GROSSETO. Cosa è successo il 4 novembre 1966? Cosa sta accadendo oggi? E soprattutto, come possiamo prepararci a quello che succederà domani? A sessant’anni dalla grande alluvione, Grosseto torna a guardare l’Ombrone mettendo insieme memoria, scienza, ambiente e cultura.
Domenica 27 settembre, dalle 9.30 alle 18, la centrale idroelettrica di San Martino ospita “Dalla crisi dell’acqua all’Atlante delle Rive”, un’intera giornata dedicata al rapporto tra la Maremma e il suo fiume. L’ingresso è libero e gratuito.
L’iniziativa, organizzata dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e dall’associazione Kansassìti – Mediateca Digitale della Maremma, con il sostegno di Banca Tema, arriva nella Giornata mondiale dei Fiumi e porta Grosseto nell’Atlante delle Rive, il progetto triennale lanciato a livello nazionale dall’attore, regista e drammaturgo Marco Paolini.
Grosseto entra nell’Atlante delle Rive
Quella di San Martino sarà una delle oltre 50 iniziative organizzate contemporaneamente in tutta Italia, per creare una rete tra comunità che vivono e custodiscono fiumi, laghi e acque sotterranee.
L’obiettivo è far dialogare ricerca scientifica, consorzi, amministratori, cittadini, tecnici e artisti per conoscere e gestire meglio l’acqua. Anche il luogo scelto è simbolico: la centrale idroelettrica di San Martino, sotto l’argine dell’Ombrone, per un giorno diventerà uno spazio di incontro aperto alla comunità.
Dal clima alla grande alluvione del 1966
La giornata comincerà con i saluti del presidente di Cb6 Federico Vanni; il sindaco di Grosseto; il presidente della Provincia Francesco Limatola; il presidente del Parco della MaremmaSimone Rusci e il presidente di Banca Tema Francesco Carri.
Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del Consorzio Lamma, farà il punto sull’estate appena trascorsa e sulle prospettive per l’autunno. Tra siccità e nubifragi, Fabio Zappalorti, direttore generale di Cb6 e di Anbi regionale, parlerà invece del valore dell’acqua e delle strategie per il futuro della Toscana.
Spazio poi alla memoria. Il 4 novembre 1966 l’Ombrone sommerse Grosseto e l’allora sindaco Renato Pollini fu in prima linea durante l’emergenza e nella ripresa della città. Sessant’anni dopo sua figlia Eva Pollini racconterà quei giorni in dialogo con la storica Luciana Rocchi.
L’acqua tra scienza e teatro
Luca Toschi, professore dell’Università di Firenze e direttore del Centro Ricerche scientia Atque usus, parlerà del valore dell’acqua e di come comunicarne l’importanza.
Poi la scienza incontrerà il racconto con Mirko Artuso, attore, regista e autore, e “Scene d’Acqua. Storie di fiumi e altre faccende”, una narrazione attraverso lo sguardo di un pescatore d’acqua dolce.
A chiudere la mattinata sarà una merenda collettiva all’aperto nel piazzale sotto il fiume, con i prodotti offerti da Conad Clodia Commerciale e i tortelli di Pastai in Maremma preparati in diretta da Roberto Delli, con il servizio del Barracuda Caffè.
Un pomeriggio alla riscoperta dell’Ombrone
Dalle 15 l’associazione culturale Alcedo racconterà il proprio lavoro di custodia della memoria e dell’ambiente dell’Ombrone, dall’idrometro del Berrettino fino alla presenza delle specie aliene nell’ecosistema del fiume.
L’architetta grossetana Valentina Minoletti presenterà poi “Maremma Amoris”, libro in attesa di pubblicazione nato dalla sua tesi di laurea all’Università tecnica di Vienna: un viaggio nella Maremma tra dune, pinete, fiumi, mare e biodiversità.
Sarà proiettato anche “Grosseto e l’Ombrone”, documentario della fine degli anni Sessanta con la regia di G. Jacopo Pucci e i testi di Giuseppe Guerrini, riportato alla luce e restaurato nel 2025 dalla Mediateca Digitale della Maremma. Le immagini raccontano la città prima, durante e dopo la grande alluvione.
Il viaggio in canoa di Jean-Claude
A chiudere la giornata sarà Francesco Ciarapica, operatore sociale e videomaker, che presenterà in anteprima il film al quale sta lavorando.
È la storia di Jean-Claude, un uomo belga che ha vissuto per oltre trent’anni in un container sulle rive dell’Ombrone e che adesso si prepara a lasciare quel luogo. Prima di farlo, percorrerà il fiume in canoa fino al mare, in un viaggio tra paesaggi, natura e storie.
Alla sua esperienza si intrecciano testimonianze e materiali d’archivio della Mediateca Digitale della Maremma, lungo quello che il progetto racconta come “Il fiume più bello del mondo”.



