Pista di ghiaccio in piazza De Maria, ordinanza di rimozione: ecco perché | MaremmaOggi Skip to content

Pista di ghiaccio in piazza De Maria, ordinanza di rimozione: ecco perché

Il Comune di Grosseto ha emesso un’ordinanza di rimozione immediata di parte delle installazioni della pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza De Maria. Il provvedimento, firmato il 5 gennaio 2026, è legato a difformità rispetto alla concessione rilasciata e a motivazioni di sicurezza pubblica
La pista di pattinaggio in piazza De Maria a Grosseto
La pista di pattinaggio in piazza De Maria a Grosseto

GROSSETO. Il Comune di Grosseto ha ordinato la rimozione immediata di parte delle installazioni della pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza De Maria. L’ordinanza dirigenziale n. 1 del 5 gennaio 2026 è arrivata dopo una serie di controlli effettuati dalla polizia locale e riguarda difformità rispetto alla concessione rilasciata per l’occupazione di suolo pubblico.

Il provvedimento arriva a ridosso della chiusura dell’impianto, fissata per oggi, 6 gennaio, ma le motivazioni indicate nell’atto sono legate a profili di sicurezza e irregolarità urbanistiche.

La concessione e cosa era autorizzato

La pista era stata autorizzata con concessione temporanea n. 431/2025 per l’occupazione di un’area di 383,30 metri quadrati in piazza De Maria.

L’autorizzazione prevedeva una superficie precisa per pista, cassa, deposito pattini, gruppo frigorifero e due gazebo destinati al cambio pattini, con validità dal 4 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026. 

Le superfici e le collocazioni erano indicate in una planimetria allegata alla richiesta.

Cosa hanno rilevato i vigili urbani

Durante i sopralluoghi, la polizia locale ha accertato che l’occupazione reale non corrispondeva a quanto autorizzato. In particolare: uno dei gazebo risultava collocato in una posizione diversa e opposta rispetto a quella indicata nella planimetria; il gruppo frigorifero era stato posizionato in modo difforme e occupava parzialmente gli stalli destinati alla sosta dei motocicli; non venivano rispettate le prescrizioni sul mantenimento di un corridoio minimo di un metro per il passaggio pedonale in sicurezza, tra i gazebo e l’attività commerciale confinante Happy Buns. 

Questa situazione è stata ritenuta potenzialmente pericolosa per la sicurezza pubblica.

Perché l’occupazione è stata considerata abusiva

Le difformità rilevate rientrano nella definizione di occupazione abusiva di suolo pubblico prevista dal regolamento comunale sul canone patrimoniale.

Sono considerate abusive: le occupazioni difformi rispetto alle disposizioni dell’atto di concessione e le occupazioni che superano le superfici e le aree autorizzate. 

Nel caso della pista, la diversa collocazione delle strutture e l’assenza del corridoio pedonale minimo hanno portato il Comune a qualificare parte dell’allestimento come abusivo.

Un'altra immagine della pista di pattinaggio
Un’altra immagine della pista di pattinaggio

Perché l’ordinanza è immediata

Il Comune ha ritenuto che le motivazioni fossero riconducibili a ragioni di pubblica sicurezza. Per questo motivo non è stata avviata la normale procedura con comunicazione preventiva, ma è stato disposto l’immediato ripristino dello stato dei luoghi.

L’ordinanza stabilisce che la rimozione delle parti non conformi deve essere effettuata a cura e spese del titolare della ditta. In caso di mancato adempimento, il Comune potrà procedere d’ufficio, addebitando i costi. 

Perché il provvedimento arriva alla vigilia dello smontaggio

Il fatto che l’ordinanza arrivi il 5 gennaio, a ridosso dell’ultimo giorno di apertura della pista, non annulla le responsabilità legate alle difformità riscontrate. I controlli della polizia locale risalgono infatti già a dicembre e hanno portato alla redazione di verbali e fascicoli fotografici.

Il provvedimento ha quindi valore amministrativo e sanzionatorio, oltre che ripristinatorio, e serve a formalizzare irregolarità che — secondo il Comune — avrebbero potuto incidere sulla sicurezza dei pedoni e sull’uso corretto dello spazio pubblico.

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