PIOMBINO. Domenica 5 luglio, a Piombino, si è tenuto il consueto e atteso Mercatone degli ambulanti, un appuntamento annuale che attira centinaia di visitatori. Quest’anno, però, l’evento è stato travolto da una fortissima ondata di indignazione.
Tra i banchi della fiera era infatti presente anche quello di un commerciante dedito alla vendita di animali vivi, esposti in gabbie direttamente sulla strada sotto temperature che in questi giorni sono state infernali. Una vista che ha immediatamente scosso la sensibilità di moltissimi cittadini, facendo scattare decine di segnalazioni e costringendo le associazioni animaliste del territorio a intervenire pubblicamente.
L’appello delle associazioni: «Boicottate!»
Le associazioni della zona hanno lanciato un appello durissimo ieri mattina per chiedere la fine di quello che definiscono uno spettacolo inaccettabile:
«Come sempre abbiamo chiesto controlli serrati sperando che quelle poche norme che siamo riusciti a strappare siano rispettate. Più di questo il Comune non può fare, per ora, in attesa di leggi nazionali più severe e giuste. Voi invece potete fare tantissimo: boicottate il banco della vendita di animali, non acquistate niente, in modo che questa piazza diventi inospitale per queste mercificazioni disumane. Gli animali non si vendono, meno che mai per strada e meno che mai con queste temperature infernali. Non è giusto, non è etico, non è etologicamente corretto. Poveri animali!»
Maria Cristina Biagini: «Regolamento comunale violato?»
A metterci la faccia e a chiedere trasparenza è Maria Cristina Biagini, presidente de La Casa di Margot, una delle voci più attive del territorio, che ha espresso tutta la sua amarezza per la gestione della giornata di ieri:
«Ieri, 5 luglio, c’era a Piombino come ogni anno il mercatone degli ambulanti, a cui ha partecipato un commerciante con animali vivi esposti in gabbie. Il Comune di Piombino è dotato di un regolamento specifico che disciplina la materia. Gli animali possono essere esposti per un massimo di 5 ore complessive e il commerciante è tenuto a comunicare preventivamente gli orari (ad esempio dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19).
«Tutti abbiamo ricevuto segnalazioni di protesta e ci siamo attivate. Abbiamo interloquito anche con l’assessora Bacci, che si è dimostrata molto disponibile».
«Non sappiamo quali fossero le ore indicate dall’esercente, se siano state massimo 5, se le gabbie fossero della misura prevista o se vi fosse acqua. Ringraziamo le guardie zoofile volontarie per i controlli effettuati, ma non capiamo il perché di tanto riserbo: su Facebook hanno scritto che non c’era “nulla da recriminare”, ma mancano totalmente i dati per verificarlo».
Quello che si chiedeva era semplicemente trasparenza:
«Sarebbe bastato dire che avevano misurato le gabbie e che gli orari erano regolari. Fortunatamente a Piombino un regolamento esiste: applichiamolo! La legge nazionale purtroppo consente ancora il commercio ambulante di animali vivi, ma siamo noi consumatori ad avere il potere: se smettiamo di comprare, questo mercato finisce».
L’intervento della municipale
A sciogliere i dubbi sullo stato di salute degli animali presenti al Mercatone è la rassicurazione dell’assessora Rossana Bacci: «Riguardo alla segnalazione relativa a problemi di benessere animale durante la manifestazione, la polizia locale, su impulso dell’assessore Fedeli, è intervenuta sul posto e ha effettuato i dovuti accertamenti, constatando la regolarità della situazione e le buone condizioni di salute degli animali. È stato inoltre verificato che gli animali disponessero di acqua e di un tendalino verde idoneo a garantire loro un’adeguata zona d’ombra»
Il dramma della Fiera del Madonnino a Braccagni
Questo episodio riaccende i riflettori su una problematica sistemica che la nostra testata aveva già denunciato la scorsa primavera, in occasione della Fiera del Madonnino a Braccagni. In quell’articolo, avevamo documentato il triste “dopo-fiera” vissuto da decine di famiglie: moltissimi coniglietti, pesciolini e tartarughe acquistati impulsivamente negli stand erano morti nel giro di poche ore o pochissimi giorni a causa dello stress da viaggio, delle temperature e della disinformazione dei venditori, lasciando i bambini in lacrime e i genitori nella frustrazione. La tragedia di Braccagni dimostra chiaramente che il contesto fieristico e l’esposizione ambulante sono incompatibili con il benessere biologico degli animali.
Il regolamento: cosa prevede il testo del Comune di Piombino
Come emerge chiaramente dal documento ufficiale del Comune, l’Articolo 18 disciplina in modo tassativo l’esposizione di animali negli esercizi pubblici e commerciali. Le regole violate o ignorate durante il Mercatone sollevano legittimi interrogativi proprio alla luce dei seguenti commi:
Orari e preavviso: le attività commerciali ambulanti ed occasionali hanno l’obbligo di indicare l’orario di esposizione contestualmente alla domanda di permesso. Tale orario non può in nessun caso superare le cinque ore totali giornaliere. Inoltre, gli animali devono essere alloggiati in contenitori di dimensioni tali da consentire loro di muoversi con facilità.
Benessere e misure minime: il regolamento impone che gli animali in esposizione siano sempre riparati dal sole e dalle intemperie, e costantemente provvisti di acqua, cibo e lettiera. Fatta eccezione per i piccoli roditori, le gabbie non possono avere misure inferiori a 1 metro di base e 80 cm di altezza, con un aumento obbligatorio di 50 cm per ogni animale aggiuntivo. Il fondo deve inoltre evitare qualsiasi ferimento alle zampe.
Le sanzioni: il testo parla chiaro. Per chiunque contravvenga alle disposizioni sugli ambulanti, scatta l’immediata chiusura o sospensione dell’attività per l’intera giornata, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative del caso.