GROSSETO. Una fuga a tutta velocità per le strade della città, con l’auto lanciata fino a 120 chilometri orari, alcune vie percorse contromano e il rischio di travolgere automobilisti e pedoni. È finito con una vettura ribaltata vicino alla questura l’inseguimento scattato nella notte tra il 18 e il 19 giugno dopo che un’auto non si è fermata all’alt dei carabinieri.
Tre degli occupanti della vettura, tutti di origine nordafricana, si sono presentati nella mattina di venerdì 20 giugno davanti al giudice Sergio Compagnucci e alla vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo per la direttissima.
La fuga per le strade di Grosseto
Tutto è iniziato in via Castiglionese, dove i carabinieri hanno intimato l’alt all’auto. Il conducente, difeso dall’avvocato Giulio Parenti, ha proseguito la corsa dando il via all’inseguimento. In auto con lui c’erano altre tre persone, due dei quali sono stati arrestati con l’accusa di concorso in resistenza a pubblico ufficiale. Ma uno di loro si è dato alla fuga.
I due passeggerei, uno difeso dall’avvocata Federica Putignano e l’altro dall’avvocato Giulio Parenti, erano in un bar, quando il conducente ha chiesto loro di andare con lui a fare un giro in auto e quando è iniziato l’inseguimento hanno chiesto più volte al conducente di fermarsi.
Davanti al giudice il guidatore ha provato a spiegare la sua decisione. «Non avevo visto il posto di blocco. Quando mi sono accorto che mi stavano inseguendo mi sono spaventato. Gli altri mi dicevano di fermarmi, ma avevo paura che mi ritirassero la patente», ha detto in aula.
L’uomo avrebbe raggiunto velocità elevate, arrivando fino a 120 chilometri orari e imboccando anche alcune strade contromano prima di perdere il controllo del mezzo. La corsa è terminata vicino alla questura, dove l’auto si è ribaltata. E durante l’inseguimento il guidatore ha speronato l’auto dei carabinieri.
L’arresto e la direttissima
Dopo il ribaltamento, i carabinieri hanno bloccato tre dei quattro passeggeri della vettura. Il quarto è invece riuscito a fuggire.
Secondo i militari durante l’inseguimento qualcuno avrebbe lanciato un oggetto dal finestrino dell’auto. Ma non si sa di cosa si tratti, perché le ricerche successive non hanno portato al ritrovamento di nessun tipo di materiale.
Uno dei tre arrestati è stato refertato per alcune ferite.
Per il conducente si sono aperte le porte del carcere in attesa del processo. Per gli altri due imputati il giudice ha convalidato l’arresto senza applicare misure cautelari.





