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Scalda il vitellino con la stufa elettrica

Alessio Piras ha 23 anni e lavora nell’azienda di famiglia: «Era appena nato, rischiava di morire di freddo»
Alessio Piras nella stalla mentre scalda il vitellino

ROCCASTRADA. Quando era piccino e qualcuno gli chiedeva cosa avrebbe voluto fare da grande, rispondeva: «La moto Gp, la Formula Uno e lavorare con babbo». Il terzo sogno si è avverato e Alessio Piras, 23 anni, ha scelto di restare a lavorare nell’azienda di famiglia, l’agriturismo Capracotta, che si trova tra Ribolla e Montemassi. 

La foto scattata nella stalla

Fa l’allevatore, Alessio, insieme al babbo Lorenzo e mandano avanti l’agriturismo dove nascono e crescono le vacche di razza Chianina Igp. Coltiva cereali e produce olio Igp. Non è un lavoro facile, quello di Alessio e di suo padre, ma è un mestiere che di soddisfazioni ne dà tante, come aver salvato la vita a un vitellino appena nato

È successo durante la notte tra martedì 24 e mercoledì 25 gennaio. «Nel ventre delle vacche la temperatura è di circa 50 gradi – spiega – Il vitellino è nato durante la notte. Ovviamente era tutto bagnato, ma la madre non ha fatto in tempo nemmeno ad asciugarlo, perché con un balzo è saltato fuori dal recinto». 

Durante la notte, la colonnina di mercurio era scesa sotto zero e il vitellino rischiava di morire assiderato. Alessio lo ha preso, lo ha asciugato e lo ha portato nella stalla. Poi si è seduto sulla paglia e ha acceso una stufetta elettrica per scaldarlo. Un’immagine che è stata immortalata in una foto che racconta tutto l’amore che serve per fare questo lavoro. 

«Un lavoro difficile e pesante, impegnativo – dice il giovane allevatore – che lascia pochissimo tempo libero, ma che non cambierei con niente al mondo». 

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