GROSSETO. Appena ha visto arrivare la volante della polizia ha cominciato a correre, cercando di allontanarsi da via Liri. Un agente è sceso immediatamente dall’auto e lo ha inseguito senza perderlo mai di vista. Durante la fuga, il giovane avrebbe aperto il marsupio e cominciato a liberarsi di quello che aveva dentro: una manciata di piccoli involucri bianchi e un coltello, gettati a terra mentre continuava a scappare.
La corsa è terminata quando il giovane è caduto, riportando una ferita al ginocchio sinistro. Il poliziotto lo ha raggiunto e fermato.
Il 26enne, originario della Tunisia e difeso dall’avvocata Francesca Carnicelli, è stato arrestato e nel primo pomeriggio di mercoledì 16 settembre è comparso nell’aula del tribunale di Grosseto davanti alla giudice Agnieszka Karpinska per l’udienza di convalida.
Le segnalazioni da via Liri
La presenza del giovane in via Liri era stata segnalata già da alcuni giorni.
Secondo quanto emerso, erano infatti arrivate più segnalazioni relative a un uomo alto che si aggirava nella zona con fare sospetto. Quando la volante lo ha intercettato, il 26enne avrebbe reagito immediatamente tentando di fuggire.
Durante la corsa si sarebbe quindi disfatto del contenuto del marsupio.
Una volta recuperato ciò che era stato gettato a terra, i poliziotti hanno scoperto che tra gli oggetti c’erano cinque involucri contenenti cocaina e altri due contenenti eroina, oltre al coltello.
Altra eroina e 690 euro
Dopo essere stato raggiunto e fermato, il 26enne è stato sottoposto a perquisizione.
Gli agenti gli hanno trovato addosso un altro grammo e mezzo di eroina e 690 euro in contanti.
Dagli accertamenti è inoltre emerso che il giovane risultava conosciuto con diversi alias.
Per lui è scattato quindi l’arresto con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
La droga vicino alla scuola, contestata l’aggravante
Nella contestazione formulata nei confronti del 26enne compare anche l’aggravante prevista dall’articolo 80 del Testo unico sugli stupefacenti, in relazione alla vicinanza del luogo dei fatti a un istituto scolastico.
Proprio la contestazione dell’aggravante comporterà il passaggio del procedimento davanti al tribunale in composizione collegiale.
Durante l’udienza di convalida, la vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura del divieto di dimora nella provincia di Grosseto.
La giudice Karpinska ha accolto la richiesta: l’arresto è stato convalidato e al 26enne è stato imposto il divieto di dimora nell’intera provincia di Grosseto.
Le accuse nei confronti del giovane dovranno essere accertate nel successivo procedimento penale.



