GROSSETO. Un uomo esce dall’immobile, raggiunge un’auto, sale a bordo e poco dopo viene lasciato nei pressi del Maremà. L’altro prosegue verso sud, fino ad Albinia. Quando gli agenti della squadra mobile decidono di intervenire, nelle loro tasche e nell’auto trovano decine di dosi di cocaina ed eroina.
Ma è quando entrano nell’abitazione di via Birmania, nella zona industriale di Grosseto nord, che l’indagine cambia dimensione.
Dentro ci sono altra droga, tre bilancini di precisione, materiale per preparare e confezionare le dosi e, nascosti in punti diversi della casa, decine di migliaia di euro in contanti. Alla fine il conto arriva a 40.297,90 euro.
I due uomini arrestati dalla squadra mobile della questura di Grosseto sono Khalil Selmi, 24 anni, tunisino, e Omar Talbi, 19 anni, anche lui tunisino.
Venerdì 11 settembre il gip del tribunale di Grosseto Marco Mezzaluna ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Selmi è difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto del Foro di Pisa, Talbi dall’avvocato Giulio Parenti, anche lui del Foro di Pisa.
Gli appostamenti nella zona industriale
L’arresto non nasce da un controllo casuale. La squadra mobile aveva avviato un servizio di osservazione mirato per controllare i movimenti di alcuni ragazzi sospettati di essere coinvolti nello spaccio.
Gli investigatori avevano concentrato l’attenzione proprio sull’immobile di via Birmania, individuato durante l’attività investigativa come possibile punto di riferimento.
Gli appostamenti avrebbero permesso di osservare per più giorni una dinamica ricorrente: persone che uscivano dall’immobile, raggiungevano l’auto e si spostavano in diversi punti della città e della provincia.
Il giorno prima dell’arresto la presunta cessione di cocaina
C’è infatti un episodio dell’8 settembre che assume un peso particolare nella ricostruzione investigativa. Gli agenti avrebbero osservato Selmi incontrare due uomini. Uno di questi sarebbe stato successivamente fermato dalla polizia e trovato con 0,38 grammi di cocaina.
Sentito dagli investigatori, l’uomo avrebbe raccontato di aver acquistato la sostanza da Selmi, pagando 40 euro per due dosi.
Poi arriva il 9 settembre.
Uno scende al Maremà, l’altro prosegue verso Albinia
È la mattina di mercoledì. Gli uomini della mobile stanno nuovamente osservando la zona quando vedono Selmi e Talbi uscire dall’immobile di via Birmania e salire su un’automobile. Gli agenti decidono di seguirli.
Selmi viene lasciato nella zona del centro commerciale Maremà, mentre Talbi riparte e imbocca l’Aurelia in direzione sud. A quel punto scattano due interventi praticamente in contemporanea. Selmi viene fermato a Grosseto, Talbi, invece, viene intercettato lungo la strada statale Aurelia nei pressi di Albinia, mentre si trova ancora a bordo dell’auto.
Ed è durante i controlli che gli investigatori trovano la droga.
Selmi avrebbe tentato di disfarsi di alcune dosi
Quando Selmi si è accorto di essere ormai nelle mani della polizia, avrebbe espulso dalla bocca alcuni involucri contenenti droga e avrebbe inoltre cercato di disfarsi di altra sostanza gettandola a terra.
Gli agenti recuperano complessivamente diversi involucri contenenti cocaina ed eroina: 7 involucri di cocaina per 3,29 grammi e 22 involucri di eroina per 8,03 grammi, oltre ad altre confezioni recuperate durante il controllo e nelle immediate vicinanze.
Contemporaneamente viene controllato Talbi: a bordo dell’auto sulla quale viaggiava gli agenti trovano 40 involucri di cocaina per 29,56 grammi e 32 involucri di eroina per 24,43 grammi.
A quel punto la squadra mobile torna a Grosseto: la destinazione è via Birmania.
La porta chiusa e il tentativo di disfarsi della droga
Quando gli agenti arrivano davanti all’immobile, però, la porta è chiusa dall’interno con il chiavistello. Gli occupanti avrebbero inizialmente cercato di ostacolare l’ingresso della polizia.
Uno degli uomini presenti nell’abitazione si sarebbe anche disfatto di alcuni involucri gettandoli all’esterno.
