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Posti Covid a Orbetello, Casamenti frena

Il primo cittadino: «Ho appreso la notizia dalla stampa. La decisione deve essere discussa in Conferenza dei sindaci». E il 29 arrivano Giani e Bezzini
L'ingresso dell'ospedale di Orbetello e, nel riquadro, Andrea Casamenti
L’ospedale San Giovanni di Dio a Orbetello

ORBETELLO. «Vista la buona collaborazione e i buoni rapporti, siamo rimasti meravigliati delle dichiarazioni rese dall’Asl sulla stampa circa una pressoché ormai definitiva decisione della nascita di una bolla Covid all’ospedale di Orbetello. In tal senso non abbiamo avuto alcuna preventiva comunicazione ufficiale né abbiamo partecipato ad incontri con la dirigenza Asl, né alcun confronto nella Conferenza dei Sindaci della zona sud».

Le parole sono le stesse, cambia il sindaco. Questa volta non è Vivarelli Colonna a lamentarsi di esser venuto a sapere le cose sulla stampa, ma è Andrea Casamenti, primo cittadino di Orbetello, che della bolla Covid da aprire all’ospedale lagunare per i pazienti positivi asintomatici, ma ricoverati per altre patologie (detti anche “incidentalomi” o “pazienti Covid per caso”), non ne sapeva niente.

E non solo, esprime anche parecchie perplessità sul trasferimento di pazienti positivi in una struttura ospedaliera che, a suo dire, ha già le sue criticità.

A questo punto, è appurato, ci deve essere un difetto di comunicazione tra la Asl e gli amministratori locali, una falla nella comunicazione istituzionale aziendale che pure ha una struttura dedicata, visto che per la seconda volta in tre giorni due sindaci trovano riportata sulla stampa una notizia che li riguarda e che avrebbero dovuto sapere per primi.

Insomma, se non ci fosse il dramma dei pazienti e le loro famiglie da una parte, degli operatori sanitari alle prese con il risiko quotidiano dei posti letto, ci sarebbe da ridere. E da parafrasare un celebre tormentone del 1977, firmato Domenico Modugno, solo che non è il vecchietto a non trovare posto, ma il “paziente Covid per caso”

Il sindaco: «Una scelta del genere deve essere trattata dalla Conferenza»

Ed ecco che torna in pista la conferenza dei sindaci del 14 gennaio, quella che il presidente Giacomo Termine aveva allargato a tutti i primi cittadini che hanno un ospedale nel proprio territorio. In quell’occasione, infatti, si era parlato delle scelte che poi sono state ufficializzate con la delibera 88/2022, quella che ha fatto infuriare Vivarelli Colonna, poiché prevedeva l’apertura di posti letto per incidentalomi solo in provincia di Siena e Arezzo. Ma nella quale non si menzionava Orbetello, su cui, tuttavia, era stata espressa informalmente la volontà del dg Antonio D’Urso di usare il presidio lagunare per una bolla Covid a supporto del Misericordia.

Si spera allora nella conferenza del 26 gennaio, già convocata con altri argomenti all’ordine del giorno, ma che Casamenti chiede di aggiornare.

«La prossima riunione della conferenza dei sindaci si terrà il 26 gennaio con altri argomenti ma, a questo punto chiederò che si parli anche di questa questione molto importante», puntualizza Casamenti, con un “rinforzo” da parte dall‘assessora alla sanità, Silvia Magi, presente alla seduta del 14 gennaio, che chiama in causa il direttore della rete ospedaliera aziendale, Massimo Forti.

L’assessora: «La Asl ha comunicato che non c’erano previsioni di aprire bolle Covid a Orbetello»

«Nella riunione del 14 gennaio tra amministratori locali e Asl alla quale ero presente – spiega Magi –  nessuna decisione assunta o ipotesi di scelta è stata comunicata relativamente all’ospedale di Orbetello. Il dottor Forti ha comunicato che non c’era nessuna previsione di apertura di bolle covid a Orbetello e che la Asl stava facendo soltanto delle verifiche sulla struttura ospedaliera», puntualizza Magi.

