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Morì in servizio: consegnato un riconoscimento alla madre

L’attestato di socio benemerito dell’Anps è stato ritirato dal fratello dell’agente, in rappresentanza dell’anziana donna
Il momento della consegna del’attestato

GROSSETO. L’agente Luciano Palma morì in servizio nel 1991 mentre era di pattuglia sull’A1 in provincia di Arezzo. Aveva 28 anni e nel 2006 è stato riconosciuto come vittima del dovere.

Ieri, il questore di Grosseto, Antonio Mannoni, ha consegnato al fratello, in rappresentanza della madre, Maria Raglione, l’attestato di socio benemerito dell’Associazione nazionale Polizia di Stato. La cerimonia si è svolta all’auditorium della Questura di Grosseto, alla presenza di una delegazione della sezione Anps “Giacomo Casinelli”, .

Il giovane agente perse la vita a seguito delle gravissime ferite subite mentre effettuava i rilievi per un incidente stradale avvenuto nei pressi di un viadotto dell’Autostrada A1, dove si era verificato un tamponamento. Per questo motivo, dopo essere stato riconosciuto come vittima del dovere, è stato insignito della medaglia d’argento al valor civile. In sua memoria, è stata collocata una targa commemorativa all’interno del sacrario dei caduti della Polizia, a Roma, dove sono custodite 2515 piccole formelle di marmo con il nome e la data di nascita dei caduti della polizia,  dal 1852 a oggi.

Durante la breve cerimonia, il questore ha ricordato l’agente Palma, «come esempio di altissimo senso del dovere e spirito di servizio, qualità che ogni poliziotto deve coltivare e mantenere nel tempo al fine di offrire il proprio contributo alla sicurezza della collettività».

Al termine dell’incontro, ha consegnato la pergamena di socio benemerito al fratello di Luciano Palma in rappresentanza dell’anziana madre.

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