VAL DI CORNIA. Una raccolta firme per chiedere ai cinque Comuni della Val di Cornia di accelerare il percorso per la tutela del paesaggio rurale, agricolo e naturale. A lanciarla è il Comitato Terre di Val di Cornia, che torna a intervenire sulla diffusione dei progetti legati alle energie rinnovabili e chiede alle amministrazioni di dare seguito agli atti già approvati.
L’iniziativa riguarda Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta e San Vincenzo e punta a sostenere il percorso avviato insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno per individuare gli ambiti rurali di maggiore valore e procedere verso la dichiarazione di notevole interesse pubblico, prevista dall’articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La petizione può essere sottoscritta sul territorio e anche online.
«La Val di Cornia davanti a una scelta»
Al centro dell’appello c’è la trasformazione che il territorio sta attraversando per effetto della presentazione di numerosi progetti energetici.
Negli ultimi anni in Val di Cornia si sono moltiplicate le proposte per la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici, agrivoltaici, eolici e sistemi di accumulo.
Ed è proprio sul modello di sviluppo delle rinnovabili che il Comitato vuole aprire il confronto.
«Non siamo contrari alla transizione energetica, siamo contrari a un modello che considera il territorio uno spazio da occupare senza una vera pianificazione e senza tutelarne il valore», spiegano dal Comitato.
La richiesta è quella di privilegiare per gli impianti le aree già infrastrutturate, industriali o degradate, a cominciare dal polo industriale di Piombino, oltre alle superfici urbanizzate, ai capannoni e ai parcheggi.
Secondo il Comitato, il patrimonio agricolo, naturale e paesaggistico non dovrebbe invece essere considerato «una risorsa residuale da utilizzare semplicemente perché disponibile».
Il percorso dei cinque Comuni con la Soprintendenza
È in questo scenario che assume particolare importanza il percorso intrapreso dai cinque Comuni della Val di Cornia insieme alla Soprintendenza.
Tra gennaio e marzo 2026, i rispettivi Consigli comunali hanno approvato gli atti necessari per avviare un iter finalizzato a individuare gli ambiti rurali di maggiore valore e procedere verso la dichiarazione di notevole interesse pubblico prevista dall’articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Adesso il Comitato chiede che quel percorso non si fermi.
«Chiediamo ai cinque Comuni di dare concretezza al percorso di tutela paesaggistica avviato con la Soprintendenza», è l’appello.
L’obiettivo della raccolta firme è quindi sollecitare le amministrazioni affinché l’iter venga portato avanti «con urgenza» e possa arrivare concretamente alla fase della dichiarazione di interesse pubblico.
La raccolta firme aperta a residenti, agricoltori e turisti
La mobilitazione non è rivolta soltanto a chi vive stabilmente nei cinque Comuni.
Il Comitato invita a sottoscrivere l’appello residenti, agricoltori e lavoratori, ma anche turisti, visitatori e chiunque frequenti e abbia a cuore la Val di Cornia.
«Ogni firma conta», sottolineano dal Comitato.
Firmare, spiegano i promotori, significa chiedere alle amministrazioni di «non rimanere spettatrici», utilizzando gli strumenti di tutela disponibili e dando seguito agli impegni già assunti.
«La Val di Cornia non è soltanto una superficie sulla quale realizzare impianti – spiegano – è un territorio fatto di paesaggio, agricoltura, storia, biodiversità, comunità e futuro».
Il futuro del paesaggio della Val di Cornia
Nell’appello viene ricordata anche la particolare storia di questo territorio, che ha conosciuto una forte antropizzazione legata all’industria, all’urbanizzazione e alle infrastrutture.
Allo stesso tempo, sottolinea il Comitato, alcune scelte compiute negli anni hanno consentito di preservare importanti aree naturali e paesaggistiche, diventate una risorsa non soltanto ambientale ma anche per l’agricoltura, il turismo e la qualità della vita.
Da qui la richiesta alle istituzioni di esercitare oggi «la stessa capacità di visione», pensando anche al patrimonio che sarà lasciato alle generazioni future.
La raccolta firme è disponibile anche sulla piattaforma Change.org con il titolo “Tuteliamo la Val di Cornia dalle speculazioni energetiche”.




