GROSSETO. L’arresto del 63enne sorpreso dagli agenti della polizia postale mentre stava scaricando file pedopornografici da Internet rientra in un’operazione più ampia coordinata dalla procura di Firenze. Operazione contro la pedopornografia online che ha portato a sei arresti e due denunce in Toscana.
Tra gli indagati c’è anche un uomo di 63 anni residente in provincia di Grosseto, sorpreso dagli agenti mentre stava scaricando materiale pedopornografico al momento della perquisizione nella sua abitazione.
Indagini coordinate dalla procura di Firenze
L’inchiesta è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica per la Toscana della polizia postale, con il coordinamento della procura di Firenze.
Gli investigatori hanno monitorato per mesi le attività online di otto uomini tra i 45 e i 70 anni, residenti nelle province di Pisa, Lucca, Pistoia, Grosseto, Prato, Massa Carrara.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati erano impegnati a scaricare e condividere «incessantemente materiale di natura pedopornografica», con immagini e video che ritraevano minori, anche in tenerissima età, in atti sessuali.
Oltre 30 agenti impegnati nelle perquisizioni
Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, la procura ha disposto i decreti di perquisizione eseguiti da oltre 30 operatori della Polizia postale nelle abitazioni degli indagati.
Durante i controlli sono stati sequestrati decine di migliaia di file pedopornografici conservati nei dispositivi informatici degli uomini coinvolti nell’inchiesta.
In alcuni casi, spiegano gli investigatori, il materiale era stato catalogato meticolosamente per categorie, particolare che dimostrerebbe una «dedizione ossessiva» alla detenzione e alla diffusione dei contenuti illeciti.
Il 63enne grossetano sorpreso mentre scaricava file
Tra gli arrestati figura anche il 63enne della provincia di Grosseto, che secondo quanto emerso sarebbe stato colto in flagrante mentre stava scaricando materiale pedopornografico all’arrivo degli agenti nella sua casa.
Le accuse contestate agli indagati sono quelle di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori collegamenti e reti di condivisione utilizzate online.



