Negozi in centro a Grosseto, riapre il bando da 47mila euro | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, 47mila euro per aprire nuovi negozi in centro: il Comune riapre il bando

Il Comune rimette a disposizione le risorse avanzate dal primo avviso da 100mila euro. Erano arrivate appena 11 domande, 7 quelle ammesse. Dal 2012 al 2025 il centro storico ha perso il 44,7% dei negozi
Corso Carducci e via San Martino in centro storico a Grosseto
Corso Carducci e via San Martino in centro storico a Grosseto

GROSSETO. Una nuova possibilità per chi vuole aprire un’attività nel centro storico di Grosseto. Il Comune riapre i termini del bando destinato alle microimprese (così dice il bando, ma si tratta di negozi e attività artigianali come parrucchieri, estetisti e affini) e rimette a disposizione 47.292,50 euro di contributi a fondo perduto per sostenere nuove aperture e cercare di riportare attività nei fondi rimasti vuoti.

La decisione è stata presa dalla giunta comunale l’8 settembre. La misura riguarda il centro storico, ma si estende anche a via Roma, via Oriana Fallaci e piazza Fratelli Rosselli, come indicato dalla planimetria allegata alla delibera.

Un’opportunità concreta, dunque. Ma dietro la riapertura del bando c’è anche un dato che racconta quanto sia difficile oggi invertire la tendenza del commercio nel cuore della città.

Dei 100mila euro disponibili ne restano 47mila

Il primo avviso era stato finanziato con 100mila euro. Il termine per presentare le richieste era scaduto il 30 giugno 2026. Alla fine, però, una parte consistente delle risorse è rimasta disponibile: 47.292,50 euro, che adesso il Comune ha deciso di rimettere a bando.

Il motivo emerge dalla determinazione dirigenziale del 21 luglio che ha approvato la graduatoria.

In tutto il periodo di apertura del bando erano infatti arrivate soltanto 11 domande. Una delle istanze è stata successivamente ritirata e un’altra annullata. Lo stesso atto comunale parla di «numero esiguo di domande di contributo pervenute», tanto che gli uffici hanno deciso di effettuare i controlli sulla totalità delle richieste e non soltanto a campione.

Delle nove domande rimaste, sette sono state ammesse e due escluse.

Sette imprese ammesse, 52.707 euro il contributo massimo

Le sette domande ammesse hanno ottenuto contributi massimi potenzialmente erogabili rispettivamente per 7.000, 10.500, 5.050, 9.157,50, 6.800, 4.200 e 10.000 euro. Complessivamente fanno 52.707,50 euro. Ed è proprio per questo che dei 100mila euro iniziali ne sono avanzati 47.292,50.

C’è però una precisazione importante. I 52.707,50 euro rappresentano l’importo massimo liquidabile, non necessariamente quanto è già stato materialmente pagato alle imprese. La determina stabilisce infatti che l’importo effettivo può variare sulla base della successiva richiesta di erogazione e della documentazione presentata dai beneficiari.

Una delle due richieste escluse riguardava un’attività di ristorazione senza servizio al tavolo o da asporto che non risultava iscritta come attività artigianale nell’apposito albo; l’altra è stata dichiarata non ammissibile sulla base di un requisito previsto dal bando.

Il Comune: «Desertificazione commerciale particolarmente importante»

La scelta di riaprire il bando non viene motivata soltanto dalla disponibilità delle somme avanzate.

Nella nuova delibera la giunta utilizza parole nette. L’obiettivo dichiarato è contrastare «fenomeni di desertificazione commerciale particolarmente importanti all’interno del centro storico», attraverso contributi economici a fondo perduto.

Più avanti l’amministrazione parla della necessità di «ripopolare le attività del centro storico» e di contribuire alla diminuzione del fenomeno dei «fondi sfitti», definito nello stesso documento «particolarmente rilevante» nell’area interessata dall’intervento.

Non viene però indicato nell’atto quanti siano attualmente i fondi sfitti. Un dato, dunque, che al momento non è possibile quantificare sulla base della documentazione del bando.

In tredici anni quasi dimezzati i negozi

Il quadro trova riscontro nei dati sulla demografia commerciale elaborati da Confcommercio con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Nel 2012 nel centro storico di Grosseto risultavano 123 attività di commercio al dettaglio. Nel 2025 sono diventate 68.

In tredici anni sono quindi scomparsi 55 negozi, con una diminuzione del 44,7%. Quasi un’attività commerciale su due.

Il dato è particolarmente significativo se confrontato con quello dell’intero territorio comunale: nello stesso periodo le attività di commercio al dettaglio sono passate da 1.015 a 770, con una diminuzione del 24,1%. Il commercio perde terreno in tutta la città, dunque, ma nel centro storico il calo percentuale risulta molto più marcato.

I dati di Confcommercio Grosseto

Fino a 12mila euro per aprire un’attività

È su questo scenario che interviene il nuovo avviso. Potranno accedere alla misura le microimprese che abbiano avviato una nuova attività o aperto una nuova unità locale dal 1° gennaio 2025, oppure intendano farlo entro il 31 dicembre 2026, nell’area individuata dal Comune.

Il contributo può coprire il 50% delle spese per interventi edilizi, fino a 5mila euro; il 50% dei canoni di locazione, fino a 500 euro al mese per un massimo di dodici mensilità; e il 100% delle spese sostenute per Tari, Canone unico patrimoniale per l’occupazione del suolo pubblico e pubbliche affissioni, fino a 2mila euro.

Le diverse forme di sostegno sono cumulabili e ogni impresa potrà ricevere complessivamente fino a 12mila euro.

Sono interessate le microimprese del commercio al dettaglio in sede fissa, dell’artigianato e dei servizi alla persona, oltre alla vendita diretta al dettaglio degli imprenditori agricoli nei locali aperti al pubblico, nel rispetto dei requisiti stabiliti dall’avviso.

Il nuovo termine per presentare le domande sarà fissato al 31 dicembre 2026.

La sfida è riportare attività nelle strade del centro

La riapertura consente dunque di non perdere i 47.292,50 euro rimasti disponibili e offre una seconda occasione a chi sta pensando di investire nel centro di Grosseto.

Ma il risultato del primo avviso fotografa anche la difficoltà della sfida: 100mila euro disponibili, 11 domande presentate e sette ammesse, in un centro storico che in tredici anni ha perso il 44,7% delle attività di commercio al dettaglio.

Il nuovo bando prova adesso a rimettere in gioco le risorse rimaste. E soprattutto a trasformarle in ciò per cui erano state stanziate: nuove attività e nuove vetrine accese nel cuore della città.

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