ROCCASTRADA. L’incendio è scoppiato nel primo pomeriggio del 31 luglio e ha bruciato circa 30 ettari di terreno coltivato. A dare l’allarme è stato un dipendente di Rocca di Montemassi che, appena ha visto il fumo, ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti due elicotteri, le squadre della Vab di Sassofortino, i vigili del fuoco e l’Unione dei Comuni.
Nella mattina del 1° agosto il terreno è nero, bruciato e sembra la scena di un film post-apocalittico. Da alcune zone, fra le sterpaglie ormai carbonizzate, si alza ancora qualche piccola colonna di fumo. L’incendio è arrivato a circa due metri dall’inizio della cantina di Rocca di Montemassi.
«Sono rimasto traumatizzato, non ho mai visto niente del genere. Abbiamo gli alloggi per i dipendenti e ho deciso di dormire qua – dice Alessandro Gallo, direttore di Rocca di Montemassi – I volontari e i vigili del fuoco sono stati molto professionali e hanno mostrato grande attenzione e sensibilità. Alcune squadre sono rimaste a controllare tutta la notte e non è poco».
Le fiamme
Le fiamme hanno bruciato circa 30 ettari di terreno. Il rogo è partito dal bordo della strada e ha raggiunto un campo di grano, distruggendolo completamente. Vicino c’era anche un piccolo boschetto, che è stato a sua volta divorato dalle fiamme.
«Nella sfortuna siamo stati fortunati, perché le fiamme non si sono avvicinate alle vigne – dice Gallo – Ho avuto tanta paura e ho pensato subito ai vigneti: c’era il rischio di vedere andare in fumo un anni di lavoro. Sono rimasto molto scosso, anche perché sapevo di essere impotente in quei momenti. Ma grazie ai volontari e ai vigili del fuoco tutto si è risolto».
L’incendio era boschivo e per le squadre non è stato semplice bloccarlo, anche perché nella zona passano i cavi dell’alta tensione e va considerato che a Pian del Bichi ieri c’era molto vento. Grazie a un coordinamento preciso fra gli elicotteri e le squadre a terra, però, il rogo è stato spento.
«Quel giorno faceva veramente molto caldo e con queste temperature basta poco per far partire un incendio. Un mozzicone di sigaretta o anche solo un vetro che riflette il sole possono innescare un incendio – conclude Gallo – Un grazie va a tutti i professionisti che ieri ci hanno soccorso e che sono rimasti anche tutta la notte per controllare bene la zona. Ci hanno mostrato sensibilità e grande attenzione».
Nella mattina del 1° agosto le squadre della Vab erano ancora sul posto per monitorare l’area e verificare che il rogo fosse definitivamente spento.




