Centinaia di ettari per i maxi impianti, la Val di Cornia difende le sue campagne | MaremmaOggi Skip to content

Centinaia di ettari per i maxi impianti, la Val di Cornia difende le sue campagne

Agrivoltaico, fotovoltaico ed eolico avanzano tra Piombino, Campiglia e Suvereto. Alturetta da 32 MW è ancora al vaglio del Mase. Cinque Comuni lavorano con la Soprintendenza per rafforzare la tutela del paesaggio agricolo
Un impianto agrivoltaico in campagna
Un impianto agrivoltaico in campagna

VAL DI CORNIA. Basta percorrere le strade di campagna che collegano Piombino a Campiglia Marittima, Suvereto e San Vincenzo per capire quale sia la posta in gioco. Filari di viti, oliveti, campi coltivati, agriturismi e poderi raccontano una Val di Cornia che negli ultimi decenni ha costruito una parte importante della propria economia sull’agricoltura di qualità, sull’enogastronomia e sul turismo.

Ed è proprio su queste campagne che si concentra oggi una quantità crescente di progetti per impianti fotovoltaici, agrivoltaici, eolici e sistemi di accumulo dell’energia.

A riaccendere lo scontro è la protesta di Italia Nostra e dei residenti contro il progetto di Orta Energy 14 srl ad Alturetta e Paduletto, nelle campagne di Piombino, non lontano dal confine con Campiglia Marittima.

Il timore espresso da associazioni e cittadini è che la somma dei diversi progetti possa progressivamente trasformare il paesaggio agricolo della Val di Cornia in un grande distretto per la produzione e lo stoccaggio dell’energia.

Una contrapposizione che non riguarda tanto il principio della transizione energetica, quanto dove e come realizzarla: da una parte gli obiettivi di decarbonizzazione e di aumento della produzione da fonti rinnovabili, dall’altra la tutela del paesaggio e del suolo agricolo.

Alturetta, 56 ettari per oltre 32 megawatt

Uno dei progetti diventati simbolo dello scontro è quello presentato da Orta Energy 14 srl, denominato “Piombino”, previsto nelle località Alturetta e Paduletto.

L’impianto agrivoltaico ha una potenza di 32,0628 megawatt e interessa complessivamente una superficie di circa 56 ettari.

Il progetto è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale statale e la procedura, iniziata nel febbraio 2024, risulta ancora in fase di istruttoria tecnica al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Nell’agosto 2026 la documentazione è stata nuovamente pubblicata, aprendo un’altra fase per la presentazione delle osservazioni.

L’impianto prevede migliaia di moduli fotovoltaici bifacciali installati su strutture mobili e il collegamento alla rete elettrica nazionale.

I proponenti lo presentano come un sistema nel quale la produzione di energia può convivere con l’attività agricola. È proprio questa convivenza, però, uno dei punti contestati da associazioni e residenti, che sottolineano l’estensione dell’intervento e il suo inserimento in un’area nella quale sono già previsti altri impianti.

La Regione Toscana ha già detto no

Sul progetto Alturetta c’è un elemento particolarmente significativo. Nell’ottobre 2025 la Regione Toscana ha espresso parere contrario nell’ambito della procedura statale di VIA.

Tra le criticità evidenziate nell’istruttoria regionale figurano l’impatto paesaggistico, gli aspetti acustici e soprattutto la necessità di considerare gli effetti cumulativi con gli altri progetti energetici presenti o previsti nella stessa zona.

Il parere della Regione, tuttavia, non ha concluso il procedimento: la VIA è di competenza statale e l’iter al Mase prosegue.

Non c’è soltanto Alturetta

È proprio guardando la carta complessiva dei progetti che la questione assume dimensioni ben maggiori.

Tra Campiglia Marittima e Suvereto è in istruttoria anche il progetto fotovoltaico “Campiglia”, proposto da Iren Green Generation Tech srl: circa 100 ettari di superficie e 63,5 megawatt di potenza.

A questo si aggiungono altri progetti fotovoltaici e agrivoltaici nella piana e gli impianti eolici proposti nel territorio.

Tra questi c’è Pellestrina Wind, che interessa Campiglia Marittima, Piombino e Suvereto e prevede sei aerogeneratori per una potenza complessiva di 59,4 megawatt. Un altro progetto eolico, presentato da San Nicola Energia, prevede invece otto aerogeneratori e una potenza di 57,6 megawatt.

È questa concentrazione a preoccupare maggiormente una parte del territorio: non soltanto l’impatto del singolo progetto, ma la somma degli impianti e la possibile trasformazione complessiva della piana agricola.

Vino, agriturismi e turismo: la paura per il paesaggio

Il tema diventa particolarmente delicato in un territorio che negli ultimi decenni ha investito molto sulla propria identità agricola.

La Val di Cornia è terra di vigneti, aziende agricole, agriturismi e produzioni di qualità. Qui il paesaggio non rappresenta soltanto un valore ambientale: è anche una componente dell’economia e dell’immagine con cui il territorio viene proposto ai visitatori.

Per questo il timore espresso dal mondo agricolo e dalle associazioni è che una forte concentrazione di infrastrutture energetiche possa modificare la percezione della campagna e incidere sul modello di sviluppo costruito intorno all’enogastronomia e al turismo rurale.

Il nodo, dunque, va oltre la quantità di energia prodotta: riguarda quale Val di Cornia si vuole costruire nei prossimi decenni.

Cinque Comuni insieme per tutelare il paesaggio agricolo

Su questo fronte si sono mossi anche i Comuni.

Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta hanno approvato nei rispettivi consigli comunali uno schema di accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

L’obiettivo è individuare le parti del territorio rurale che presentano particolare valore e arrivare all’avvio del procedimento previsto dall’articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, finalizzato alla dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Il percorso, tuttavia, deve ancora essere portato a compimento. Ed è proprio per accelerarlo che nelle ultime settimane è arrivato un nuovo appello rivolto ai cinque sindaci.

Un eventuale riconoscimento introdurrebbe un livello più forte di tutela paesaggistica e avrebbe quindi un peso rilevante nella valutazione della compatibilità dei futuri interventi.

La battaglia sul consumo di suolo

Associazioni e comitati insistono su un punto: non contestano la necessità di produrre energia da fonti rinnovabili, ma chiedono che la transizione non avvenga sacrificando indiscriminatamente i terreni agricoli.

Le alternative indicate sono soprattutto le coperture degli edifici industriali e artigianali, i parcheggi, le aree già impermeabilizzate e, nel territorio di Piombino, le vaste superfici industriali dismesse o da recuperare.

A queste si aggiungono le Comunità energetiche rinnovabili, pensate per favorire produzione e consumo dell’energia su scala locale.

È su questo confine che si gioca probabilmente una delle partite più importanti per il futuro della Val di Cornia: produrre più energia rinnovabile senza cancellare il paesaggio agricolo che, negli ultimi decenni, è diventato a sua volta una risorsa economica.

Perché il problema che emerge dalle campagne tra Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo non è più soltanto quello di valutare un pannello, una pala eolica o un singolo progetto. È capire quale possa essere il limite oltre il quale la somma degli impianti finisce per cambiare il volto di un intero territorio.

 

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