Referendum sulla giustizia, a Grosseto nasce il fronte civile del no | MaremmaOggi Skip to content

Referendum sulla giustizia, a Grosseto nasce il fronte civile del no

Secondo il comitato, quella proposta dal Governo, non è una riforma per i cittadini. Corlito: «Ci sarà un gazebo in piazza Duomo dove chiedere informazioni»
I presenti alla presentazione del Comitato per il no
I presenti alla presentazione del Comitato per il no

GROSSETO. Nasce anche in provincia di Grosseto il Comitato civile per il no al referendum sulla giustizia, promosso da associazioni, sindacati e forze politiche impegnate nella difesa della Costituzione e dell’autonomia della magistratura. L’obiettivo è costruire una campagna capillare di informazione e partecipazione per respingere la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati e ridisegna in modo profondo l’assetto della giurisdizione nel nostro Paese.

«Dai sondaggi emerge un Paese sostanzialmente diviso a metà fra si e no – spiega Giuseppe Corlito – Nelle prime settimane la raccolta delle adesioni online promossa dai sostenitori della riforma ha superato le 370mila firme. Il nostro obiettivo è costruire una rete diffusa di informazione, perché molte persone non conoscono nel dettaglio cosa questa riforma comporti davvero».

Secondo i promotori, la riforma sottoposta a referendum non renderebbe la giustizia più efficiente né più vicina ai cittadini, ma rischierebbe al contrario di indebolire le garanzie di imparzialità e indipendenza dei magistrati, pilastri fondamentali dello Stato di diritto. Una modifica che inciderebbe sugli equilibri tra i poteri dello Stato e aprirebbe spazi di possibile condizionamento politico sull’autogoverno della magistratura, andando a intaccare le tutele previste dalla Costituzione.

I promotori: «Il Governo è ambiguo»

Il comitato è nato con l’obiettivo di informare i cittadini in vista del referendum confermativo, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. «Il Governo guidato da Giorgia Meloni – afferma Corlito – ha portato avanti questa riforma senza un reale confronto pubblico nel Paese, neanche fra la maggioranza. Si tratta di una modifica costituzionale che incide sull’equilibrio dei poteri e che meriterebbe un dibattito molto più ampio e trasparente».

Critiche anche al meccanismo di sorteggio previsto per la composizione di alcuni nuovi organismi di autogoverno. Secondo il comitato, non è la casualità a garantire l’efficienza di un sistema, ma criteri di selezione rigorosi e competenze adeguate, come avviene in ogni istituzione che funziona.

«Non è una riforma pensata per i cittadini comuni, per chi attende una giustizia più rapida ed efficace – sottolineano i promotori – ma un intervento che parla soprattutto a chi teme i controlli di una magistratura realmente autonoma. Toccare l’indipendenza dei magistrati significa indebolire le tutele per le persone più fragili, per le vittime dei reati e per chi non ha voce e si affida ai giudici per vedere riconosciuti i propri diritti».

Il Comitato per il no della provincia di Grosseto ricorda infine che il referendum è di tipo confermativo e quindi privo di quorum: ogni voto avrà un peso decisivo sul futuro assetto della giustizia e sugli equilibri costituzionali. Per questo le realtà aderenti annunciano una campagna unitaria fatta di iniziative pubbliche, assemblee territoriali e incontri con giuristi e costituzionalisti, per permettere a cittadine e cittadini di esprimere un voto consapevole e informato.

I prossimi appuntamenti del comitato

Il comitato punta a una presenza capillare sul territorio. Nei prossimi giorni sarà allestito un gazebo informativo in piazza Duomo, dove sarà possibile ricevere informazioni sul referendum e sui suoi contenuti. E sempre per questo motivo in programma ci sono molti eventi in tutta la provincia, il prossimo è in programma il 2 febbraio alla sala Tirreno, promosso dall’associazione “Libertà e giustizia”. Mentre domenica 18 gennaio , dalle 14:30, alla Fondazione il Sole in viale Uranio è in programma il primo evento sul tema.

«Faremo anche noi la nostra propaganda e sarà a contatto con le persone – dice Corlito – C’è tempo di votare sul sito del Governo fino al 30 gennaio e siamo già a circa il 75% delle firme necessarie».

La raccolta firme online attiva sulla piattaforma del Governo non riguarda il voto, ma la richiesta di indizione del referendum confermativo sulla legge costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati. Per votare alla raccolta firme basta andare sul sito del Governo, oppure basta CLICCARE QUI

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati