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«Picchiata e violentata dopo la notte a base di coca»

Coppia finisce agli arresti domiciliari: per tre giorni avrebbero fumato cocaina con la donna che avevano ospitato prima della lite furibonda e della violenza. Accusati di spaccio, si rifornivano a Roma per vendere in Maremma
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Una pattuglia dei carabinieri di Orbetello

ISOLA DEL GIGLIO. «Sono stata rapinata, picchiata e violentata»: lo ha ripetuto più volte ai carabinieri dell’isola del Giglio, che lo scorso 27 agosto durante un servizio di controllo hanno trovato la donna seduta per terra, con le borse accanto. Si sono avvicinati per chiederle se avesse avuto bisogno di qualcosa, dato che aveva richiamato la loro attenzione. È stato in quel momento che la donna ha cominciato a raccontare ai militari quello che le sarebbe successo nei tre giorni precedenti, quando era ospite di una coppia che aveva conosciuto perché si era fatta indicare qualcuno che la rifornisse di cocaina

Tre giorni di ordinaria follia

Tutto sarebbe cominciato quando la donna, una trentottenne originaria del nord Italia, intorno al 20 agosto, ha chiesto a un conoscente di poterle presentare qualcuno dal quale rifornirsi di cocaina. L’uomo l’avrebbe accompagnata a casa della coppia dove la trentottenne avrebbe acquistato cocaina, poi consumata anche insieme ai padroni di casa. Fin da subito, l’uomo avrebbe cominciato a farle delle avances sessuali che la donna però avrebbe rifiutato spiegandogli che aveva i soldi per pagare lo stupefacente. 

Dopo una nottata passata a casa della coppia, durante la quale c’erano anche altre persone, la donna era tornata nella sua abitazione, per poi tornare di nuovo a fumare altra cocaina il giorno seguente. Ma la sera successiva, quando di nuovo a casa della coppia ci sarebbe stata una cena alla quale avrebbero partecipato anche altri ragazzi, dopo aver consumato altra cocaina, la situazione sarebbe degenerata.

Due ore nelle mani dei suoi aguzzini

La situazione sarebbe precipitata, stando al racconto della donna, proprio il 27 agosto, quando sarebbe riuscita a lasciare la casa della coppia, dove si era trasferita da alcuni giorni. Le indagini dei carabinieri, una volta raccolta le denuncia della donna, hanno portato il sostituto procuratore Carmine Nuzzo a chiedere al giudice Sergio Compagnucci un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due indagati, Paolo Aldi, gigliese di 57 anni e della sua compagna, Francesca Giacomello, romana di 35 anni difesi dagli avvocati Irene Mercuri e Gianluca Lombardozzi

Aldi e Giacomello sono agli arresti domiciliari: sono accusati di lesioni aggravate, rapina e spaccio. Ad Aldi, il sostituto procuratore ha contestato il reato di violenza sessuale mentre alla sua compagna quello di danneggiamenti, per aver spaccato il telefono della donna che li ha denunciati. 

La donna sarebbe rimasta per quasi due ore nelle mani dei suoi aguzzini, che l’avrebbero picchiata prendendola a schiaffi e schiacciandole la gola con un ginocchio dopo averla messa a terra, che l’avrebbero presa a calci nel ventre minacciandola di morte dopo averle bloccato le braccia.

Il drammatico racconto della violenza

La donna che ha denunciato la coppia ha raccontato che la Giacomello avrebbe cominciato ad accusarla, per gelosia, di approfittarsi dell’Aldi per avere la droga tentando di portare fuori le sue valigie. Poi, le due donne si sarebbero picchiate: Aldi sarebbe quindi intervenuto, sbattendo al muro la trentottenne, mentre la sua compagna urlava: «Ammazzala, ammazzala». Poi, per due ore, sarebbe rimasta in balìa della coppia, che avrebbe continuato a colpirla su tutto il corpo

Rimasta sola con l’uomo, con i lividi su tutto il corpo e terrorizzata per le minacce ricevute (la sua compagna era uscita per andare al bar), la donna sarebbe stata violentata. «Lasciami, faccio tutto quello che vuoi», avrebbe detto la donna al cinquantasettenne, che l’avrebbe abusata sul divano. «Aveva una faccia cattiva, di una persona che ammazza», aveva spiegato poi la donna ai carabinieri, sottolineando il fatto di avere paura. 

Dopo il pestaggio, sottolinea infatti il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare, la donna aveva paura per la propria incolumità: aveva paura di lui ed era in uno stato di soggezione tale da spingerla ad avere un rapporto sessuale nonostante non lo volesse. 

Un racconto, quello che la donna ha fatto ai carabinieri dell’isola del Giglio, che coincide con quello fatto a un’amica al telefono e che è stato ascoltato dai militari. Un racconto che confermerebbe proprio la sua paura nei confronti della coppia. 

Da Roma al Giglio con la coca nascosta tra le spezie

I carabinieri dell’isola del Giglio e i militari della stazione di Orbetello, lo scorso 25 ottobre all’imbarco per l’isola del Giglio, hanno fermato l’auto sulla quale viaggiavano Aldi e Giacomello. Nascosta in un vano del cambio della loro auto c’era un panetto di cocaina di circa 75 grammi che i due avevano acquistato qualche giorno prima a Roma, dalla quale sarebbero state ricavate 363 dosi medie singole

Droga che era stata nascosta in un involucro che conteneva spezie come curcuma, pepe nero e ‘nduja calabrese, per confondere il fiuto delle unità cinofile

Non sarebbe stato quello il primo e unico viaggio che la coppia aveva fatto nella Capitale, per acquistare sostanza da spacciare poi al Giglio. Durante la convalida dell’arresto, l’uomo aveva spiegato al giudice che quella droga era per uso personale e che gli serviva come analgesico per sopportare il dolore alla gamba. Per il giudice invece, la coppia gestiva un giro di spaccio a clienti fidati che portava i due ad andare a Roma a comprare la cocaina per poi venderla all’isola del Giglio. 

Dopo l’arresto del 25 ottobre scorso, il giudice aveva disposto i domiciliari al Giglio per Aldi e l’obbligo di dimora a Roma, a casa della madre, per la Giacomello. Ora, dopo la richiesta del pm e in attesa dell’interrogatorio di garanzia fissato martedì 27 dicembre in tribunale, i due sono entrambi agli arresti domiciliari

 

 

 

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