Il cavallo Maremmano torna a casa: due giorni di festa nel luogo simbolo di Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Il cavallo Maremmano torna a casa: due giorni di festa nel luogo simbolo di Grosseto

Il 12 e 13 settembre la 46ª Mostra nazionale al Centro ippico militare: prove morfologiche, spettacoli equestri, allevatori, artigianato e battesimo della sella per i bambini
Butteri in piazza Dante

GROSSETO. Il profilo fiero, la criniera folta, gli zoccoli abituati alla terra dura, al fango e alle lunghe giornate all’aperto. E, sopra la sella, il buttero.

Ci sono immagini che raccontano la Maremma meglio di molte parole. Quella dell’uomo a cavallo che attraversa una mandria è certamente una di queste.

Sabato 12 e domenica 13 settembre il cavallo Maremmano torna protagonista a Grosseto con la 46ª Mostra nazionale dei soggetti iscritti al Libro genealogico della razza. E lo farà in un luogo che ha un legame profondo con la storia equestre della città: il Centro ippico militare del reggimento Savoia Cavalleria (3°), in via Castiglionese 201, nell’area del Centro Militare Veterinario.

Non sarà soltanto una competizione riservata agli allevatori. Per due giorni intorno ai cavalli ci saranno spettacoli equestri, dimostrazioni, giochi, artigianato e attività dedicate ai bambini. Per i più piccoli ci saranno anche i pony e la possibilità di provare il battesimo della sella.

La 46ª Mostra nazionale del cavallo Maremmano

La manifestazione è organizzata dall’Associazione nazionale allevatori cavallo di razza Maremmana (Anam) e rappresenta anche la seconda tappa del Campionato nazionale di morfologia Anam.

Una vera vetrina nazionale per gli allevatori e, soprattutto, un momento importante per la selezione e la tutela di una delle razze equine italiane più profondamente legate al territorio nel quale è nata.

L’organizzazione vede la collaborazione del reggimento Savoia Cavalleria (3°) e della Co.Loc. Toscana, la Commissione locale toscana dell’Associazione nazionale Arma di cavalleria. La manifestazione ha inoltre il patrocinio della Regione Toscana, della Città di Grosseto e della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno.

I cavalli cominceranno ad arrivare già venerdì 11 settembre, con le operazioni di sistemazione previste dalle 11 alle 18.

Poi si entrerà nel vivo.

Sabato 12 settembre, davanti alla giuria i cavalli della Mostra nazionale

La giornata di sabato 12 settembre sarà quella dedicata soprattutto alla valutazione dei soggetti.

Alle 10 inizieranno infatti i lavori della giuria per le prove morfologiche della 46ª Mostra nazionale.

È il momento più tecnico della manifestazione: i cavalli vengono presentati e osservati dagli esperti della razza, chiamati a valutarne le caratteristiche morfologiche secondo le regole della selezione.

Ma dal pomeriggio la Mostra si aprirà ancora di più al pubblico.

Dalle 15.30 alle 18 sono in programma giochi a cavallo, dimostrazioni e spettacoli equestri. Alle 17 è previsto anche un incontro con gli allevatori, protagonisti di un lavoro che va ben oltre la competizione di un fine settimana e che contribuisce alla conservazione e all’evoluzione della razza.

Domenica la premiazione dei migliori cavalli

Anche domenica 13 settembre sarà una giornata piena.

Dalle 10.30 alle 12.30 torneranno giochi a cavallo, dimostrazioni e spettacoli equestri.

Alle 14.30 arriverà uno dei momenti più attesi: la premiazione dei primi tre classificati di ogni categoria della Mostra nazionale.

Subito dopo, dalle 15.30 alle 17, il programma tornerà ad aprirsi allo spettacolo con nuove esibizioni, giochi e dimostrazioni a cavallo.

Per tutta la manifestazione saranno presenti un servizio di ristoro e gli espositori di prodotti artigianali.

E per i bambini ci saranno i pony: un’occasione per avvicinarsi per la prima volta al mondo equestre attraverso il battesimo della sella.

Quel cavallo nato per vivere nella Maremma più dura

Ma per capire davvero perché questa manifestazione abbia un significato particolare a Grosseto bisogna guardare alla storia del Maremmano.

È una razza autoctona italiana dalle origini antichissime, sviluppatasi nel territorio della Maremma tosco-laziale e indissolubilmente legata alla vita nelle grandi aziende agricole e all’allevamento brado.

Per secoli è stato il cavallo dei butteri.

Doveva muoversi per ore su terreni difficili, seguire il bestiame, resistere al caldo estivo e affrontare pioggia, vento e inverno vivendo in condizioni molto diverse da quelle dei cavalli allevati prevalentemente in scuderia.