Una volta entrati, gli agenti trovano altre due persone. Entrambe vengono denunciate per detenzione ai fini di spaccio. Uno dei due dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale.
Ed è durante la perquisizione che viene fuori quella che gli investigatori ritengono essere la base operativa dell’attività di spaccio.
Cocaina, eroina e hashish nascosti nell’appartamento
La droga viene trovata in più punti. Nell’abitazione vengono sequestrati altri involucri di cocaina ed eroina e 2,57 grammi di hashish.
Tra ciò che viene repertato figurano anche quantitativi più consistenti non ancora suddivisi completamente in singole dosi: l’ordinanza cita, tra gli altri, 26,46 grammi di cocaina, altri involucri con la stessa sostanza, 19,08 grammi di eroina e ulteriori confezioni di eroina e cocaina.
Il totale sequestrato nell’intera operazione è di 73,46 grammi di cocaina, 67,16 grammi di eroina e 2,57 grammi di hashish.
Ma è il materiale trovato accanto alla sostanza a interessare particolarmente gli investigatori.
Tre bilancini, ritagli e materiale per preparare le dosi
Dentro l’appartamento la polizia trova tre bilancini di precisione, alcuni con residui di sostanza che gli investigatori ritengono compatibili con cocaina ed eroina.
Ci sono poi un frullatore, un colino, rotoli di carta stagnola, sacchetti di plastica trasparente, forbici e numerosi ritagli circolari utilizzabili per confezionare gli involucri.
Secondo il gip, questo materiale è compatibile con un’attività di preparazione e confezionamento della droga destinata alla vendita al dettaglio. E poi ci sono i soldi. Tanti.
I 40.297 euro nascosti nella casa
Il denaro non era custodito tutto nello stesso punto. Gli agenti lo trovano in più stanze e all’interno di mobili e cassetti: 16.320 euro in una prima disponibilità, 14.320 euro in un’altra, poi 8.160 euro nascosti in un mobile e altri 1.497,90 euro all’interno di un cassetto.
Totale: 40.297,90 euro. Banconote di diversi tagli, dai 5 ai 200 euro.
La procura ha chiesto il sequestro preventivo della somma e il gip Mezzaluna lo ha disposto, ritenendo il denaro collegabile, allo stato degli atti, all’attività contestata agli indagati.
Nell’abitazione vengono inoltre trovati gioielli in oro e una bicicletta Cannondale di valore, indicata negli atti come avente un valore commerciale di circa 6.000 euro.
Per la presenza di questi beni, tutti e quattro gli uomini coinvolti sono stati denunciati anche per ricettazione.
Per il gip non sarebbe stato uno spaccio occasionale
Secondo il giudice, gli elementi raccolti non descriverebbero un’attività estemporanea, ma una struttura caratterizzata da una certa organizzazione.
Selmi e Talbi avevano disponibilità di diversi tipi di stupefacente. A confermare l’ipotesi che quella che si sviluppava nella zona industriale fosse una fiorente attività di spaccio ben organizzata sono anche la suddivisione delle sostanze in dosi, il materiale per confezionarle, il denaro, i movimenti osservati durante gli appostamenti e la presunta ripartizione dei ruoli.
Un’ «articolata organizzazione», come la definisce il giudice Mezzaluna che coinvolge più persone e che ha una grande disponibilità di cocaina ed eroina.
Uno degli indagati poi, sarebbe rimasto prevalentemente a Grosseto, mentre l’altro si sarebbe spostato anche verso altre zone della provincia.
Elementi che, insieme al resto del quadro investigativo, hanno portato il gip a ritenere concreto il rischio di reiterazione del reato.
Entrambi restano in carcere
Venerdì 11 settembre il giudice Marco Mezzaluna ha quindi convalidato gli arresti. Il sostituto procuratore Giovanni De Marco procura aveva chiesto per entrambi la custodia cautelare in carcere e il gip ha accolto la richiesta.
Khalil Selmi e Omar Talbi restano quindi detenuti nel carcere di via Saffi.
Il gip ha inoltre convalidato il sequestro eseguito dalla squadra mobile e disposto il sequestro preventivo dei 40.297,90 euro trovati nell’abitazione.
L’inchiesta, però, non è conclusa. Gli accertamenti proseguono per ricostruire la provenienza della droga, la rete delle cessioni e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.



