Siderurgia, il Pd avverte: «Nessun accordo senza tutele per i lavoratori di Piombino» | MaremmaOggi Skip to content

Siderurgia, il Pd avverte: «I lavoratori non firmeranno un altro assegno in bianco»

I dem raccolgono l’allarme lanciato da Fim, Fiom e Uilm sull’Accordo di programma: «Servono garanzie occupazionali, investimenti reali e cronoprogrammi certi. Il Governo chiarisca subito i contenuti dell’intesa»
Magona, Jsw e Metinvest-Danieli, i tre volti dell'acciaio a Piombino
Acciaio, i tre poli: Jsw, Metinvest e Magona

PIOMBINO. Il futuro della siderurgia di Piombino passa dalla tutela del lavoro. È questa la posizione espressa dal Partito Democratico, che interviene nel dibattito sull’Accordo di Programma dopo le forti perplessità manifestate dai sindacati Fim, Fiom e Uilm.

Per i democratici, le preoccupazioni espresse unitariamente dalle organizzazioni sindacali rappresentano un segnale che non può essere ignorato. Al centro della discussione ci sono le garanzie occupazionali, considerate un elemento imprescindibile per qualsiasi piano di rilancio industriale.

La nota è firmata da Emiliano Fossi, deputato e segretario del Pd Toscana, Laura Boldrini, deputata, Marco Simiani, deputato, Alessandro Franchi, consigliere regionale, Bernardo Giannoni Gentilini, segretario Pd Val di Cornia-Elba, e Fabio Cento, segretario del Pd di Piombino.

«Piombino ha già pagato un prezzo troppo alto»

Secondo gli esponenti democratici, la città ha attraversato anni di crisi, caratterizzati da cassa integrazione, incertezza occupazionale e piani industriali rimasti incompiuti.

«Piombino ha già pagato un prezzo altissimo – spiegano –. Migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno vissuto sulla propria pelle anni di promesse rinviate e di progetti mai pienamente realizzati. Per questo non possono essere chiamati ancora una volta a firmare un assegno in bianco».

Per il Pd il principio è netto: «Non esiste rilancio industriale senza tutela del lavoro. Non esiste sviluppo senza occupazione stabile, diritti, sicurezza e dignità della persona».

Le richieste dei sindacati non possono essere ignorate

Il Partito Democratico richiama direttamente le osservazioni avanzate da Fim, Fiom e Uilm, che hanno evidenziato la mancanza di adeguate clausole di salvaguardia occupazionale all’interno dell’Accordo di Programma.

Per i dem si tratta di una questione centrale.

«Se le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di adeguate garanzie per i lavoratori, questa è una questione che deve essere affrontata con la massima serietà».

Secondo il Pd, un accordo destinato a segnare il futuro della siderurgia italiana non può lasciare margini di incertezza sulla tutela dell’occupazione.

Per ricostruire la fiducia, spiegano, servono investimenti concreti, cronoprogrammi verificabili, responsabilità definite e garanzie occupazionali chiare, dopo anni segnati da rinvii e promesse disattese.

«Serve una visione complessiva per tutto il polo siderurgico»

Nella presa di posizione il Pd allarga lo sguardo all’intero comparto industriale piombinese.

Per gli esponenti democratici il confronto non può limitarsi alla sola JSW Steel Italy, ma deve comprendere anche il progetto Metinvest, Liberty Magona, il porto, le infrastrutture e la formazione delle competenze necessarie per sostenere il rilancio produttivo.

«Sono tasselli di un unico disegno industriale – affermano – che non può essere affrontato in maniera frammentata».

L’appello a Governo e Regione

Il Partito Democratico chiede infine un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni.

L’appello è rivolto innanzitutto al Governo, chiamato a chiarire rapidamente i contenuti dell’Accordo di Programma e a recepire le richieste avanzate dal mondo del lavoro.

Alla Regione Toscana viene invece chiesto di svolgere un ruolo determinante affinché la vertenza possa trovare una soluzione che metta al centro occupazione e sviluppo industriale.

«Come Partito Democratico saremo al fianco dei lavoratori e della città – concludono gli esponenti dem –. Il rilancio della siderurgia non è soltanto una questione economica, ma una questione di giustizia sociale. Piombino ha bisogno di investimenti, ma soprattutto di un lavoro sicuro, giusto e dignitoso. Su questo non possono esserci ambiguità né passi indietro».

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