GROSSETO. Dalle bollette alla benzina, dai libri di scuola alla spesa alimentare, fino al riscaldamento che tornerà inevitabilmente ad accendersi con l’arrivo dei primi freddi. Per le famiglie si prepara un autunno particolarmente pesante, con una concentrazione di spese che tra settembre e novembre potrebbe sfiorare complessivamente i 3mila euro.
A lanciare l’allarme è Federconsumatori, sulla base delle elaborazioni dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che stima per l’autunno 2026 una spesa di 2.959,42 euro, con un aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Una crescita nettamente superiore al tasso d’inflazione, indicato al 3,3%, che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i bilanci delle famiglie, soprattutto quelle con redditi più bassi.
E il conto non finisce con novembre. Mettendo insieme i rincari delle diverse voci, secondo le elaborazioni dell’associazione l’aggravio complessivo può raggiungere 1.089 euro su base annua.
Bollette, il conto sale del 14,3%
A preoccupare maggiormente sono ancora una volta luce e gas.
Nel complesso Federconsumatori stima per le utenze un incremento del 14,3%, mentre le previsioni elaborate dall’Osservatorio indicano rialzi del 16,4% per l’energia elettrica e del 18,8% per il gas.
«La situazione internazionale continua ad avere ripercussioni importanti sui prezzi dell’energia», spiega Giorgio Romualdi, presidente provinciale di Federconsumatori Grosseto.
Secondo i dati riportati dall’associazione, l’indice del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso sarebbe passato da 0,11 nell’agosto 2025 a 0,18 nell’agosto 2026, mentre quello relativo al gas sarebbe salito nello stesso periodo da 0,38 a 0,68.
Aumenti che rischiano di colpire con maggiore forza anziani, persone malate e, più in generale, chi trascorre molte ore della giornata in casa, proprio mentre ci si avvicina ai mesi nei quali aumentano inevitabilmente i consumi.
Il rischio, avverte Federconsumatori, è che molte famiglie reagiscano cercando di ridurre ulteriormente l’utilizzo del riscaldamento e dell’energia elettrica, anche quando questi consumi sono difficilmente comprimibili.
Riscaldamento più caro, il pellet aumenta di oltre il 32%
Le brutte notizie non riguardano soltanto chi utilizza un impianto autonomo alimentato a gas.
Per le famiglie che vivono in condomini con impianti centralizzati, Federconsumatori calcola una prima rata media del riscaldamento di circa 462,60 euro, con un incremento del 15,7%.

E neppure le soluzioni alternative sembrano mettere al riparo dagli aumenti: secondo l’associazione, infatti, per il pellet i rincari superano il 32%.
Una situazione che arriva dopo anni nei quali l’energia ha già inciso pesantemente sui bilanci familiari e che rischia di trasformare l’accensione dei termosifoni in una delle voci più problematiche dell’autunno.
Benzina, l’aumento arriva al 22,8%
C’è poi il capitolo carburanti, con un aumento stimato del 22,8%.
Nel confronto elaborato dall’Osservatorio, la spesa presa in considerazione per la benzina passa da 508 a 625 euro, con 117 euro in più.
Per la spesa alimentare l’incremento stimato è più contenuto, pari all’1,9%, ma interviene su una voce sulla quale, sottolinea Federconsumatori, molte famiglie hanno già cominciato da tempo a operare rinunce e riduzioni degli acquisti.
Aumentano inoltre del 3,6% i costi condominiali.
Poi c’è la scuola: libri, quaderni, zaini e tutto il materiale necessario per il nuovo anno scolastico rappresentano uno dei grandi appuntamenti di spesa di settembre, soprattutto per i nuclei con più figli.
Quanto aumentano le principali spese
Le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori mostrano quanto cambia il conto rispetto al 2025.
| Voce | 2025 | 2026 | Aumento |
|---|---|---|---|
| Scuola, libri e corredo | 995 € | 1.094 € | +99 € |
| Utenze | 1.120 € | 1.280 € | +160 € |
| Alimentazione | 1.697 € | 1.729 € | +32 € |
| Benzina | 508 € | 625 € | +117 € |
| Riscaldamento | 399 € | 462 € | +63 € |
A queste voci vanno aggiunte attività sportive, spese sanitarie e altri costi familiari, molti dei quali tendono a concentrarsi proprio nei mesi immediatamente successivi alle vacanze estive.
Il risultato, secondo Federconsumatori, è un incremento complessivo delle spese di 1.089 euro su base annua.
Una crescita che si aggiunge agli aumenti accumulati negli ultimi anni e che, secondo l’associazione, non trova una corrispondente crescita del potere d’acquisto di stipendi e pensioni.
«Attenzione alle offerte troppo convenienti»
Proprio mentre aumentano le bollette, Federconsumatori mette in guardia anche dalle offerte commerciali sull’energia proposte telefonicamente o online, soprattutto quando vengono presentate come occasioni da cogliere immediatamente.
Il consiglio è di non prendere decisioni affrettate, verificare con attenzione le condizioni economiche offerte e confrontarle con il proprio contratto, rivolgendosi direttamente al gestore o agli sportelli delle associazioni dei consumatori.
Particolare cautela viene raccomandata soprattutto alle persone anziane e a chi può avere maggiore difficoltà a orientarsi tra tariffe, offerte e condizioni contrattuali.
Federconsumatori ricorda inoltre che, nei casi previsti dalla normativa per i contratti conclusi a distanza, il consumatore dispone generalmente del diritto di recesso entro 14 giorni.
Le richieste di Federconsumatori al Governo
Di fronte a un autunno che rischia di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto, Federconsumatori chiede interventi strutturali.
Tra le proposte ci sono un taglio delle accise di almeno 20 centesimi sulla benzina e 25 centesimi sul diesel, applicato per un periodo sufficientemente lungo, e una rimodulazione, anche temporanea, dell’Iva su un paniere di beni essenziali. Quest’ultima misura, secondo i calcoli dell’Osservatorio, potrebbe produrre un risparmio superiore a 530 euro all’anno per famiglia.
L’associazione chiede inoltre un bonus energia più consistente e accessibile a una platea più ampia, insieme alla creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare destinato ai nuclei più vulnerabili.
Tra le richieste ci sono anche maggiori controlli contro eventuali speculazioni lungo le filiere, soprattutto per prodotti di largo consumo e carburanti, una riforma fiscale maggiormente orientata alla tutela dei redditi bassi e medi e una tassazione effettiva degli extraprofitti delle aziende energetiche.
Perché, secondo Federconsumatori, il rischio è ormai quello di andare oltre la rinuncia al superfluo: con quasi ogni voce della vita quotidiana in aumento, una parte delle famiglie potrebbe essere costretta a risparmiare proprio sui consumi essenziali, dalla spesa al riscaldamento.