Casamenti e Magi chiedono dunque una linea diretta con la Asl. «Abbiamo bisogno di un confronto diretto e di risposte precisa dato che il nostro ospedale ha già delle criticità per quanto riguarda il personale sanitario. Ci preoccupiamo del fatto che, l’apertura di una bolla covid, crei ulteriori difficoltà al nostro ospedale. Siamo certi di non sacrificare alcuni tipi di cure? Questa e tante altre sono le perplessità da chiarire», concludono.

Il 29 gennaio arrivano a Grosseto Giani e Bezzini. Incontro organizzato dal Pd

Sul battibecco tra Asl e sindaci interviene anche Giacomo Termine, segretario del Pd, sindaco di Monterotondo Marittimo, ma anche presidente della Conferenza dei sindaci, che risponde a Vivarelli Colonna, annunciando la visita a Grosseto del presidente della Regione, Eugenio Giani, e dell’assessore alla Salute, Simone Bezzini. L’appuntamento è sabato 29, alle 9, all’hotel Granduca, in un incontro organizzato dal Pd, aperto ai cittadini, che potrà essere anche seguito on line sul canale Telegram.

Giacomo Termine

«In questi giorni è giustamente venuto alla ribalta il tema della riorganizzazione degli ospedali della Asl, poiché, dopo un potenziamento dei posti letto di cure intermedie negli ospedali fuori dalla città di Grosseto, non è stata inserita alcuna bolla covid per “pazienti Covid per caso”, come successo a Siena ed Arezzo», scrive Termine.

Termine: «Urgente una modifica alle decisioni della Asl»

«La bolla Covid è necessaria per aiutare il Misericordia – riprende il segretario del Pd – come è necessario che i suoi professionisti aiutino gli ospedali della Maremma più piccoli a erogare servizi di qualità alla cittadinanza. Una modifica alle decisioni della Asl però è urgente, basti pensare che al Misericordia erano previsti 40 posti letto Covid e siamo a 52; i posti previsti a Castel del Piano e Pitigliano riguarderanno pazienti a bassissima complessità; dei 150 infermieri assunti 50 andranno alla provincia di Grosseto da dividere tra territorio e ospedale. Si parla di 21/23 infermieri da dividere tra tutti gli ospedali della nostra provincia, quindi oggettivamente insufficienti», aggiunge.

«Alla Conferenza del 14, mancava la voce di Grosseto»

Infine l’affondo di termine contro Vivarelli Colonna: «Dispiace constatare il fatto che alla conferenza dei sindaci convocata (per mail ordinaria e Pec) su richiesta della Asl per avere un confronto con gli amministratori del territorio non fosse presente nessuno per la città di Grosseto, sede del Misericordia.

Il modo migliore per governare e difendere i servizi del territorio implica non solo avere una fase dialettica, ma anche di confronto e impegno continuo nelle sedi istituzionali. In quella sede infatti l’Asl ha sostenuto di prendere tempo ed attendere l’andamento epidemiologico per la bolla covid su Grosseto. La voce della città di Grosseto invece non c’era anche per dire: non va bene, non dobbiamo aspettare. Il Misericordia è in difficoltà.

Sono tante le questioni su cui vi è la necessità di una risposta chiara e organica per i sanitari ed i cittadini. Per questo il PD ha organizzato sabato mattina alle 9 all’hotel Granduca, un incontro pubblico con il presidente Eugenio Giani e l’assessore Simone Bezzini. Sarà utile la presenza di tutti gli amministratori, i professionisti del mondo sanitario e i cittadini in modo da far arrivare la nostra voce e le nostre proposte direttamente al vertice del governo regionale per gestire il presente e delineare la sanità del futuro», conclude Termine.

 

Autore

  • Lina Senserini

    Redattrice di MaremmaOggi. Laurea in Lettere moderne, giornalista dal 1995. Dopo 20 anni di ufficio stampa e altre esperienze nel campo dell’informazione, sono tornata alle "origini" prima sulla carta stampata, poi sulle pagine di MaremmaOggi. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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