Nuovo Codice della strada, multe e limiti: cosa cambia in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Multe, rivoluzione sulle strade: 10 euro per ogni km oltre il limite. Cosa cambia in Maremma e in Val di Cornia

Dal nuovo calcolo delle sanzioni ai verbali da notificare entro 45 giorni, fino alla patente digitale. La riforma del Codice della strada interessa anche chi viaggia ogni giorno tra Grosseto, Piombino e la Val di Cornia. Ma le nuove disposizioni non sono ancora in vigore
L'autovelox della polizia municipale di Grosseto sull'Aurelia prima dell'uscita di Rispescia
L’autovelox della polizia municipale di Grosseto sull’Aurelia prima dell’uscita di Rispescia

GROSSETO. Bastano pochi chilometri orari oltre il limite per ritrovarsi con una multa salata. E con il nuovo Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri martedì 13 ottobre, il conto potrebbe cambiare radicalmente. Dieci euro per ogni chilometro orario oltre il limite sulle strade extraurbane e sulle autostrade, cinque euro sulle strade urbane con limite a 30 o 50 chilometri orari.

Una rivoluzione che riguarda da vicino anche gli automobilisti della Maremma e della Val di Cornia, soprattutto chi percorre ogni giorno l’Aurelia, la Siena-Grosseto, le strade provinciali dell’entroterra o i collegamenti tra Piombino, Venturina Terme, Campiglia Marittima e San Vincenzo.

Il principio alla base della riforma è semplice: la sanzione economica deve essere proporzionata alla velocità con cui si supera il limite, abbandonando l’attuale sistema che divide le infrazioni in quattro fasce. Ma attenzione: le nuove regole non sono ancora operative. Il Governo ha approvato uno schema di decreto legislativo che dovrà affrontare ulteriori passaggi istituzionali prima di diventare legge.

Sull’Aurelia anche pochi chilometri in più potrebbero costare cari

È proprio sulle strade più frequentate della provincia che il nuovo sistema potrebbe farsi sentire maggiormente. L’Aurelia, dalla zona di Capalbio fino a Grosseto e poi verso Follonica, Venturina Terme e San Vincenzo, è percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti, pendolari, mezzi commerciali e turisti.

Una strada sulla quale i limiti cambiano a seconda delle caratteristiche dei tratti e dove la velocità è già oggetto di controlli.

Con il nuovo sistema, se il limite fosse di 90 chilometri orari e venisse accertato un superamento di 11 chilometri, la sanzione base sarebbe di 110 euro. Con 20 chilometri orari oltre il limite salirebbe a 200 euro, mentre con 40 chilometri in più arriverebbe a 400 euro.

Sono esempi del meccanismo previsto dalla riforma, non importi già applicabili: nel verbale effettivo conteranno anche le tolleranze di legge, gli eventuali aumenti, le riduzioni e le altre disposizioni del testo definitivo.

Lo stesso ragionamento vale per la Siena-Grosseto e per le strade extraurbane che collegano il capoluogo ai centri dell’entroterra, da Scansano a Manciano, da Roccastrada a Massa Marittima.

Qui il problema non riguarda soltanto chi viaggia a velocità particolarmente elevate, ma anche gli automobilisti che superano di poco i limiti, magari dopo un tratto in cui la velocità consentita era superiore.

Grosseto, Piombino, Venturina e San Vincenzo: cosa succede nei centri abitati

La riforma interessa anche chi si muove quotidianamente nelle città e nei paesi. A Grosseto, Follonica, Orbetello, Piombino, Venturina Terme e San Vincenzo, dove convivono traffico urbano, attraversamenti pedonali, biciclette e mezzi pubblici, il nuovo criterio prevede una sanzione di 5 euro per ogni chilometro orario oltre il limite, nelle strade urbane con limite a 30 o 50 chilometri orari.

Per esempio, in una strada con limite a 50, un superamento accertato di 10 chilometri orari comporterebbe, secondo il parametro annunciato, una sanzione base di 50 euro. Con 20 chilometri in più si arriverebbe a 100 euro.

