Accordo di massima tra Trasteel e Greensill, passo avanti per Liberty Magona. Pd e sindacati: «Serve rapidità» | MaremmaOggi Skip to content

Accordo di massima tra Trasteel e Greensill, passo avanti per Liberty Magona. Pd e sindacati: «Serve rapidità»

Svolta nella vertenza dello stabilimento di Piombino dopo l’incontro al Mimit. C’è l’intesa per la cessione, ma si attende il via libera del comitato dei creditori in Germania entro un mese. Il Comune esprime fiducia, mentre i sindacati avvertono: «Nulla da festeggiare finché non riparte la produzione e non sono garantiti gli stipendi»
La Magona di Piombino
La Magona di Piombino

PIOMBINO.  Si accende una luce di speranza, ma ancora con la dovuta cautela, sul futuro della Liberty Magona. L’atteso incontro svoltosi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha segnato un punto di svolta fondamentale nella complessa vertenza industriale: i legali delle parti hanno infatti annunciato il raggiungimento di un accordo di massima tra Trasteel e i funzionari di Greensill per la cessione dello stabilimento.

Un risultato inseguito da mesi, frutto di un lavoro serrato e continuo che ha visto coinvolti le istituzioni, le organizzazioni sindacali e la struttura ministeriale. Tuttavia, l’intesa non è ancora definitiva: il testo dovrà infatti essere sottoposto all’approvazione formale del comitato dei creditori di Greensill in Germania, un passaggio cruciale atteso nelle prossime 2-4 settimane, sul quale però non sembrano pendere elementi di particolare precauzione.

Comune: «Fase delicata, ma c’è fiducia»

Dall’amministrazione comunale di Piombino trapela una forte dose di ottimismo, unita alla consapevolezza che la strada non è ancora del tutto in discesa.

«Si tratta di un passaggio importante e concreto, un risultato atteso da mesi – fanno sapere dal Comune – La circostanza ci rende fiduciosi e soddisfatti, pur sapendo che il percorso non è concluso. Da oggi inizia una fase altrettanto delicata che dovrà portare al compimento definitivo dell’operazione e alla piena ripartenza industriale».

Il Comune ha espresso un ringraziamento particolare al Mimit, ai sindacati e soprattutto ai lavoratori della Magona, che « in questi mesi hanno affrontato sacrifici, incertezze e preoccupazioni con grande dignità e senso di appartenenza».

A fare da paracadute all’intera operazione sarà la procedura di Composizione negoziata della crisi, che resterà attiva insieme alle misure protettive per altri quattro mesi, garantendo il tempo tecnico necessario per completare tutti i passaggi societari.

Fim-Fiom-Uilm frenano: «Niente da festeggiare senza certezze su lavoro e stipendi»

Di tenore decisamente più pragmatico è la nota congiunta delle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm. Pur riconoscendo la positività del nuovo tassello, i sindacati richiamano tutti alla realtà dei fatti: «Fino a che non sarà accertato il passaggio da Liberty a Trasteel e fino a che non ci sarà certezza di ripartire con l’attività lavorativa con la garanzia degli stipendi, non c’è nulla da festeggiare».

La situazione per i dipendenti resta infatti drammatica a causa della cassa integrazione, e ogni giorno di stallo aggrava le condizioni economiche delle famiglie. L’obiettivo temporale fissato dai legali è stringente: arrivare alla definizione del contratto di affitto dello stabilimento a Trasteel entro il 3 luglio, data in cui scadrà l’attuale ammortizzatore sociale.

La macchina burocratica e operativa è già in movimento: il Mimit ha fissato un incontro operativo per il 4 giugno per definire le misure pratiche in vista della transizione, in primis il pagamento degli stipendi e la proroga della cassa.

Il 9 giugno, invece, le parti si sposteranno al Ministero del Lavoro proprio per discutere l’istanza di proroga della cassa integrazione. Nel frattempo, i sindacati hanno invitato tutti i lavoratori a un’assemblea di approfondimento che si terrà venerdì 29 maggio alle ore 17:00 presso il Centro Giovani.

Il Pd: «Segnali positivi, ma serve massima prudenza»

Sulla stessa linea d’onda dei sindacati si posiziona la politica locale, con l’intervento di Fabio Cento, dell’Unione comunale del Partito Democratico, che da tempo segue da vicino l’evoluzione della fabbrica: «Dall’incontro al Mimit arrivano segnali che meritano prudenza ma anche attenzione positiva. L’accordo di massima è un passo avanti strutturale, nato anche dalla pressione costante esercitata dai lavoratori in questi mesi difficilissimi».

Anche Cento, tuttavia, sposa la linea del rigore: «Condivido pienamente la posizione di Fim, Fiom e Uilm: senza il via della governance tedesca dei creditori e la formalizzazione, non c’è ancora una soluzione. Dietro questa vertenza ci sono persone, famiglie e una città intera che vive nell’incertezza. Servono tempi rapidi, chiarezza e responsabilità».

Le prossime quattro settimane diranno se la Magona potrà finalmente voltare pagina e ripartire.

 

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