Predatori e dazi, l'allarme degli agricoltori | MaremmaOggi Skip to content

Predatori e dazi, l’allarme degli agricoltori

All’assemblea provinciale della Cia le tante criticità e le nuove sfide da affrontare per l’agricoltura: preoccupano le guerre, i dazi e i continui assalti agli allevamenti
L’assemblea della Cia agricoltura

GROSSETO.  Ha ripreso i lavori la Cia Grosseto: l’assemblea provinciale ha messo al centro le sfide e le criticità del mondo agricolo. Mai sotto attacco come in questo momento, a causa delle continue predazioni e dell’incubo dazi.

Il presidente Capecchi: «Ci attendono mesi difficili»

«Il bilancio di metà 2025 non lascia spazio a illusioni: è un anno complicato e difficile – ha detto Claudio Capecchi, presidente di Cia Grosseto – segnato dagli annosi problemi dell’agricoltura che si intrecciano con nuove tensioni internazionali e scelte politiche poco lungimiranti».

A preoccupare il quadro internazionale

Il quadro internazionale resta instabile, con guerre che non trovano soluzione e che generano conseguenze pesanti anche sull’economia globale.

Il mondo agricolo vive delle stagioni e non può permettersi l’incertezza, eppure oggi deve fare i conti con i dazi, con le scelte americane ed europee e con risorse sempre più ridotte, perché parte del Pil verrà destinata agli armamenti marginalizzando il settore primario. La Pac e il Fondo Unico lo dimostrano chiaramente.

Emerge un dato di rilievo

«Cia Grosseto è la prima rappresentanza agricola della provincia. Non è un’affermazione di parte – ha sottolineato Capecchi – ma il risultato certificato dai dati ufficiali forniti da Artea, l’ente regionale che gestisce i fascicoli aziendali delle imprese agricole toscane. È un risultato che premia l’impegno di tutti e impone un dato politico: oggi le istituzioni devono necessariamente confrontarsi con noi, perché rappresentiamo il maggior numero di agricoltori locali».

Un primato che riguarda il Caf, il primo in provincia per numero con 730 erogati nel settore agricolo. Un riconoscimento della fiducia che cittadini e famiglie ripongono nei servizi e nella professionalità del lavoro di Cia.

Durante l’assemblea sono stati affrontati i problemi che più gravano sul settore. Al centro c’è la mancanza di marginalità.

«Un tempo un anno difficile poteva essere compensato con i risparmi degli anni buoni. Oggi quei risparmi non ci sono più, e non ci sono nemmeno le risorse per investire in innovazione e competitività. Questo significa che l’agricoltura vive con il fiato corto e senza prospettive concrete».

Tra le criticità anche il tema della fauna selvatica

«Il declassamento di alcune specie da parte di Bruxelles e l’immobilismo delle istituzioni italiane rischiano di segnare la fine della zootecnia – conclude Capecchi – con la conseguente chiusura di aziende e l’abbandono del territorio. Quando la cura del territorio viene meno, i danni si moltiplicano: l’incendio di Cana lo dimostra, forse non si sarebbe potuto evitare, ma sicuramente le conseguenze sarebbero state minori».

Mancanza di infrastrutture, gestione inesistente delle risorse idriche, effetti dei cambiamenti climatici con bombe d’acqua, grandinate e siccità prolungate, concorrenza sleale e burocrazia soffocante: sono tutti nodi che, secondo Cia Grosseto, continuano a indebolire il settore agricolo.

«Le prossime elezioni regionali non possono ignorare il peso dell’agricoltura – dice Capecchi. Cia Grosseto oggi è l’organizzazione agricola più numerosa della provincia, la politica deve ascoltarci. Non lo chiediamo per noi, ma per dare voce a chi lavora la terra e tiene vivi i nostri territori».

Nel corso dell’assemblea sono state approvate anche le modifiche statutarie deliberate a livello nazionale, in vista dei prossimi appuntamenti elettivi previsti nei primi mesi del 2026.

 

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