Il principio vale anche per le zone con limite a 30, sempre tenendo conto della velocità effettivamente accertata ai fini della contestazione. Il nuovo sistema potrebbe dunque incidere soprattutto sui percorsi abituali dei pendolari e sugli spostamenti quotidiani nei centri urbani.

Quanto si rischia con le nuove multe

Ecco alcuni esempi del criterio previsto dallo schema approvato dal Governo.

Superamento accertato Strade extraurbane e autostrade Strade urbane a 30 o 50
5 km/h 50 € 25 €
10 km/h 100 € 50 €
15 km/h 150 € 75 €
20 km/h 200 € 100 €
30 km/h 300 € 150 €
40 km/h 400 € 200 €

Importi base puramente esemplificativi, calcolati applicando i parametri annunciati. Non comprendono spese, maggiorazioni, riduzioni e ulteriori effetti previsti dalle norme. Non sostituiscono il calcolo legale della sanzione.

Resteranno inoltre conseguenze sulla patente per le violazioni più gravi. Lo schema conserva infatti un sistema a fasce per le sanzioni accessorie, come la decurtazione dei punti e il divieto di guida.

Autovelox, le multe dovranno arrivare prima: 45 giorni anziché 90

Una delle novità più importanti per gli automobilisti riguarda i tempi di notifica. Per le infrazioni accertate con dispositivi che consentono il rilevamento a distanza, il termine previsto scenderebbe dagli attuali 90 giorni a 45 giorni. Per le altre violazioni continuerebbe invece a valere, in generale, il termine di 90 giorni.

Una modifica che potrebbe interessare direttamente chi riceve verbali per infrazioni rilevate dagli autovelox sulle strade della provincia.

La Prefettura di Grosseto pubblica già sul proprio sito i provvedimenti che individuano i tratti nei quali è possibile effettuare controlli senza contestazione immediata. Sono disponibili anche i programmi dei servizi coordinati di controllo della velocità.

La riforma non significa però che tutti gli autovelox possano essere installati ovunque: restano da rispettare le disposizioni che regolano l’utilizzo degli strumenti di rilevamento.

Multe più basse per molte infrazioni, ma aumenti per chi mette a rischio gli altri

Non tutte le novità comportano un aumento delle sanzioni. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo Codice introduce una riduzione generalizzata di numerosi importi minimi, con arrotondamenti verso il basso.

Le sanzioni minime di 26 e 42 euro, per esempio, scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle di 83 e 87 euro verrebbero portate a 80 euro.

Già a settembre il Ministero aveva illustrato una revisione di 795 fattispecie sanzionatorie, con un impatto economico complessivo stimato in diminuzione di circa il 7%.

Parallelamente, però, sono previsti aumenti per le condotte considerate più pericolose. Tra queste figurano la guida in stato di ebbrezza, alcune violazioni commesse da conducenti senza patente o con patente sospesa, l’utilizzo di documenti falsi e le infrazioni che provocano incidenti.

Lo schema contempla inoltre maggiorazioni legate a specifiche condizioni del conducente, come un punteggio sulla patente inferiore a 20 punti o la reiterazione di determinate violazioni.

Patente e libretto, cambia anche l’obbligo di portarli in auto

Un’altra novità riguarda i documenti. Il nuovo Codice punta a semplificare i controlli, consentendo alle forze dell’ordine di verificare le informazioni attraverso le banche dati telematiche e introducendo la carta di circolazione digitale.

Una modifica che potrebbe evitare molti problemi a chi dimentica a casa i documenti, anche se per viaggiare all’estero continueranno a essere necessari gli adempimenti previsti.

Per il momento, comunque, restano validi gli obblighi attuali. Nessun automobilista deve considerare già abolito l’obbligo di avere con sé i documenti richiesti dalla normativa vigente.

Multe non pagate, arriva l’avviso bonario

La riforma introduce anche un meccanismo che potrebbe rendere meno traumatico il recupero delle sanzioni non pagate.

