GROSSETO. Se fino a pochi anni fa un’estate con settimane consecutive oltre i 34 gradi rappresentava un evento straordinario, oggi rischia di diventare la nuova normalità. A dirlo non sono soltanto le sensazioni di chi fatica a dormire o cerca refrigerio nelle ore più calde, ma i dati raccolti dal LaMMA, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale della Regione Toscana e del Cnr.
L’analisi di Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del LaMMA, racconta una Maremma sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico: temperature in costante aumento, un numero crescente di giornate torride, notti tropicali ormai abituali e temporali sempre più improvvisi e violenti.
Un dato che va di pari passo con quello che viene registrato in mare, con un’acqua anno dopo anno sempre più calda.
Le temperature continuano a salire
I numeri parlano da soli. Nel trentennio climatico 1971-2000 la temperatura massima media di giugno era di 28,9 gradi. Negli ultimi anni il salto è stato impressionante: nel 2026 la media registrata fino ai primi giorni di luglio risulta superiore di circa 3,5 gradi rispetto ai valori di riferimento di mezzo secolo fa. Anche luglio segue la stessa tendenza, passando da una media storica di poco superiore ai 30 gradi agli attuali 33 gradi.
«Quello che fino a qualche anno fa era considerato eccezionale – spiega Costantini – oggi appare come una nuova normalità. I periodi che percepiamo come più freschi corrispondono in realtà alle temperature delle estati più calde di appena dieci anni fa».
Le giornate oltre i 34 gradi sono ormai la regola
Uno degli indicatori più significativi riguarda il numero di giorni con temperature superiori ai 34 gradi.
Tra il 1971 e il 2000 erano mediamente appena cinque ogni estate. Oggi sono diventati quasi trenta. Soltanto dall’inizio dell’estate meteorologica 2026, iniziata il primo giugno, già 18 giorni su 41 hanno superato questa soglia. Un dato che lascia intuire come anche quest’anno possa chiudersi con un nuovo record.

Le notti tropicali rubano il sonno
Non è soltanto il caldo diurno a preoccupare. Sempre più frequenti sono le cosiddette notti tropicali, quelle in cui la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi.
Negli ultimi anni il loro numero è aumentato di circa il 25%, arrivando a rappresentare oltre la metà delle notti estive. Un fenomeno che rende difficile il riposo e aumenta lo stress dell’organismo, soprattutto per anziani e persone fragili.
A questo si aggiunge un altro effetto: gli edifici non riescono più a disperdere il calore accumulato durante il giorno e continuano a rilasciarlo per tutta la notte, accentuando la sensazione di afa.
Perché arrivano temporali così violenti
L’altra faccia dell’estate tropicale sono i temporali improvvisi. Nelle ultime settimane soprattutto all’Amiata e nelle aree collinari è stato visto il cielo cambiare nel giro di meno di un’ora, passando dal sole a rovesci intensi accompagnati talvolta da grandine.
Secondo Costantini il motivo è legato proprio al caldo eccezionale. Il mare molto caldo aumenta l’evaporazione, mentre il terreno surriscaldato favorisce forti moti convettivi. Quando l’aria calda e umida incontra aria più fresca in quota si sviluppano rapidamente grandi cumulonembi, capaci di produrre nubifragi e grandinate anche intense ma circoscritte.
Le previsioni: il caldo non molla
Le prospettive, almeno nel breve periodo, non sono incoraggianti. L’anticiclone africano continuerà infatti a dominare il Mediterraneo con una configurazione atmosferica detta “a omega”, che convoglierà ancora aria molto calda verso l’Italia.
«Purtroppo l’anticiclone sahariano non sembra abbandonarci. Ci aspettano giornate simili alle precedenti e, probabilmente, un accentuarsi della canicola a partire da martedì 14 luglio» conclude Costantini.
Secondo il LaMMA le temperature resteranno tra cinque e sei gradi sopra la media climatica, mentre nelle zone interne non sono esclusi nuovi temporali pomeridiani di forte intensità ma localizzati.



