MARINA DI GROSSETO. Prima sono arrivati al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia in tre, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Poi si è presentato un quarto caso, con un elemento che ha cambiato il quadro e fatto scattare gli approfondimenti sanitari: anche questa persona aveva soggiornato nello stesso albergo di Marina di Grosseto.
Sono quattro i casi di salmonellosi sui quali sta lavorando l’Asl Toscana Sud Est, che ha avviato gli accertamenti necessari per ricostruire l’origine delle infezioni e verificare l’eventuale presenza di un collegamento comune. Al momento, però, non è stata individuata la fonte del contagio e non è quindi possibile stabilire se l’infezione sia stata contratta all’interno della struttura ricettiva.
I primi tre casi nella stessa famiglia
La vicenda è cominciata negli ultimi giorni, quando alcuni ospiti dell’albergo hanno accusato forti disturbi gastrointestinali, febbre, vomito e diarrea, con condizioni che in alcuni casi hanno reso necessario l’intervento dei sanitari e il trasferimento al pronto soccorso del Misericordia.
I primi tre pazienti appartenevano allo stesso nucleo familiare. Proprio questa circostanza, secondo quanto ricostruito da MaremmaOggi attraverso l’Asl, in una prima fase non consentiva di ricondurre i casi alla struttura nella quale la famiglia soggiornava: quelle tre persone potevano infatti aver consumato insieme lo stesso alimento o essere state esposte alla medesima fonte anche altrove.
Il quadro è cambiato quando è stato individuato un quarto caso di salmonellosi. La persona non appartiene allo stesso nucleo familiare dei primi tre pazienti, ma aveva un elemento in comune con loro: soggiornava nello stesso albergo di Marina di Grosseto.
È stato questo ulteriore elemento a far scattare gli approfondimenti dell’azienda sanitaria.
L’Asl avvia i controlli
L’Asl Toscana Sud Est ha quindi avviato le verifiche epidemiologiche e sanitarie necessarie a stabilire se esista una fonte comune dell’infezione. Il fatto che quattro persone abbiano soggiornato nella stessa struttura rappresenta infatti un elemento da approfondire, non la dimostrazione dell’origine del contagio.
Per risalire alla possibile fonte occorre ricostruire ciò che i pazienti hanno mangiato, dove lo hanno consumato e in quale momento, mettendo in relazione queste informazioni con l’insorgenza dei primi sintomi. In caso di sospetta malattia trasmessa da alimenti, le autorità sanitarie possono inoltre procedere agli accertamenti necessari sugli alimenti e sugli ambienti interessati.
L’Istituto superiore di sanità sottolinea proprio l’importanza della segnalazione alle autorità sanitarie quando uno stesso alimento o una stessa situazione possa essere collegata a più persone infette.
Che cos’è la salmonellosi
La salmonellosi è un’infezione dell’apparato gastrointestinale provocata da batteri appartenenti al genere Salmonella. È una delle più frequenti infezioni trasmesse dagli alimenti in Europa.
La trasmissione avviene principalmente attraverso l’ingestione di cibo o acqua contaminati. Tra gli alimenti maggiormente associati al rischio ci sono uova crude o poco cotte e preparazioni che le contengono, carne e derivati non adeguatamente cotti, latte non pastorizzato e suoi derivati, ma anche frutta e verdura contaminate. La contaminazione può verificarsi durante la produzione o la preparazione oppure dopo la cottura, attraverso superfici, utensili o manipolazioni non corrette.
Un elemento importante è che un alimento contaminato può non avere alcuna alterazione evidente: colore, odore, sapore e consistenza possono apparire del tutto normali.
L’incubazione: i sintomi possono arrivare anche dopo tre giorni
È proprio il periodo di incubazione a rendere complessa l’individuazione della fonte. Secondo l’Istituto superiore di sanità, i sintomi possono comparire tra 6 e 72 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato, anche se più frequentemente si manifestano dopo 12-36 ore.
Significa, in concreto, che per stabilire dove sia avvenuto il contagio non basta considerare l’ultimo pasto consumato prima di sentirsi male: l’indagine deve necessariamente ricostruire le esposizioni precedenti.
I sintomi più comuni sono febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Generalmente durano da quattro a sette giorni e nella maggior parte dei casi l’infezione ha un decorso benigno, ma la perdita di liquidi può provocare una disidratazione anche importante e rendere necessario il ricovero. Le forme più serie si osservano soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone fragili o immunodepresse.
Ora si cerca il punto in comune
È dunque su una vera e propria ricostruzione a ritroso che si concentrano adesso gli accertamenti: quattro persone, la permanenza nello stesso albergo e l’insorgenza della stessa infezione.
Il collegamento con la struttura di Marina di Grosseto ha fatto scattare i controlli, ma soltanto gli esiti delle verifiche potranno chiarire se i quattro casi abbiano effettivamente una stessa origine e, soprattutto, quale sia stata la fonte della salmonella.
Fino ad allora, il dato certo resta quello dal quale è partita l’indagine sanitaria: quattro casi di salmonellosi e quattro persone che avevano soggiornato nello stesso albergo di Marina di Grosseto.



