GROSSETO. Aveva ricevuto un messaggio sul cellulare nel primo pomeriggio. Un appuntamento fissato in pochi minuti, nella zona di via Grecia, vicino all’ospedale Misericordia. Quello che doveva essere un acquisto di eroina si è trasformato però in una sorpresa: nella bustina che gli è stata consegnata non c’era la sostanza che aveva chiesto, ma cocaina.
Martedì 16 giugno per un 24enne di origini tunisine, si sono di nuovo aperte le porte del carcere di via Saffi. Quando il ragazzo, arrivato in bicicletta, ha consegnato la bustina all’altro, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile erano a pochi passi e hanno visto tutto.
Mercoledì 17 giugno, davanti al giudice Sergio Compagnucci, l’arresto è stato convalidato e per l’uomo si sono aperte le porte del carcere. A difenderlo è l’avvocato Giulio Parenti, che sta valutando la presentazione di un ricorso al tribunale del riesame.
Il messaggio sul telefono e l’appuntamento
L’acquirente avrebbe ricevuto nel pomeriggio un messaggio WhatsApp da un numero che non conosceva. Dopo uno scambio di battute, l’appuntamento sarebbe stato fissato nella zona dei palazzi di via Grecia.
Pochi minuti dopo l’uomo si sarebbe presentato all’incontro in bicicletta. Qui avrebbe consegnato 40 euro ricevendo in cambio un involucro che riteneva contenesse eroina.
Solo successivamente, quando sono intervenuti i carabinieri, ha scoperto che si trattava invece di cocaina.
I carabinieri osservano lo scambio
Quello che né l’acquirente né lo spacciatore sapevano era che i carabinieri stavano osservando la scena. I militari, impegnati in un’attività di controllo e monitoraggio della zona, sono intervenuti subito dopo la cessione.
L’operazione si è conclusa con il sequestro della sostanza e con l’arresto dell’uomo accusato di spaccio.
La procura contesta una cessione di circa 0,90 grammi di cocaina, qualificata come spaccio di lieve entità ma aggravata dalla natura non occasionale della condotta del giovane tunisino.
Una sfilza di precedenti
A fare la differenza, infatti, non è stata tanto la quantità di droga sequestrata quanto il passato recente del ragazzo che è finito in carcere.
Il 24enne era già stato arrestato nei mesi scorsi per spaccio di cocaina nella stessa zona della città. Era stato sottoposto prima al divieto di dimora e poi alla custodia cautelare in carcere, misura successivamente sostituita con l’obbligo di dimora.
Secondo il tribunale, il nuovo episodio dimostrerebbe però che l’attività di spaccio non si sarebbe mai interrotta.
Il giudice: «Elevato rischio di recidiva»
Nell’ordinanza, il giudice Sergio Compagnucci sottolinea il rischio concreto che l’indagato possa continuare a commettere reati dello stesso tipo.
Il nuovo arresto è infatti arrivato a poche settimane dai precedenti procedimenti e mentre l’uomo era ancora sottoposto a misure cautelari. Elementi che hanno portato il tribunale a ritenere necessaria la custodia cautelare in carcere.
Per il giudice Compagnucci, infatti, il pericolo di reiterazione del reato resta elevato e non consentirebbe, almeno in questa fase, misure meno afflittive.
La difesa valuta il riesame
Dopo la convalida dell’arresto e il trasferimento in carcere, la difesa sta esaminando il provvedimento. L’avvocato Giulio Parenti valuterà nei prossimi giorni la possibilità di chiedere il riesame della misura cautelare disposta dal tribunale.



