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Niente prevenzione al Mercatino dei ragazzi

Salta la cittadella della prevenzione dell’Asl al Mercatino dei ragazzi. Ulmi attacca D’Urso: «Una decisione grave, chiederò spiegazioni»
Una passata edizione del Mercatino dei ragazzi

GROSSETO. La cittadella della prevenzione dell’Asl, per la prima volta dopo una decina d’anni, non sarà presente al Mercatino dei ragazzi. Lo ha deciso il direttore generale Antonio D’Urso, che ha autorizzato il personale dell’azienda a partecipare all’iniziativa, una delle più attese non soltanto dall’intera città ma dall’intera provincia, solo a livello volontario. Un modo, ha spiegato, per risparmiare i costi per l’organizzazione e gli straordinari che l’Asl avrebbe dovuto pagare al personale impegnato domenica 9 ottobre al gazebo. Sacrificando però, in questo modo, un’ottima occasione per avvicinare le persone alla prevenzione oncologica. 

Autorizzato solo il personale volontario

Per cercare di salvare la presenza dell’Asl al Mercatino dei ragazzi, il direttore D’Urso avrebbe quindi deciso di autorizzare la partecipazione del personale che si occupa di prevenzione – oncologi, infermieri, tecnici di laboratorio – solo a livello di volontariato. Ma il problema che si pone per il personale, non è certo il pagamento delle ore di straordinario, che non sarebbero state nemmeno onerose per l’Azienda rispetto alla visibilità che il servizio avrebbe avuto a una manifestazione alla quale partecipano centinaia di persone, quanto l’impossibilità di allestire la cittadella. Allestimento che ovviamente prevede il pagamento di un’assicurazione, della fibra per far funzionare l’attrezzatura e di tutto quello che è sempre stato messo ai disposizione dei maremmani. 

Alla cittadella infatti, era possibile sottoporsi alla mammografia, veniva distribuito il kit per l’esame del sangue occulto e venivano anche ritirati i campioni, portati poi al laboratorio analisi dell’ospedale. C’erano poi gli oncologi, a disposizione per dare tutte le informazioni necessarie e rispondere ai dubbi delle persone, c’era il dermatologo, l’otorinolaringoiatra, il senologo. E al gazebo dell’Asl, si poteva sottoporsi alla palpazione, piuttosto che far controllare un neo sospetto. 

Insomma, la presenza di specialisti al Mercatino, ha sempre attirato tutte quelle persone che avevano avuto, prima di quell’appuntamento, difficoltà a farsi controllare. E grazie allo screening, spesso si sono evitate situazioni di pericolo, che sarebbero poi costate all’azienda certamente più di quanto non costi la presenza del personale della prevenzione oncologica al Mercatino. 

Tuona il consigliere regionale Ulmi

A sollevare un polverone sulla scelta del direttore generale, dopo che anche il direttore amministrativo dell’Asl, trovata la copertura, avrebbe dato l’ok, è il consigliere regionale della Lega e vice presidente della commissione Sanità della Toscana, Andrea Ulmi.

«La decisione del direttore della Asl Sud-Est Antonio D’Urso, che ha portato a non allestire la cittadella della salute, cioè il luogo dedicato alla prevenzione oncologica, durante il prossimo Mercatino dei Ragazzi, sarebbe grave, sia sul piano della salute, ma anche educativo dei tanti giovani che saranno protagonisti della manifestazione», scrive. 

La cittadella non verrà allestita  perché il direttore non avrebbe consentito ai medici dell’Asl di esservi presenti,  «se non in forma volontaria e gratuita. Questo avrebbe complicato l’allestimento della stessa e spinto i dirigenti del Comitato della Vita a rinunciarvi – dice ancora Ulmi – Una rinuncia che comporta l’impossibilità, durante l’evento, di effettuare screening preventivi per i tumori della pelle, del seno e collegati all’otorinolaringoiatria. Negli anni scorsi erano state tante le persone che avevano approfittato di questo momento e che adesso, invece, ne saranno escluse».

Ulmi ritiene la decisione, se confermata, sbagliata e si impegna ad informarsi con il direttore generale D’Urso. «Chiederò lumi al dottor D’Urso – conclude – perché la scelta va contro quella prevenzione che dovrebbe essere uno dei cardini della nostra sanità. In più non diamo un buon insegnamento ai tanti ragazzi che, da decine di anni, partecipano a questo prezioso evento del Comitato della Vita, i cui ricavati da sempre vanno a sostenere le attività dell’oncologia dell’ospedale Misericordia. Dunque tornano a vantaggio anche della stessa Asl che non concederà i suoi medici, se non a titolo di volontariato». 

 

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