GROSSETO. Un museo che non vuole più essere soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio da vivere.
È questa la filosofia che sta dietro al progetto di riqualificazione del Museo Archeologico e d’Arte della Maremma presentato a Grosseto dal direttore Luca Giannini, insieme al capogruppo di Forza Italia in Regione Marco Stella, al sindaco di Grosseto, all’assessore alla cultura Luca Agresti, all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi e al presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti.
Un intervento che rappresenta il primo passo di un progetto più ampio e destinato a cambiare profondamente il rapporto tra il museo e la città.

Un museo nato nell’Ottocento ma pensato per il futuro
Durante la presentazione è stato ricordato come il museo abbia origini storiche, mentre l’attuale impostazione degli spazi sia ferma al 1999. Fino al 1964 il palazzo ha ospitato il tribunale, poi trasferito nella sede attuale. Il Museo esiste dal 1975.
Il Maam, che comprende anche il Museo d’Arte Sacra della Diocesi di Grosseto, è strutturato su tre livelli con 40 sale espositive che raccontano la storia della Maremma dalla preistoria al medioevo.
Le radici del museo risalgono al 1860, grazie al canonico Giovanni Chelli, che ha fondato anche la vicina Biblioteca Chelliana.
Da qui nasce l’esigenza di un aggiornamento profondo.
L’idea, spiegata dal direttore Luca Giannini, è quella di considerare il museo come un “organismo vivente”, capace di trasformarsi insieme alla società che cambia.
Non soltanto nuove stanze o lavori estetici, quindi, ma un nuovo modo di dialogare con il pubblico, soprattutto con le generazioni più giovani, oggi abituate a linguaggi più immersivi e tecnologici.
Il primo intervento: ingresso e nuove sale
Il progetto complessivo sarà articolato in sette interventi distinti che interesseranno diverse aree della struttura.
Il primo step riguarderà in particolare: l’area di ingresso e le stanze poste sulla sinistra del museo.
Spazi che saranno completamente ripensati per diventare non solo aree espositive, ma anche luoghi di incontro e socialità.
Tra gli obiettivi c’è infatti quello di creare sale utilizzabili per conferenze, incontri culturali e iniziative artistiche legate al territorio maremmano.
Il modello citato durante la presentazione è quello della Biblioteca Chelliana, diventata negli anni un punto di riferimento cittadino non soltanto per i libri, ma anche per la vita culturale e sociale della città.
«Il museo deve tornare a parlare alla comunità»
Uno dei concetti più ribaditi durante l’incontro è stato proprio quello della riconnessione tra museo e territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il Museo Archeologico della Maremma più inclusivo, più attrattivo e più vicino alla comunità locale.
Non più solo un luogo “statico”, ma uno spazio aperto, capace di ospitare attività e creare relazioni con la città.
Un cambio di paradigma che punta anche a rafforzare il ruolo turistico della struttura, in una città che sempre più vuole investire sulla cultura come elemento identitario.
I 400mila euro arrivati dalla Regione
A rendere possibile il primo lotto di lavori è stato il finanziamento regionale da 400mila euro, ottenuto attraverso un emendamento al bilancio presentato dal capogruppo regionale di Forza Italia Marco Stella insieme a Iacopo Ferri, consigliere di Forza Italia.
Durante la presentazione sono arrivati ringraziamenti anche al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e all’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti per aver sostenuto il progetto.
È stato inoltre sottolineato il lavoro svolto in sinergia tra direzione del museo, settore cultura, uffici comunali, lavori pubblici e architetti incaricati.
Un progetto definito più volte come “un lavoro di squadra”.
Più giovani nei musei
Tra i temi affrontati anche quello del rapporto tra musei e nuove generazioni. Questo perché oggi i ragazzi tra i 12 e i 14 anni hanno modalità completamente diverse di vivere l’esperienza culturale e il museo deve sapersi adattare.
Da qui la volontà di sviluppare strumenti più immersivi e contemporanei, ma anche di rafforzare il legame con le scuole, aumentando visite e percorsi educativi.
L’idea è quella di costruire un rapporto continuativo, facendo sì che il museo venga percepito come un luogo familiare e vivo, non come una visita occasionale.
Una rete tra musei toscani
Durante l’incontro si è parlato anche della necessità di creare una vera “filiera museale” toscana.
Tra gli obiettivi futuri maggiore coordinamento tra musei, dialogo sulle aperture festive, sistemi di bigliettazione più integrati e collaborazioni e scambi di opere.
È stato citato anche il rapporto con importanti istituzioni internazionali, tra cui il British Museum, come esempio di possibili collaborazioni future.
Il primo passo di un progetto più ampio
Quello presentato in questi giorni viene definito dagli stessi promotori solo “un primo passettino”.
Ma l’obiettivo finale appare chiaro: trasformare il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma in uno spazio contemporaneo, aperto, dinamico e capace di diventare sempre più centrale nella vita culturale di Grosseto.



