GROSSETO. Non si spegne la polemica sulla fidejussione risultata falsa nell’ambito della vicenda del centro sportivo di Roselle.
Dopo la replica dell’amministrazione comunale, arriva una nuova controreplica dei consiglieri di opposizione Leonardo Culicchi (Pd), Carlo De Martis (Grosseto Città Aperta) e Giacomo Cerboni (Azione), che accusano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna di fornire una ricostruzione smentita, a loro avviso, dalle dichiarazioni rilasciate il 29 luglio dall’U.S. Grosseto e dall’assessore allo Sport Fabrizio Rossi.
«Il 29 luglio tutti parlavano di accordo»
L’opposizione contesta in particolare quanto sostenuto dal Comune nella nota diffusa domenica, secondo cui l’addendum non sarebbe mai stato sottoscritto e il procedimento sarebbe stato interrotto prima della sua conclusione grazie ai controlli degli uffici.
Per Culicchi, De Martis e Cerboni quella ricostruzione non coincide con le dichiarazioni rese pubblicamente subito dopo l’incontro di mediazione del 29 luglio.
I tre consiglieri ricordano infatti che l’U.S. Grosseto parlò della «conclusione del percorso di mediazione» e della «definizione dell’accordo per la gestione del centro sportivo», esprimendo soddisfazione per l’intesa raggiunta. Allo stesso modo, aggiungono, anche l’assessore Fabrizio Rossi dichiarò pubblicamente: «Siamo soddisfatti che questo contenzioso tra amministrazione comunale e U.S. Grosseto non ci sia più».
La richiesta di accesso agli atti
Nel comunicato l’opposizione torna inoltre a chiedere che venga consentito ai consiglieri comunali di prendere visione di tutta la documentazione relativa alla vicenda, sostenendo che fino a oggi l’accesso agli atti sarebbe stato ingiustificatamente negato.
Pare che il Comune, adducendo la riservatezza della mediazione, non sia intenzionata a consegnare i documenti, come se i consiglieri di opposizione non facessero parte anche loro dell’Amministrazione. Che poi, va detto, documenti che in modo informale in tanti dicono di avere già, non si sa bene avuti in che modo. Ma quanto basta per vedere quanti errori e incongruenze ci sono nel documento, che saltano all’occhio anche a un non esperto in un attimo.
L’affondo sull’assessore Rossi
L’ultimo passaggio è rivolto direttamente all’assessore allo Sport.
Secondo i tre consiglieri, se fosse stato accolto l’invito formulato durante la Commissione del 27 luglio a rinviare di pochi giorni l’incontro di mediazione, così da consentire tutte le verifiche documentali, «questo pasticcio non si sarebbe verificato».
Da qui l’accusa politica conclusiva: «L’interesse ad appuntarsi in fretta una medaglia sul petto è stato ancora una volta superiore all’interesse della città».



