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Pesca gamberi senza autorizzazione: scatta la maxi multa

Il comandante di un peschereccio di Porto Santo Stefano finisce nei guai: il bilancio dei controlli della guardia costiera
La motovedetta della guardia costiera
Una motovedetta della guardia costiera

PORTO SANTO STEFANO. Seimila chili di gambero rosso e viola importati dalla Turchia, trovati in un deposito di stoccaggio di Livorno e inseriti nel circuito commerciale nazionale con documenti risultati non idonei per attestare pienamente la legalità del pescato in conformità alle leggi internazionali.

Ma anche una sanzione elevata al comandante di un peschereccio di Porto Santo Stefano per aver pescato gli stessi gamberi pur non essendo in possesso della speciale autorizzazione ministeriale necessaria per poterli pescare. 

Operazione SpINNaker: boom di controlli

Proprio in occasione dell’incremento di domanda dei prodotti ittici che si registra in prossimità delle festività natalizie, la guardia costiera ha rafforzato il proprio impegno nel contrasto alle attività di pesca illegale, allo scopo di scongiurare tutti quei comportamenti illegali che compromettono il prodotto ittico, soprattutto “Made in Italy”.

L’operazione complessa “SpINNaker” (INN, acronimo di Pesca Illegale Non dichiarata e Non regolamenta), in corso in questi giorni su tutto il territorio nazionale e che si protrarrà fino al mese di febbraio, vede in campo donne e uomini della guardia costiera impegnati in controlli, sia a terra che in mare.

L’obiettivo principale è quello di prevenire, individuare e contrastare qualunque forma di illegalità che possa pregiudicare in maniera significativa gli stock ittici e alterare il principio di leale concorrenza sul mercato a causa di comportamenti disonesti, che possano indebolire anche la capacità del cittadino di autodeterminarsi correttamente nella scelta del prodotto ittico. Un’operazione questa che tutela anche la maggioranza degli operatori del settore che agiscono nel rispetto della normativa e garantiscono prodotti di elevata qualità, primi fra tutti quelli provenienti della pesca italiana artigianale e costiera.

I numeri dell’operazione

Il dispositivo messo in campo – coordinato a livello nazionale dal Centro di Controllo Nazionale Pesca del Comando Generale della Guardia Costiera di Roma, e articolato a livello territoriale sui Centri di Controllo Area Pesca (CCAP) delle 15 Direzioni Marittime regionali – ha portato, ad oggi, all’effettuazione di 10.850 controlli e che consentiranno agli italiani di acquistare sul mercato prodotti ittici sicuri garantiti.

Questi i dati salienti: 636 illeciti tra amministrativi e penali, 211 attrezzi da pesca sequestrati, 6 esercizi commerciali chiusi; sanzioni pecuniarie che ammontano a oltre 1 milione di euro, per un totale di 218 tonnellate di prodotto ittico sequestrato.

Numeri che rientrano nello sforzo complessivo posto in essere nel corso del 2023 dalla Guardia Costiera nella sua funzione di controllo del settore della pesca, in linea con gli obiettivi proposti dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste.

Nel 2023, infatti, è di oltre 7,5 milioni di euro l’importo totale delle sanzioni comminate, con oltre 500 tonnellate di prodotto irregolare sequestrato. Ma non solo. Nel corso dell’anno l’azione di contrasto alla pesca illegale ha permesso di effettuare sull’intero territorio nazionale circa 110.000 verifiche e ispezioni approfondite sia in mare che lungo la filiera commerciale: dall’analisi dei dati è risultato che la maggior parte degli illeciti è avvenuto nell’ambito della tracciabilità del pescato, a causa di prodotti ittici non genuini (etichettati come “nostrani”) o non etichettati, spesso provenienti dall’estero.

In Toscana sequestri record

Anche nell’ambito della Regione Toscana i militari della Direzione Marittima, guidata dall’Ammiraglio Angora, sono stati impegnati nelle attività di controllo.

8 tonnellate e mezzo di prodotti ittici sottoposti a sequestro, 63 operatori multati per un totale di circa 100.000 euro di sanzioni e circa 70 illeciti di natura penale e amministrativa, questi i numeri dell’attività svolta.

Inoltre, in tre distinti casi, i militari di Livorno, Piombino, Rio Marina e Porto Azzurro, durante le attività ispettive eseguite congiuntamente ai funzionari del Dipartimento – Unità Sicurezza alimentare – della prevenzione dell’Azienda Usl, hanno riscontrato diverse tipologie di illecito che hanno condotto alla chiusura temporanea di un minimarket alimentare di Vinci, di un ristorante di Capoliveri e del deposito di un ristorante di Campiglia Marittima.

L’intensa attività, iniziata all’inizio del mese di dicembre, proseguirà durante tutte le festività natalizie, prevedendo, senza sosta, il controllo di tutte le fasi della filiera ittica.

 

 

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