Prima dell’avvio della riscossione coattiva, l’amministrazione dovrebbe inviare un avviso bonario con il dettaglio delle somme dovute, consentendo al destinatario di regolarizzare la propria posizione. Sono inoltre previste nuove disposizioni per la rateizzazione e per il recupero dei crediti.

Un cambiamento che interessa anche i Comuni, chiamati a gestire le procedure di accertamento, notifica e riscossione.

Biciclette elettriche e monopattini, attenzione alle nuove regole

La riforma interviene anche sulla mobilità a due ruote, sempre più diffusa lungo la costa maremmana e nei centri della Val di Cornia.

Per i cosiddetti cicli a propulsione, alimentati esclusivamente da un motore elettrico, sono previsti specifici obblighi, tra cui il casco e un contrassegno identificativo.

Si tratta di una categoria distinta dalle normali biciclette a pedalata assistita, per le quali non si può parlare indiscriminatamente di nuovi obblighi di targa e assicurazione.

Per i monopattini, invece, vengono rafforzate le disposizioni a tutela dei pedoni. Tra le novità figura una sanzione specifica per la circolazione che costituisce intralcio o pericolo, mentre i Comuni potranno individuare aree di sosta riservate sui marciapiedi purché rimanga uno spazio adeguato al passaggio.

Una questione particolarmente rilevante nei centri turistici, da Castiglione della Pescaia a Follonica, fino a San Vincenzo e Piombino, dove durante l’estate la presenza di biciclette e monopattini aumenta sensibilmente.

In autostrada si potrà viaggiare a 150 chilometri orari, ma non ovunque

Tra le disposizioni più discusse c’è anche quella relativa ai 150 chilometri orari in autostrada. Non si tratta, però, di un aumento generalizzato del limite di velocità.

La possibilità di fissare il limite a 150 chilometri orari è già contemplata dall’attuale Codice della strada per determinati tratti autostradali con caratteristiche specifiche.

Il nuovo testo torna a disciplinare questa possibilità, che rimane subordinata a condizioni precise e alle decisioni degli enti proprietari o concessionari.

Non significa quindi che, una volta approvata la riforma, tutte le autostrade passeranno automaticamente da 130 a 150 chilometri orari.

E naturalmente la disposizione non riguarda l’Aurelia o la Siena-Grosseto, che non sono autostrade. Per chi vive da queste parti, che l’autostrada non la percorre, ma la aspetta da 60 anni, il problema proprio non si pone.

Contrassegno disabili, una novità importante per i Comuni

Un altro intervento riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo, il Cude.

Lo schema prevede l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma nazionale, per semplificare il riconoscimento delle autorizzazioni e consentire alle persone con disabilità di spostarsi tra territori diversi senza dover ripetere continuamente le procedure.

Una misura che interessa anche chi si sposta tra Grosseto, Follonica, Piombino, San Vincenzo e gli altri Comuni della costa, soprattutto in presenza di zone a traffico limitato e sistemi elettronici di controllo degli accessi.

Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada

È la domanda più importante per gli automobilisti. Le novità non entreranno in vigore immediatamente. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre, lo schema dovrà essere sottoposto al Consiglio di Stato, alla Conferenza unificata e alle commissioni parlamentari competenti.

Il Governo potrà quindi valutare le osservazioni ricevute e approvare definitivamente il decreto legislativo.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo il Consiglio dei ministri, l’approvazione definitiva potrebbe arrivare nel 2027, mentre l’entrata in vigore potrebbe essere fissata al 1° gennaio 2028. La data, tuttavia, non è ancora definitiva.

Fino ad allora continueranno ad applicarsi le disposizioni attualmente vigenti.

Per chi percorre ogni giorno l’Aurelia, le strade provinciali della Maremma o i collegamenti della Val di Cornia, il messaggio è dunque duplice: le multe potrebbero cambiare profondamente, ma per sapere esattamente quanto si pagherà e da quando bisognerà attendere il testo definitivo.

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