GAVORRANO. Ci sono 3.700 coperti e circa 14mila tortelli serviti. Numeri enormi per una frazione di poche centinaia di abitanti. Ma il successo della 31ª Sagra del Tortello e del Maccarone Maremmano di Grilli si misura soprattutto in un altro modo: nella capacità di un intero paese di lavorare insieme e di trasformare una festa popolare in qualcosa che rimane alla comunità anche quando tavoli e cucine vengono smontati.
Quest’anno, infatti, la Pro Loco Grilli vuole utilizzare parte dei soldi ricavati dalla manifestazione per contribuire alla realizzazione di un attraversamento pedonale rialzato nel centro del paese, un intervento destinato a migliorare la sicurezza di chi vive nella frazione.
È lo stesso principio che ha guidato la Pro Loco negli anni precedenti: il paese lavora per la sagra e la sagra restituisce al paese.
Una piccola frazione capace di servire 14mila tortelli
La 31ª edizione si è chiusa con circa 3.700 coperti e 14mila tortelli preparati e serviti.
Per comprendere davvero la portata del risultato basta confrontarlo con le dimensioni di Grilli: una piccola comunità di poche centinaia di persone che, nei giorni della festa, riesce a mettere in piedi una macchina organizzativa capace di accoglierne migliaia.
Dietro quei numeri non c’è però un’organizzazione professionale. Ci sono soprattutto volontari.

C’è chi entra in cucina, chi prepara i piatti, chi serve ai tavoli, chi organizza gli spazi e chi lavora dietro le quinte. E poi ci sono ragazzi e ragazze, molti giovanissimi, che ogni sera indossano i panni dei camerieri e danno una mano agli adulti.
È probabilmente questa l’immagine che racconta meglio la sagra di Grilli: generazioni diverse che lavorano fianco a fianco per il proprio paese.
Dai settantenni ai bambini, la tradizione passa di mano
«Come presidente della Pro Loco non posso che esprimere una grandissima soddisfazione e, soprattutto, una profonda gratitudine – dice Silvia Sarcoli, presidente della Pro Loco Grilli –. Raggiungere numeri di questo genere per una comunità di poche centinaia di abitanti significa aver costruito qualcosa di importante. Ma ciò che ci rende maggiormente orgogliosi non sono soltanto i 3.700 coperti o i 14mila tortelli: è vedere quante persone scelgono ogni anno di dedicare il proprio tempo alla sagra e quindi, in definitiva, al proprio paese».
Una storia che ormai attraversa le generazioni.
«Ci sono persone di settant’anni che continuano a lavorare con lo stesso entusiasmo e che oggi trasmettono questa passione ai propri figli e ai propri nipoti – racconta Sarcoli – E ci sono bambini che spesso non hanno ancora dieci anni e che iniziano già a respirare lo spirito della sagra, aiutando e osservando i più grandi. È questo passaggio di testimone tra generazioni che ci ha permesso di arrivare alla 31ª edizione e che ci fa guardare con fiducia al futuro».

La Sagra del Tortello e del Maccarone Maremmano diventa così qualcosa di molto più importante di un appuntamento gastronomico.
È il momento dell’anno nel quale Grilli si ritrova, rafforza il proprio senso di appartenenza e tramanda tradizioni e conoscenze che rischierebbero altrimenti di andare perdute.
Dietro ogni tortello ci sono mani che hanno imparato da altre mani. Dietro ogni tavolo servito ci sono ore regalate al paese.
I soldi della sagra tornano a Grilli
C’è poi un aspetto che rende ancora più concreto il lavoro dei volontari: gli utili della manifestazione vengono reinvestiti nella frazione.
E i risultati si vedono.
Nel 2025, grazie anche all’attività della Pro Loco, sono stati realizzati o sostenuti interventi destinati direttamente alla comunità: la casina dell’acqua, le luminarie natalizie e la costruzione della sala comune, uno spazio particolarmente importante durante i mesi invernali, quando le occasioni e i luoghi nei quali ritrovarsi sono inevitabilmente meno numerosi.
Adesso c’è un nuovo obiettivo.
Con i proventi della sagra 2026, la Pro Loco intende contribuire alla realizzazione di un attraversamento pedonale rialzato nel centro di Grilli, mettendo ancora una volta le risorse raccolte durante la festa a disposizione del paese.
«Questo è un altro aspetto fondamentale della nostra sagra – spiega Sarcoli –. Chi dedica gratuitamente il proprio tempo sa che il risultato di questo lavoro ritornerà alla comunità. Gli utili non rimangono alla Pro Loco: vengono reinvestiti a Grilli, per Grilli e per chi vive il paese. Negli anni questo impegno ha consentito di contribuire concretamente alla cura e al miglioramento della nostra frazione e continueremo a farlo».
La vera forza della sagra è il paese
La Pro Loco ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile anche questa edizione: chi ha lavorato nelle cucine, chi ha preparato migliaia di piatti, chi li ha portati ai tavoli, chi ha organizzato la manifestazione e chi ha svolto quel lavoro invisibile senza il quale una festa di queste dimensioni non potrebbe esistere.
Un ringraziamento particolare va ai tanti ragazzi e ragazze che hanno scelto di regalare una parte delle loro serate alla comunità e alle migliaia di persone che sono arrivate a Grilli per partecipare alla sagra.
Alla fine restano i numeri: 3.700 coperti, 14mila tortelli e 31 edizioni.
Ma raccontano soltanto una parte della storia.
Perché il risultato più importante è vedere una piccola frazione nella quale un settantenne continua a lavorare alla stessa festa alla quale comincia ad avvicinarsi un bambino di dieci anni.
E sapere che, quando l’ultimo tavolo viene sparecchiato, quel lavoro non finisce.
Diventa una casina dell’acqua, una sala dove incontrarsi d’inverno, le luci di Natale. E adesso anche un attraversamento più sicuro nel cuore del paese.
È così che una sagra diventa comunità.




