Scansano riscopre il vino degli Etruschi: nasce il viaggio alle origini del Sangiovese | MaremmaOggi Skip to content

Scansano riscopre il vino degli Etruschi: nasce il viaggio alle origini del Sangiovese

Due giorni tra archeologia, degustazioni e ricerca scientifica: il progetto “ArcheoVino” riporta alla luce le radici antiche del Morellino e della viticoltura maremmana
Ghiaccioforte

SCANSANO. Il vino degli Etruschi torna a vivere nel cuore della Maremma. A Scansano, terra del Morellino e della grande tradizione vitivinicola toscana, archeologia, scienza e cultura si incontrano nel convegno “ArcheoVino: alle radici del Sangiovese”, in programma venerdì 29 e sabato 30 maggio.

Due giornate che promettono di trasformarsi in un viaggio straordinario attraverso oltre duemila anni di storia del vino, riportando alla luce le antiche origini della viticoltura etrusca nella valle dell’Albegna.

Il vino etrusco rinasce a Scansano

Il cuore dell’iniziativa sarà il Museo archeologico della Vite e del Vino di Scansano, che celebra così il suo venticinquesimo anniversario rilanciando uno dei progetti culturali più ambiziosi degli ultimi anni.

Il progetto ArcheoVino, nato tra il 2006 e il 2008 dalla collaborazione tra il museo e l’Università di Siena, ha permesso di individuare vicino al sito etrusco di Ghiaccio Forte un patrimonio genetico antichissimo legato alla vite selvatica.

Secondo gli studiosi, proprio queste viti conservano tracce genetiche degli innesti provenienti dalla Magna Grecia, tra cui il Sangiovese, protagonista assoluto del convegno.

Le radici del Morellino arrivano dall’antichità

Le ricerche raccontano una storia affascinante: tra l’VIII e il VII secolo avanti Cristo, gli Etruschi importarono tecniche e varietà che trasformarono la valle dell’Albegna in uno dei più importanti centri vinicoli del Mediterraneo.

Da luoghi come Marsiliana, Doganella e Ghiaccio Forte, il vino prodotto in Maremma raggiungeva i mercati celtici e iberici, alimentando commerci che cambiarono l’economia dell’epoca.

Oggi quel patrimonio torna protagonista grazie a un vigneto sperimentale realizzato nel 2015 vicino a Ghiaccio Forte, dove vengono coltivate varietà il più possibile simili a quelle utilizzate dagli Etruschi.

Il vigneto etrusco e il vino “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”

Il vigneto sperimentale rappresenta uno dei progetti più originali della Toscana. Parte delle vigne è coltivata secondo il sistema dell’alberata etrusca, con la vite maritata al tutore vivo, mentre un’altra segue il modello romano dell’alberello sostenuto da palo.

Da queste uve nasce “L’Etrusco di Ghiaccio Forte”, il vino che sarà protagonista delle degustazioni guidate organizzate durante il convegno dagli esperti di Onav e della Scuola europea sommelier.

Gli studenti del Leopoldo II protagonisti del progetto

Un ruolo centrale sarà affidato anche agli studenti dell’Isis Leopoldo II di Lorena di Grosseto, impegnati nella cura, manutenzione e vinificazione del vigneto sperimentale sotto la guida dell’Università di Siena e dell’agronomo Valerio Zorzi.

«Questo appuntamento – spiega l’assessore alla Cultura Irene Terzaroli – vuole ricordare alla comunità il lavoro svolto in questi venticinque anni dal museo e rilanciare il legame tra vino e archeologia».

Il programma: archeologia, degustazioni e incontri

La prima giornata, venerdì 29 maggio, si aprirà al museo con incontri dedicati alla storia del progetto ArcheoVino, alle esperienze didattiche di vendemmia e vinificazione e alla ricerca sul vino etrusco e romano.

Sabato 30 maggio i partecipanti potranno invece visitare il sito archeologico di Ghiaccio Forte insieme all’archeologa Carolina Megale, prima di tornare al museo per tavole rotonde e approfondimenti dedicati ai paesaggi della viticoltura antica e alla valorizzazione culturale del territorio.

Nel pomeriggio è prevista anche la presentazione del libro “La passione degli Etruschi per il vino”, firmato dalla stessa Carolina Megale.

Scansano punta sul vino come patrimonio culturale

«L’iniziativa – sottolinea la sindaca Maria Bice Ginesi – rappresenta un’importante occasione di incontro tra studiosi, scuole, operatori del settore e cittadini».

L’obiettivo è trasformare il legame tra vino, archeologia e territorio in un patrimonio condiviso dall’intera comunità, valorizzando ancora di più il nome di Scansano e del Morellino nel panorama nazionale e internazionale.

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