GROSSETO. Le motoseghe lavorano senza sosta in piazza Ponchielli. I rami cadono, poi i tronchi. Uno dopo l’altro, i platani spariscono dal paesaggio della città.
Ma mentre il taglio va avanti, si alza anche il livello dello scontro politico e civile.
A intervenire duramente sulla vicenda è Carlo De Martis, di Grosseto Città Aperta, che parla di uno dei momenti più «emblematici e dolorosi» dell’intero piano di abbattimenti varato dal Comune.
«Un passaggio emblematico e doloroso»
Secondo De Martis, quello che sta accadendo in piazza Ponchielli non è un episodio isolato, ma il simbolo di una scelta più ampia.
«Oggi, con il taglio degli alberi di piazza Ponchielli, si consuma uno dei passaggi più emblematici e dolorosi del maxi piano di abbattimenti deliberato dall’amministrazione comunale».
Una vicenda che, sottolinea, ha scosso la città: oltre duecento alberature destinate al taglio, con la perdita di spazi di ombra, bellezza e socialità.
«Cittadinanza tenuta all’oscuro»
Nel mirino di Grosseto Città Aperta finisce anche il metodo.
De Martis parla di una cittadinanza «tenuta all’oscuro», con possibili violazioni degli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento del verde urbano.
E accusa l’amministrazione di aver preso decisioni senza l’approfondimento tecnico necessario per un intervento così impattante.
«Non abbiamo mai contrapposto tutela del verde e sicurezza pubblica – spiega –. Abbiamo chiesto l’opposto: sicurezza vera, fondata su valutazioni rigorose e scientificamente solide».
Il peso delle relazioni tecniche
A sostegno della propria posizione, Grosseto Città Aperta richiama il contributo di diversi professionisti.
Tra questi il dottore forestale Luigi Sani, docente universitario ed esperto di valutazione di stabilità degli alberi, che ha evidenziato come la maggior parte delle piante esaminate non presentasse condizioni tali da giustificarne l’abbattimento.
Non solo. Secondo De Martis, anche il presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali avrebbe espresso «fortissime riserve» sulle valutazioni tecniche alla base del piano.
«Solo un albero su quelli caduti era nel piano»
Un altro dato viene portato come elemento di riflessione.
«Della decina di alberi caduti in città in questi mesi – afferma De Martis – è significativo che solo uno fosse compreso nel piano di abbattimenti».
Un passaggio che punta a mettere in discussione l’efficacia e la coerenza delle scelte effettuate.
Il nodo dei costi: «19 euro ad albero»
Tra le critiche più dure c’è quella relativa ai costi delle valutazioni tecniche.
«L’amministrazione ha fondato un piano così invasivo su valutazioni costate appena 19 euro ad albero», attacca De Martis.
Una cifra che, secondo Grosseto Città Aperta, sarebbe indicativa del livello di attenzione riservato al patrimonio verde della città.
Esposti e verifiche: «Ora la parola alla Procura»
La vicenda potrebbe ora spostarsi anche sul piano giudiziario.
De Martis parla esplicitamente di un passaggio alla Procura della Repubblica, chiamata a verificare eventuali responsabilità penali. In questi giorni è stato aperto un fascicolo.
E chiama in causa anche la Corte dei Conti: il taglio di oltre duecento alberature, sostiene, potrebbe configurare un danno patrimoniale rilevante, stimato «nell’ordine di almeno due milioni e mezzo di euro».
«Non cadono solo alberi»
Il giudizio finale è netto.
«Oggi non cade soltanto qualche albero. Cade l’idea che la città possa essere amministrata con cura, ascolto e competenza».
Un attacco diretto all’amministrazione, accusata di aver scelto di andare avanti «contro le evidenze scientifiche».
E una promessa: «Continueremo a chiedere verità e responsabilità, e a lavorare per una diversa governance del verde urbano: pianificata, trasparente, partecipata e fondata su competenze reali».



