È morto Claudio Apicella: aveva vinto la battaglia contro lo Stato per l'amianto respirato in servizio | MaremmaOggi Skip to content

Ha vinto la battaglia contro l’amianto, ma non quella contro la malattia: addio a Claudio Apicella

Lo storico maresciallo della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano si è spento a 79 anni. Negli ultimi mesi Cassazione e Consiglio di Stato gli avevano riconosciuto i diritti per le patologie causate dall’esposizione all’amianto durante il servizio
Una veduta di Porto Santo Stefano e Claudio Apicella
Una veduta di Porto Santo Stefano e Claudio Apicella

MONTE ARGENTARIO. Ha combattuto per anni una doppia battaglia: quella contro la malattia provocata dall’amianto respirato durante il servizio e quella nelle aule di tribunale per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti. Negli ultimi mesi aveva finalmente visto arrivare le sentenze definitive che gli avevano dato ragione. Oggi, però, Claudio Apicella non c’è più.

Storico maresciallo della Guardia di Finanza, si è spento all’età di 79 anni, lasciando un ricordo profondo nella comunità di Porto Santo Stefano e in quanti lo hanno conosciuto come uomo delle istituzioni, volontario e protagonista di una delle più importanti battaglie giudiziarie legate all’esposizione all’amianto nelle Fiamme Gialle.

Oltre trent’anni al servizio dello Stato

Entrato nella Guardia di Finanza nel 1965, Apicella ha prestato servizio fino al 1998 nel contingente di mare.

Per gran parte della sua carriera ha lavorato a bordo delle unità navali del Corpo, inizialmente come motorista e poi come direttore di macchina, trascorrendo migliaia di ore nelle sale motori delle motovedette, ambienti dove all’epoca era largamente utilizzato l’amianto.

Proprio quell’esposizione gli aveva provocato gravi patologie asbesto-correlate, tra cui asbestosi e placche pleuriche, trasformando gli ultimi anni della sua vita in una lunga battaglia per ottenere giustizia.

Le sentenze che gli hanno dato ragione

Negli ultimi mesi quella battaglia aveva finalmente trovato un epilogo favorevole.

Prima la Corte d’Appello di Firenze, poi la Corte di Cassazione avevano riconosciuto definitivamente il suo diritto allo status di vittima del dovere, mentre il Consiglio di Stato aveva annullato il provvedimento con cui il Ministero dell’Economia e il Comando generale della Guardia di Finanza avevano revocato il precedente riconoscimento dell’equo indennizzo.

Una vicenda che è diventata un precedente importante per tutti i militari che hanno contratto malattie legate all’esposizione all’amianto durante il servizio.

Apicella aveva affrontato quel lungo percorso giudiziario non soltanto per sé, ma anche perché fosse riconosciuta la responsabilità di un’esposizione che ha colpito molti appartenenti ai reparti navali.

L’impegno anche nel volontariato

Oltre alla carriera nelle Fiamme Gialle, Claudio Apicella era molto conosciuto a Porto Santo Stefano anche per il suo impegno nel sociale, in particolare nella Misericordia.

La notizia della sua morte, avvenuta nella mattinata di oggi, 4 agosto, all’ospedale di Orbetello, ha suscitato profondo cordoglio in paese.

Lascia la moglie Maria Cristina Cuomo, la figlia Marygiusy, i nipoti e tutti i familiari.

Mercoledì l’ultimo saluto

I funerali saranno celebrati mercoledì 5 agosto alle ore 16 nella chiesa di Santo Stefano, a Porto Santo Stefano.

Per volontà della famiglia, non fiori ma opere di bene.

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