Furti nelle case al mare, dietro i colpi ci sono ragazzini: otto minorenni fermati con grimaldelli e arnesi da scasso | MaremmaOggi Skip to content

Furti nelle case al mare, dietro i colpi ci sono ragazzini: otto minorenni fermati con grimaldelli e arnesi da scasso

In un mese i carabinieri di Follonica hanno bloccato quattro gruppi di giovanissimi: recuperata anche la refurtiva di tre appartamenti. Tutti sono stati affidati alle strutture per minori, ma molti sono già scappati
I carabinieri pattugliano il lungomare di Follonica
I carabinieri di Follonica

FOLLONICA. Hanno tra le mani grimaldelli, cacciaviti, chiavi inglesi e nottolini, strumenti che normalmente non dovrebbero far parte dello zaino di un adolescente. E invece, nel giro di poco più di un mese, i carabinieri della compagnia di Follonica hanno identificato otto minorenni, fermati in quattro distinti interventi, tutti accomunati dallo stesso particolare: erano in possesso di arnesi atti allo scasso, con i quali, secondo gli investigatori, sarebbero stati commessi o si stavano preparando furti nelle abitazioni.

Un fenomeno che ha acceso l’attenzione dell’Arma soprattutto nelle zone residenziali e nelle case al mare, spesso vuote per gran parte dell’anno e quindi particolarmente vulnerabili.

Il primo colpo: tre appartamenti visitati

Il primo episodio risale al 26 giugno.

Al 112 arriva la segnalazione di un furto appena commesso in un appartamento. Le immagini delle telecamere condominiali permettono ai carabinieri di avere subito elementi utili per individuare i possibili responsabili.

La ricerca dura poco. Nei dintorni vengono fermati un ragazzo e una ragazza minorenni, trovati in possesso di alcuni oggetti che il proprietario riconoscerà come propri.

Approfondendo gli accertamenti emerge che gli appartamenti visitati erano in realtà tre. Dai vari alloggi erano stati portati via contanti lasciati in vista e oggetti di modesto valore economico, abitazioni utilizzate prevalentemente come seconde case estive.

Sorpresi vicino a un’abitazione con gli arnesi da scasso

Il 2 luglio sono invece alcuni militari in abiti civili a notare due giovani che si aggirano con fare sospetto vicino a una casa.

Il controllo è immediato. Nello zaino vengono trovati nottolini, un cacciavite e una chiave inglese, strumenti che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbero stati utilizzati poco prima per tentare di forzare la porta d’ingresso di un appartamento situato a poca distanza.

Gli arnesi vengono sequestrati.

Lo zaino davanti alla ferrovia

Passano pochi giorni e un’altra pattuglia nota due giovani nella zona della ferrovia.

Anche in questo caso l’attenzione dei militari si concentra sullo zaino che portano con sé. All’interno vengono trovati altri arnesi da scasso, immediatamente sequestrati.

Secondo gli investigatori, il tempestivo intervento dei carabinieri potrebbe aver impedito che venissero messi a segno nuovi furti.

L’ultimo controllo nel fine settimana

L’episodio più recente è avvenuto durante lo scorso fine settimana.

Una pattuglia, mentre percorre una zona residenziale, nota due ragazzine che camminano con uno zaino.

Il controllo conferma ancora una volta i sospetti: all’interno vengono trovati cacciaviti e chiavi inglesi, strumenti compatibili con quelli utilizzati per forzare porte e serrature.

Anche in questo caso il materiale viene posto sotto sequestro.

Molti si sono già allontanati dalle comunità

Dopo essere stati identificati, tutti gli otto minorenni sono stati affidati, come prevede la procedura, al servizio Seus della Regione Toscana, che li ha destinati a strutture di accoglienza per minori.

Ma per molti di loro il percorso si è interrotto quasi subito. Alcuni, infatti, non sono mai arrivati nelle comunità loro assegnate, mentre altri si sono allontanati poco dopo l’ingresso, facendo perdere le proprie tracce.

Un particolare che rende ancora più complesso il lavoro delle forze dell’ordine e degli operatori sociali. Da una parte l’attività investigativa che permette di individuare i presunti autori dei furti, dall’altra un sistema di accoglienza che, in alcuni casi, non riesce a trattenere ragazzi spesso privi di riferimenti familiari e già inseriti in percorsi difficili.

Una situazione che, soprattutto in piena estate, continua a preoccupare residenti e proprietari delle seconde case della città.

 
 

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