Maxi truffa sui crediti d’imposta: corsi mai fatti, scattano sequestri per 200mila euro | MaremmaOggi Skip to content

Maxi truffa sui crediti d’imposta: corsi mai fatti, scattano sequestri per 200mila euro

Indagine su indebita compensazione legata alla “Formazione 4.0”: nessun corso svolto, ma crediti usati per pagare meno tasse
Indagini della guardia di finanza

GROSSETO. Operazione della guardia di finanza a Grosseto, dove i militari del comando provinciale hanno eseguito un sequestro preventivo di circa 200mila euro.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su richiesta della procura, nell’ambito di un’inchiesta su una presunta indebita compensazione tra debiti tributari e crediti d’imposta.

Come funzionava il sistema

Al centro delle indagini ci sono i crediti legati alla cosiddetta Formazione 4.0, agevolazioni pensate per aiutare le imprese a investire nella crescita professionale dei dipendenti.

In pratica, le aziende possono trasformare i costi dei corsi in crediti fiscali, da utilizzare per pagare meno tasse.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, però, una società avrebbe utilizzato questi crediti senza aver mai svolto realmente i corsi.

I controlli e le verifiche

L’inchiesta è partita da una verifica dell’Agenzia delle entrate, poi approfondita dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza.

Gli accertamenti hanno riguardato una società attiva nel settore della consulenza contabile e fiscale.

Secondo quanto emerso, i corsi di formazione dichiarati sarebbero stati solo sulla carta. A supporto delle pratiche, infatti, sarebbero stati prodotti documenti non veritieri.

In particolare, la società incaricata della formazione risultava avere una certificazione rilasciata da un istituto inesistente con sede in Tunisia, peraltro ottenuta dopo l’inizio dei presunti corsi.

Nessun dipendente ha fatto formazione

Un passaggio decisivo dell’indagine è stato l’ascolto dei lavoratori.

I finanzieri hanno sentito tutti i dipendenti, accertando che nessuno aveva mai partecipato ad alcun corso.

Un elemento che ha rafforzato il quadro accusatorio e portato al sequestro delle somme ritenute profitto illecito.

Tre indagati e sequestri

Il sequestro ha riguardato denaro e beni riconducibili agli amministratori delle due società coinvolte.

In totale sono tre le persone indagate, a vario titolo, per i reati di indebita compensazione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L’azione della guardia di finanza

L’operazione conferma la collaborazione tra procura e guardia di finanza nel contrasto agli illeciti economici.

L’obiettivo è garantire il corretto utilizzo dei fondi pubblici, evitando abusi che danneggiano lo Stato e le imprese oneste.

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