Provinciali a Grosseto, le reazioni. La Lega: «Vediamo poca prospettiva» Skip to content

Provinciali a Grosseto, le reazioni. La Lega: «Vediamo poca prospettiva»

Provinciali a Grosseto, Giacomo Termine (Pd) se la prende con Gori e Bernardini: «Comportamento grave, da voltagabbana»
Giacomo Termine (Pd) e Arturo Bartoletti (Lega) intervengono dopo le elezioni provinciali
Giacomo Termine (Pd) e Arturo Bartoletti (Lega) intervengono dopo le elezioni provinciali

GROSSETO. Le elezioni provinciali, pur avendo poco effetto sul governo di palazzo Aldobrandeschi, il presidente Francesco Limatola ha subito rimandato al mittente la richiesta di dimissioni, stanno, come era prevedibile, scatenando reazioni nel mondo politico maremmano

Da una parte la Lega minimizza il “non ingresso” in consiglio, ma il commissario Bartoletti punta il dito su «accordi reciproci che spesso creano situazioni imprevedibili e penalizzano alcuni candidati», mentre Giacomo Termine spara su Giacomo Gori (5 Stelle) e Rita Bernardini (Gruppo Misto), parlando di “voltagabbana“.

Ma Gori, va detto, aveva anticipato già un mese fa che non avrebbe votato per il centrosinistra, dopo che due anni fa in occasione del voto per il presidente, aveva sostenuto Limatola dopo un preciso accordo che – ha più volte ricordato – è stato disatteso. Insomma “chi la fa, l’aspetti”.

La Lega: «Dubbi sui futuri equilibri di questa assemblea»

“Siamo dispiaciuti perché è mancato davvero poco per confermare il nostro rappresentante a palazzo Aldobrandeschi – dice il commissario provinciale della Lega di Grosseto Massimiliano Baldini -, seppure sapevamo perfettamente che la partita sarebbe stata molto difficile in una competizione elettorale che è di secondo grado, cioè dove non votano i cittadini ma solo gli eletti in consiglio comunale».

«In primo luogo voglio ringraziare il nostro candidato a consigliere provinciale Walter Capitani che si è speso senza risparmio raccogliendo più voti del previsto e che è risultato il primo dei non eletti, non rientrando fra i sei consiglieri provinciali di centrodestra per un mero pugno di voti ponderali».

«Parimenti voglio ringraziare tutta la squadra della Lega della Provincia di Grosseto che ha curato questa tornata elettorale – il responsabile enti locali Luca Grisanti, il responsabile per le elezioni provinciali Andrea Di Meglio, il consigliere provinciale uscente Andrea Maule, il commissario comunale di Grosseto Arturo Bartoletti e i segretari delle sezioni locali che si sono realmente impegnati nel raccogliere voti e consensi per Capitani, così come tutti gli eletti della Lega che hanno dato il loro contributo».

«È anche grazie al risultato del partito della Lega se oggi il centrodestra può vantare la maggioranza in Provincia di Grosseto e quindi, di fatto, delegittimare il presidente della Provincia di Grosseto, ormai in minoranza in consiglio provinciale».

«Ventiquattro consiglieri comunali in Provincia di Grosseto hanno votato la Lega e ciò significa che il nostro partito è largamente rappresentato sull’intero territorio provinciale, esprimendo ovunque peso e titolarità politica».

«Per questi motivi – continua il rappresentante del partito di Matteo Salvini – la trasparente e chiara azione politica che ha connotato la Lega in queste settimane prosegue nella sua direzione con altrettanta fermezza e determinazione, guardando agli appuntamenti elettorali amministrativi ed europeo con rinnovata e più salda fiducia di prima».

«È anche grazie al risultato della Lega – commenta Luca Grisanti, responsabile provinciale enti locali –  se oggi il centrodestra può vantare la maggioranza in Provincia di Grosseto. Un risultato su cui si dovrebbe aprire una riflessione complessiva anche da parte del presidente della Provincia, ormai minoranza in consiglio provinciale».

«Accordi reciproci penalizzano alcuni candidati»

E prende posizione anche il commissario comunale del Carroccio, Arturo Bartoletti.

