler uscire a fumare una sigaretta e, approfittando di un momento di distrazione del personale, si sono allontanati senza pagare il conto.

L’episodio è avvenuto nella serata di domenica 14 giugno, poco dopo le 21, al ristorante Tre Lampioni di via Adamello.

La fuga dopo la cena

A raccontare l’accaduto è il titolare del locale, Pier Nello Cicaloni, storico ristoratore grossetano che da anni gestisce l’attività.

«Purtroppo è bastata una disattenzione – spiega Cicaloni – Quelle quattro persone, con la scusa di voler fumare una sigaretta, sono uscite dal ristorante e si sono allontanate senza pagare il conto».

Una situazione che ha lasciato amarezza e delusione, soprattutto perché non si tratta della prima volta che il locale si trova a fare i conti con episodi simili.

«Denunciare spesso costa più del danno subito»

Il ristoratore spiega come recuperare il denaro o individuare i responsabili sia spesso più complicato di quanto possa sembrare.

«Abbiamo le telecamere di sorveglianza – aggiunge Cicaloni – ma, come è già successo in passato, risalire alle persone non è semplice. Inoltre tra denuncia, pratiche burocratiche e spese legali si rischia di spendere più di quanto si potrebbe recuperare. Resta però tanta amarezza».

Un sentimento condiviso da molti esercenti che, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, si trovano a dover fare attenzione anche a comportamenti di questo tipo.

Cosa rischia chi lascia il ristorante senza pagare

Andarsene da un ristorante senza saldare il conto non è soltanto un gesto scorretto, ma può avere conseguenze anche sul piano legale.

Quando un cliente si siede a tavola, ordina e consuma un pasto, si crea infatti un rapporto contrattuale con il ristoratore. Se il mancato pagamento è dovuto a una reale impossibilità economica sopravvenuta, la vicenda può assumere rilevanza civile. Diverso è il caso in cui il cliente abbia fin dall’inizio l’intenzione di non pagare.

In queste situazioni può essere contestato il reato di insolvenza fraudolenta, previsto dall’articolo 641 del Codice penale, che punisce chi contrae un’obbligazione nascondendo il proprio stato di insolvenza e senza l’intenzione di adempiere. La pena prevista è la reclusione fino a due anni o una multa fino a 516 euro.

Nei casi in cui il comportamento sia accompagnato da artifici o raggiri finalizzati a ingannare il ristoratore, potrebbe inoltre configurarsi il reato di truffa, disciplinato dall’articolo 640 del Codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa fino a 1.032 euro.

Per il momento al Tre Lampioni resta soprattutto il rammarico per un episodio che ha rovinato una serata di lavoro e che ripropone un fenomeno che, seppur sporadico, continua a colpire attività e ristoratori.

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