L’avvocato dei più fragili: addio ad Alessandro Gelso, una vita per gli invalidi civili | MaremmaOggi Skip to content

L’avvocato dei più fragili: addio ad Alessandro Gelso, una vita per gli invalidi civili

Punto di riferimento per invalidi civili e persone fragili, aveva 77 anni: una carriera dedicata alla giustizia e agli altri
L’avvocato Alessandro Gelso

GROSSETO. Se n’è andato a 77 anni l’avvocato Alessandro Gelso, venuto a mancare nella notte di mercoledì 29 aprile all’ospedale Misericordia di Grosseto.

Con lui se ne va non solo un professionista stimato, ma soprattutto un punto di riferimento per i più fragili.

Una carriera al fianco degli ultimi

Nato a Grosseto nel 1949 e laureato in Giurisprudenza a Napoli, Gelso aveva iniziato la professione forense nel 1982, scegliendo fin da subito ambiti complessi e delicati. Il diritto assistenziale, previdenziale e di famiglia sono stati il cuore del suo lavoro, sempre affrontato con rigore e umanità.

In particolare, si era distinto nella difesa dei diritti legati all’invalidità civile e all’handicap, diventando un riferimento per l’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili di Grosseto. Per molti cittadini non era solo un avvocato, ma una guida concreta, capace di ottenere risultati.

L’avvocato che restituiva dignità

Chi lo ha conosciuto ricorda la sua grande capacità di ascolto e la determinazione con cui affrontava ogni causa. Gelso ha aiutato tante persone a ottenere riconoscimenti, indennizzi e diritti fondamentali.

Non di rado lo faceva senza chiedere compensi, spinto da un forte senso di giustizia ed equità. Era, a tutti gli effetti, l’avvocato dei più fragili.

Il ricordo di Carlo Sestini

A raccontare l’uomo, oltre che il professionista, è il giornalista Carlo Sestini, che lo ricorda con grande affetto: «Ciao Alessandro, non è solo un saluto, ma un grazie sincero per tutto quello che hai fatto, per la giustizia che hai difeso e per le vite che hai migliorato».

Un pensiero che racchiude il sentimento di un’intera comunità.

La famiglia e il lato umano

Gelso lascia la moglie Concetta Relli e i figli Gaetano e Angelo, ai quali era profondamente legato. Anche durante la malattia, affrontata con grande forza, non aveva perso la sua ironia sottile, quella capacità di alleggerire anche i momenti più difficili.

La famiglia è sempre stata il suo punto fermo, il centro della sua vita.

L’ultimo saluto

La salma sarà esposta da giovedì 30 aprile alla casa funeraria delle onoranze funebri Rocchi, in via dell’Olocausto a Grosseto, dove amici, colleghi e cittadini potranno rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno profondo.

Con la sua scomparsa, Grosseto perde un avvocato esemplare e un uomo che ha fatto della giustizia una missione quotidiana.

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