GROSSETO. Ogni anno, il 10 agosto, Grosseto si raccoglie intorno al suo patrono. La processione attraversa le vie del centro storico, il Duomo si riempie di fedeli, il sindaco offre il cero votivo a nome della città e, la sera, arriva il momento del concerto di San Lorenzo e della consegna del Grifone d’Oro. È una festa che tutti i grossetani conoscono, ma in pochi sanno davvero chi fosse San Lorenzo e perché, da quasi novecento anni, sia considerato il protettore della città.
La risposta affonda le radici nella storia del cristianesimo, nella nascita della diocesi di Grosseto e persino nell’antica Roselle.
Chi era San Lorenzo
Lorenzo nacque probabilmente in Spagna, nella città di Huesca, intorno al 225 dopo Cristo. Ancora giovane raggiunse Roma, dove divenne uno dei sette diaconi della Chiesa.
Il suo compito non era soltanto liturgico. Amministrava i beni della comunità cristiana, assisteva vedove e poveri e organizzava la distribuzione degli aiuti. Per questo motivo è ricordato ancora oggi come uno dei grandi santi della carità.
Nel 258 d.C., durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, venne arrestato dopo il martirio di papa Sisto II.
La tradizione racconta che gli fu ordinato di consegnare i tesori della Chiesa. Lorenzo chiese tre giorni di tempo e li impiegò per distribuire ogni ricchezza ai poveri. Quando si ripresentò davanti alle autorità romane era accompagnato da mendicanti, malati e orfani.
«Ecco i tesori della Chiesa», avrebbe detto indicando quelle persone. Per quel gesto fu condannato a morte.
Secondo la tradizione venne arso vivo sopra una graticola, diventata poi il simbolo iconografico con cui è rappresentato in tutto il mondo.
Il patrono di Grosseto da quasi nove secoli
Molti pensano che San Lorenzo sia diventato patrono semplicemente perché il Duomo porta il suo nome.
In realtà è successo l’esatto contrario.
Quando nel 1138 la sede vescovile fu trasferita da Roselle a Grosseto, anche il culto di San Lorenzo seguì il trasferimento. La diocesi di Roselle aveva infatti già da secoli come cattedrale una chiesa dedicata proprio al martire romano, tanto che la “Sancta Rosellana Ecclesia” era conosciuta con il suo nome ben prima dell’XI secolo. Con il trasferimento della sede episcopale, San Lorenzo divenne naturalmente il patrono della nuova città vescovile.
È quindi dal 1138, quasi novecento anni fa, che Grosseto vive sotto il suo patronato.
Il Duomo arrivò dopo
L’attuale Cattedrale di San Lorenzo non esisteva ancora. Al suo posto sorgeva l’antica pieve di Santa Maria, che divenne temporaneamente cattedrale quando arrivò il vescovo da Roselle.
Solo alla fine del Duecento iniziarono i lavori dell’edificio che oggi domina piazza Dante. La costruzione prese avvio nel 1294 e si protrasse per molti decenni, mantenendo però la dedicazione a San Lorenzo, ormai profondamente legata alla storia della diocesi e della città.
Dove incontrare San Lorenzo a Grosseto
Il luogo più evidente è naturalmente il Duomo, ma il patrono è presente in molti dettagli che spesso sfuggono ai visitatori.
All’esterno del Duomo, sul lato che guarda piazza Dante, fra le due bifore c’è la statua realizzata tra il 1320 e il 1340 dalla bottega dello scultore senese Agostino di Giovanni e del figlio Giovanni d’Agostino.

Nella cattedrale il santo compare nelle splendide vetrate istoriate, dove è raffigurato insieme ad altri santi della tradizione cristiana. La sua immagine ritorna anche nelle opere conservate all’interno dell’edificio e nella stessa dedicazione della chiesa madre della diocesi.
In particolare nel quadro Madonna in gloria con i santi Rocco, Lorenzo, Sebastiano e Cipriano (Opera di Ilario Casolani,1630).

Molte opere provenienti dal Duomo sono oggi custodite nel Museo d’arte sacra della Diocesi, inaugurato simbolicamente proprio il 9 agosto 1933, alla vigilia della festa del patrono. Si trova all’ultimo piano del Museo Archeologico.
Qui, in particolare, è conservato un quadro del XIX secolo che ritrae San Lorenzo.

Nel 2023 è stata scoperta l’opera del pittore grossetano Claudio Amerighi, dedicata al Martirio di San Lorenzo.
La festa che unisce fede e città
Ancora oggi la celebrazione di San Lorenzo rappresenta uno dei momenti più sentiti della vita cittadina.
Il 9 agosto la tradizionale processione percorre le vie del centro storico, mentre il 10 agosto il vescovo presiede il solenne pontificale in cattedrale.
Durante la celebrazione il sindaco offre il cero votivo a nome dell’intera comunità, un gesto che rinnova il legame tra la città e il suo patrono.
La sera la festa prosegue in piazza Dante con il tradizionale Concerto di San Lorenzo e con la consegna del Grifone d’Oro, la massima onorificenza cittadina, istituita nel 1958 e da sempre assegnata proprio nel giorno del patrono.
Le “lacrime di San Lorenzo”
Per milioni di persone il nome di San Lorenzo richiama soprattutto le stelle cadenti. In realtà il fenomeno astronomico è quello delle Perseidi, lo sciame meteorico che ogni estate attraversa il cielo terrestre.
La tradizione popolare ha però trasformato quelle scie luminose nelle “lacrime di San Lorenzo”, immaginandole come scintille del martirio del santo. È una leggenda nata molti secoli fa, ma ancora oggi contribuisce a rendere il 10 agosto una delle notti più suggestive dell’anno.
Una storia che continua
Quasi novecento anni sono passati dal trasferimento della sede vescovile da Roselle a Grosseto, ma il legame tra la città e San Lorenzo non si è mai interrotto.
Ogni processione, ogni cero votivo, ogni concerto in piazza Dante raccontano la stessa storia: quella di un giovane diacono romano che fece della carità la propria missione e che, dal Medioevo, accompagna la vita religiosa e civile di Grosseto.




