Rinnovabili in Val di Cornia, il Consorzio vini lancia l'allarme: «Così si mette a rischio il nostro futuro» | MaremmaOggi Skip to content

Rinnovabili in Val di Cornia, il Consorzio vini lancia l’allarme: «Così si mette a rischio il nostro futuro»

Il Consorzio tutela vini Suvereto e Val di Cornia chiede alla Regione Toscana una regia sulla transizione energetica: «No alla speculazione, sì alle rinnovabili nel rispetto del paesaggio, dell’agricoltura e dell’enoturismo»
Una veduta dei terreni del Consorzio Suvereto Valdicornia

SUVERETO. Il Consorzio tutela vini Suvereto e Val di Cornia prende posizione sul futuro energetico del territorio e lancia un appello alla Regione Toscana affinché assuma un ruolo di regia nella gestione della transizione verso le energie rinnovabili.

Pur ribadendo di essere favorevole alla transizione energetica, il Consorzio esprime forte preoccupazione per la concentrazione di progetti legati a impianti agrivoltaici, eolici, sistemi di accumulo BESS e relative infrastrutture, ritenendo che il loro effetto complessivo possa compromettere il paesaggio, l’agricoltura e l’economia della Val di Cornia.

Il timore: «Un territorio trasformato per sempre»

Secondo il Consorzio, la questione non riguarda soltanto i singoli impianti, ma l’impatto cumulativo delle numerose opere previste sul territorio.

Nel mirino finiscono non solo campi agrivoltaici e pale eoliche, ma anche sistemi di accumulo energetico (BESS), cavidotti, stazioni elettriche, servitù e opere di connessione, infrastrutture che, sommate tra loro, rischierebbero di modificare profondamente l’identità della Val di Cornia.

«Il recente progetto di installazione di un BESS da 100 megawatt a Suvereto rischia di essere solo il primo di una serie di graffi a un territorio che negli ultimi quarant’anni ha scelto un futuro diverso da quello industriale, fondato sulla tutela del paesaggio e sulla valorizzazione delle produzioni agricole di qualità», afferma il presidente del Consorzio, Daniele Petricci.

«Non vendiamo solo vino, ma un territorio»

Per il Consorzio, il rischio non riguarda esclusivamente la sottrazione di terreni agricoli alla produzione vitivinicola.

Le aziende associate evidenziano come il valore dei vini della denominazione sia strettamente legato all’immagine del territorio, elemento fondamentale anche per il turismo.

«Noi non vendiamo solamente un vino, ma un territorio e la sua immagine. Lo stesso fanno le centinaia di operatori turistici della Val di Cornia. Quello che si prospetta è uno scempio paesaggistico che metterebbe a rischio il comparto economico sul quale poggia la nostra regione», sostiene Petricci.

Secondo il presidente, sarebbe difficile continuare a promuovere un’agricoltura identitaria e un turismo legato alla bellezza del paesaggio se vaste superfici agricole fossero occupate da pannelli fotovoltaici e il panorama fosse caratterizzato dalla presenza di grandi impianti eolici.

Preoccupano anche gli espropri e il futuro delle aziende agricole

Il Consorzio richiama l’attenzione anche sulle conseguenze economiche che potrebbero derivare dalla realizzazione delle infrastrutture necessarie alla rete energetica.

L’eventuale ricorso a procedure espropriative, insieme all’occupazione di terreni agricoli, potrebbe infatti compromettere la produttività di numerose aziende familiari che rappresentano il cuore dell’economia rurale della Val di Cornia.

Secondo il Consorzio, proprio queste imprese garantiscono occupazione stabile e contribuiscono a mantenere vivo il tessuto economico e sociale del territorio.

L’appello alla Regione Toscana

Il Consorzio chiede quindi alla Regione Toscana di assumere un ruolo centrale nella pianificazione della transizione energetica.

Tra le richieste avanzate figurano:

  • l’individuazione delle aree realmente idonee all’installazione degli impianti;
  • la valutazione dell’impatto cumulativo dei progetti e non dei singoli interventi;
  • procedure trasparenti e partecipate;
  • la tutela del paesaggio, delle produzioni agricole di qualità e dell’economia turistica.

Per il Consorzio, solo una pianificazione complessiva può evitare che la transizione energetica venga percepita come una trasformazione imposta ai territori.

«La sostenibilità non deve diventare speculazione»

Il documento si conclude ribadendo che il mondo vitivinicolo non è contrario alle energie rinnovabili.

«Il nostro non è un no alla sostenibilità, obiettivo che le nostre aziende perseguono da anni. Chiediamo però che la Regione diventi la guida di un processo fondato sulla condivisione, sull’equilibrio e sul rispetto delle peculiarità dei territori, evitando che la transizione energetica si trasformi in una speculazione», conclude Daniele Petricci.

L’intervento del Consorzio tutela vini Suvereto e Val di Cornia si inserisce nel crescente dibattito che, nelle ultime settimane, sta coinvolgendo amministrazioni comunali, associazioni agricole, comitati e operatori economici della Val di Cornia, chiamati a confrontarsi con numerosi progetti legati alle energie rinnovabili e al loro impatto sul territorio.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati