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Perde un figlio e trova la forza di raccontarlo in un libro

Maria Luisa dedica un libro ad Andrea, scomparso a 46 anni. La donna: «Ho scritto chi era mio figlio e come ho provato a superare il lutto»
Andrea Belardi e il libro di Luisa Maria Pazzagli
Andrea Belardi e il libro di Luisa Maria Pazzagli

ROCCASTRADA. Perdere un figlio è un dolore inimmaginabile, uno di quelli che ti accompagna per tutta la vita e che non si attenua mai. In questo dolore ci sono poche cose che possono aiutare a non perdersi nel buio e, per Maria Luisa Pazzagli, sono state la fede, l’affetto del paese e la voglia di ricordare suo figlio Andrea Belardi.

E lo ha fatto con un libro, intitolato “Un angelo caduto dal cielo per sbaglio”.

«Mio figlio era un angelo caduto dal cielo per sbaglio, proprio perché il cielo si è sbagliato e lo ha mandato sulla Terra – dice Luisa – Non credo di essere la sola a dirlo, perché in molti mi parlano di lui con molto affetto. Il libro l’ho scritto poco dopo la sua morte, nel 2021, per ricordare chi era Andrea. In quelle pagine c’è anche il mio diario che ho scritto durante il primo anno senza di lui».

A strappare Andrea, a soli 46 anni, all’affetto dei suoi cari è stata una malattia incurabile.

Un figlio, una comunità, un libro per non dimenticare

Andrea era tante cose: un uomo solare, cordiale, gentile con tutti. Un uomo che ha lasciato il segno nel cuore e nella vita di molti. Non era raro vederlo sorridere o aiutare le persone fra gli scaffali della Valle Bruna, dove lavorava. Era anche un artista, innamorato dell’arte circense: spesso si esibiva sui trampoli o come giocoliere in giro per l’Italia.

Luisa ha deciso di pubblicare il libro per un motivo ben preciso: provare ad aiutare gli altri. L’intero ricavato, infatti, sarà devoluto a La Farfalla Odv, che ha seguito Andrea nella sua ultima settimana di vita. Ma c’è di più: la donna vuole provare a sostenere chi vive il suo stesso dolore.

«Per me è difficile condividere tutto questo, ma so che potrebbe aiutare chi sta vivendo qualcosa che io ho vissuto, perché nel mio diario ho raccontato come ho provato a superare questo lutto, rifugiandomi nella fede e nella speranza – dice Luisa – Ho provato a raccontare chi fosse Andrea e quanto fosse importante nelle nostre vite. Ho voluto lasciare un ricordo di chi fosse mio figlio».

Si sa, la comunità in questi casi può dare molto sostegno. E così ha fatto Sticciano Scalo con la famiglia di Andrea.

«La fede mi ha aiutata molto, ma lo ha fatto anche tutto il paese, perché ci ha mostrato un grande affetto ed è stato molto importante per noi – conclude Luisa – L’affetto che mi hanno dato mi ha aiutato veramente tanto, certo non mi ha ridato mio figlio, ma è stato speciale».

La presentazione del libro

Il libro è pronto e sarà presentato alla struttura polivalente di via Vecchia, a Sticciano Scalo, il 14 marzo alle 18. Alle 17, invece, sarà celebrata una messa in memoria di Andrea nella chiesa del paese.

 

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