PIOMBINO. Binari paralleli ma velocità opposte: se da un lato il polo siderurgico principale vive una profonda spaccatura tra i progressi di Metinvest e l’immobilismo di JSW, dall’altro si registra uno spiraglio di luce per la storica Liberty Magona. Sullo sfondo resta però l’allarme dei sindacati e delle associazioni locali: la crisi non si supererà senza garanzie reali per i lavoratori e un deciso intervento pubblico.
Il divario insanabile tra Metinvest e JSW
La convivenza tra i progetti di Metinvest Adria e JSW Steel Italy si fa ogni giorno più complessa. Quelli che avrebbero dovuto essere due piani industriali sinergici per il rilancio del territorio, mostrano oggi realtà totalmente differenti.
I passi avanti di Metinvest ci sono: l’accordo di programma già firmato, sono stati avviati oltre 380 colloqui con i lavoratori inattivi, è stato presentato il piano industriale alla Regione Toscana (con la rinuncia a 9 ettari di aree), infine, grazie anche allo sblocco dei fondi del MIT per la banchina, le demolizioni inizieranno nell’autunno dell’anno in corso.
L’incognita JSW e la critica di USB
Dall’altra parte della barricata, JSW si conferma l’ennesima incompiuta. Manca ancora la firma dell’accordo di programma e non esistono certezze su tempi e investimenti. Una paralisi che ha spinto il sindacato USB a scagliarsi contro la latitanza di Governo e Regione:
«È inaccettabile che non sia ancora stato nominato un commissario straordinario per velocizzare gli iter. Si continua a dare credito politico a un gruppo (JSW) che dal 2018 non mantiene gli impegni. Le guerre in Ucraina e Medio Oriente dimostrano la fragilità di affidarsi al mercato internazionale. Chiediamo tutele immediate per tutti i lavoratori e la nazionalizzazione della siderurgia: senza controllo pubblico non c’è futuro» .
Vertenza Liberty Magona: c’è l’accordo di massima, ma la guardia resta alta
In questo scenario di forte tensione, una boccata d’ossigeno arriva dal tavolo del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per la Liberty Magona.
È stato infatti raggiunto un accordo di massima tra il gruppo Trasteel e la curatela fallimentare di Greensill per il passaggio di proprietà dello stabilimento. Un tassello cruciale per l’economia e la tenuta sociale della comunità piombinese, stremata da lunghi periodi di cassa integrazione.
L’appello alla prudenza di “Appello per il Lavoro”
Nonostante il plauso per l’impegno di istituzioni, sindacati e lavoratori, l’associazione Appello per il Lavoro invita alla massima cautela, ricordando che manca ancora la ratifica formale del Comitato dei creditori in Germania.
«L’intesa è un ottimo presupposto, ma la partita si vince alla firma definitiva. Per dirla con una massima sportiva: ‘partita finisce quando arbitro fischia’. Fino a quando non ci saranno garanzie scritte su salario, occupazione e tutela dell’indotto, la guardia deve rimanere altissima».
I prossimi tavoli operativi, già fissati per il mese di giugno, saranno decisivi per blindare definitivamente il futuro della Magona e dei suoi dipendenti. Piombino intanto continua ad aspettare.