Questa selezione naturale ha contribuito a costruirne le caratteristiche che ancora oggi lo distinguono: rusticità, robustezza, resistenza e sicurezza nei movimenti.

Il ministero dell’Agricoltura ricorda proprio come l’abitudine a muoversi fin dalla nascita su terreni diversi e in condizioni climatiche difficili abbia prodotto animali temprati, vigorosi e resistenti.

Dal rischio di scomparire alla rinascita della razza

La storia del Maremmano, però, non è stata sempre semplice.

Con la progressiva meccanizzazione dell’agricoltura e il venir meno di molti degli impieghi tradizionali, il numero dei cavalli diminuì drasticamente. Dopo la Seconda guerra mondiale la razza arrivò persino a rischiare di scomparire.

Furono soprattutto gli allevatori della Toscana e del Lazio a impedirlo.

Nel 1979 nacque l’Associazione nazionale allevatori cavallo di razza Maremmana e l’anno successivo, nel 1980, fu istituito il Libro genealogico.

Da quel momento iniziò un lavoro sistematico di registrazione, selezione e tutela della razza, cercando di conservare quelle caratteristiche che secoli di allevamento allo stato brado avevano costruito.

La Mostra nazionale di Grosseto è anche il risultato di quella storia.

Baio o morello, forte e con una criniera abbondante

Anche l’aspetto racconta l’ambiente nel quale questo cavallo si è formato.

Lo standard descrive un animale robusto, con forme raccolte, collo muscoloso e ben proporzionato, criniera abbondante, dorso largo e muscoloso, petto ampio e arti solidi.

Lo zoccolo deve essere resistente.

I mantelli caratteristici sono baio e morello; nelle femmine è ammesso anche il sauro.

Non è soltanto estetica. Molti di questi elementi sono il risultato della funzione che il cavallo ha svolto per generazioni: essere affidabile e resistente durante il lavoro in campagna.

Ed è proprio la combinazione fra storia, selezione e capacità di adattamento a rendere il Maremmano qualcosa di più di una semplice razza equina.

Il Cemivet e un legame lungo oltre un secolo

Anche la scelta dell’area di via Castiglionese ha un valore particolare.

Il Centro Militare Veterinario di Grosseto è uno dei luoghi storicamente legati alla presenza dei cavalli in città. L’area si estende su centinaia di ettari e comprende strutture ippiche, scuderie, campi e piste.

Per generazioni di grossetani quel luogo è stato semplicemente il Cemivet, e cavalli ed Esercito ne hanno rappresentato una parte dell’identità.

Negli ultimi anni l’Esercito ha avviato una riorganizzazione del proprio comparto equestre, con il trasferimento a Montelibretti di parte delle attività di allevamento precedentemente svolte a Grosseto. Nel capoluogo maremmano sono rimasti comunque cavalli e attività equestri, insieme al comparto cinofilo.

Vedere arrivare qui alcuni dei migliori soggetti della razza maremmana assume quindi anche un valore simbolico.

Quando il cavallo racconta un territorio

Perché dietro una manifestazione come questa c’è molto più di una classifica.

Ci sono gli allevatori che hanno continuato a selezionare il Maremmano quando il suo tradizionale utilizzo nel lavoro agricolo sembrava destinato a scomparire. Ci sono i butteri e una cultura equestre che ancora oggi rappresenta una delle immagini più riconoscibili della Toscana meridionale.

E c’è soprattutto un animale che porta nel proprio nome quello del territorio nel quale è cresciuto.

Il 12 e 13 settembre, a Grosseto, la Mostra nazionale sarà quindi l’occasione per vedere da vicino i migliori esemplari, conoscere gli allevatori e assistere agli spettacoli.

Ma anche per ritrovare, dentro una scuderia e nel rumore degli zoccoli sulla terra, un pezzo della storia della Maremma.

Il programma

Venerdì 11 settembre

  • Dalle 11 alle 18: arrivo e sistemazione dei cavalli.

Sabato 12 settembre

  • Ore 10: inizio dei lavori della giuria e prove morfologiche della 46ª Mostra nazionale.
  • Dalle 15.30 alle 18: giochi a cavallo, dimostrazioni e spettacoli equestri.
  • Ore 17: incontro con gli allevatori.

Domenica 13 settembre

  • Dalle 10.30 alle 12.30: giochi a cavallo, dimostrazioni e spettacoli equestri.
  • Ore 14.30: premiazione dei primi tre classificati di ogni categoria.
  • Dalle 15.30 alle 17: giochi a cavallo, dimostrazioni e spettacoli equestri.

Durante le due giornate saranno presenti ristoro, espositori di artigianato, pony e battesimo della sella per i bambini.

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