«Dopo le divisioni all’interno del partito era inevitabile un momento di difficoltà. Infatti in queste elezioni votano gli amministratori locali, non i cittadini. E il voto riflette accordi reciproci che spesso creano situazioni imprevedibili e penalizzano alcuni candidati. In ogni caso nutriamo forti dubbi sui futuri equilibri di questa assemblea e sulla sua reale prospettiva, priva come è di una maggioranza forte e coesa e con tanti problemi da risolvere che vanno ben oltre gli slogan con cui la sinistra tende a concentrarsi sui problemi piccoli senza essere in grado di affrontare e risolvere quelli grossi».

«Siamo quindi in attesa degli eventi, siamo sul territorio a disposizione dei cittadini e siamo pronti al dialogo con le altre forze di centro destra. Ma senza inciuci, senza compromessi di palazzo, con trasparenza e impegno e anche con la grande consapevolezza del ruolo che i partiti esercitano nei governi locali, senza ipocrisie, senza falsi civismi e senza repentini cambi di fronte».

Termine: «Grave il comportamento di Gori e Bernardini, dei voltagabbana»

Il segretario provinciale del Partito Democratico, Giacomo Termine, commenta così i risultati delle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Grosseto che hanno decretato una maggioranza di centrodestra con 6 consiglieri provinciali al centrodestra e 4 al centrosinistra.

«Il risultato delle elezioni provinciali ci lascia un dato positivo per il contesto che si era creato: a causa di alcuni comportamenti trasformisti si stava infatti addirittura profilando la prospettiva di 7 consiglieri di centrodestra e 3 di centro sinistra».

«Il fatto politico gravissimo è stato dettato dal trasformismo dei consiglieri del Comune di Grosseto, Giacomo Gori, espressione del Movimento Cinque Stelle e Rita Bernardini del gruppo misto di minoranza, ai quali chiedo di assumersi la piena responsabilità del nuovo equilibrio che si viene a creare all’interno dell’assise provinciale».

«Sono stati eletti dai cittadini appartenenti al centro sinistra ed in maniera opportunistica, incoerente e trasformista – prosegue il segretario provinciale PD – hanno portato il consenso al fronte che avevano giurato di contrastare, in pieno stile tipico degli inaffidabili voltagabbana».

«Gori anche se è tornato alle origini, poiché aveva iniziato la militanza in Alleanza Nazionale, dovrà rendere conto di aver sconfessato il percorso politico del suo partito nel campo del centro sinistra».

«Nonostante questo, continueremo il confronto con il M5S soprattutto per gli appuntamenti elettorali dei prossimi anni, visto anche il proficuo lavoro che sta svolgendo il gruppo Pd in consiglio comunale».

«Purtroppo, l’inaffidabilità dimostrata da Gori non può che far auspicare che il M5S possa individuare interlocutori maggiormente affidabili per costruire un’alternativa credibile al governo della destra a Grosseto».

«Italia Viva dica da che parte sta»

«Il ragionamento vale anche per Italia Viva. Anche se non ha fatto parte della coalizione di centro sinistra della città di Grosseto ha sempre partecipato alle riunioni di livello provinciale. La serietà presuppone che non si possa costruire un’alternativa alla destra a giorni alterni, pertanto fino a che non chiariranno la loro collocazione politica non potrà esserci il dialogo ed il confronto che c’è stato finora».

«Nell’elezione del consiglio della Provincia – aggiunge ancora Termine – il voto espresso dai sindaci e dai consiglieri comunali viene ponderato sulla base di un indice che rispecchia il numero di abitanti del comune rappresentato».

«Pertanto, i voti del sindaco e dei consiglieri comunali del capoluogo hanno un peso maggiore rispetto a quello dei sindaci e dei consiglieri dei comuni meno popolati».

«Prendiamo atto del risultato delle urne e andiamo avanti con rinnovato impegno, forti del buongoverno della Provincia di Grosseto, che continuerà ad essere garantito dalla presidenza di Francesco Limatola. L’elezione del nuovo consiglio provinciale, infatti, è scollegata da quella del presidente della Provincia che dura in carica 4 anni».

 

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