Maltrattamenti al Falusi, l'operatore resta ai domiciliari | MaremmaOggi Skip to content

Maltrattamenti al Falusi, l’operatore resta ai domiciliari

Il 36enne non ha risposto alle domande della giudice: è accusato di dieci episodi ai danni di quattro anziani, tra i 77 e i 90 anni, tutti affetti da demenza senile. Incastrato dai video
L’istituto Falusi di Massa Marittima

MASSA MARITTIMA. È durato pochi minuti l’interrogatorio di garanzia di Alessandro Bernardini, 36 anni, l’operatore socio sanitario accusato di maltrattamenti nei confronti di quattro anziani, tra i 77 e i 90 anni, ospiti dell’istituto Falusi di Massa Marittima. 

L’uomo si è presentato in tribunale giovedì 21 marzo con l’avvocato Filippo Alfieri di Firenze. Di fronte alla giudice per le indagini preliminari Cecilia Balsamo, Bernardini è rimasto in silenzio. La giudice ha confermato gli arresti domiciliari. 

Dieci episodi ripresi dalle telecamere

Sono dieci gli episodi contestati all’uomo: schiaffi, minacce, offese, capelli tirati. Tre donne e un uomo, le vittime del trentaseienne, ripreso nelle immagini delle telecamere nascoste dai carabinieri del norm della compagnia di Follonica, che avevano ricevuto la segnalazione di quei soprusi da parte del direttore dell’istituto.

Anziani fragili, non autosufficienti, affetti da demenza senile: per fortuna, i soprusi che hanno subito, sono stati subito cancellati dalla loro mente. Ma le immagini, nelle telecamere piazzate dentro l’istituto dai carabinieri e rimaste attive per mesi, hanno ripreso quello che succedeva in quelle camere. 

Come quando l’uomo aveva messo a letto un anziano, l’unico uomo tra le sue vittime, spostandogli il pannolone in modo da lasciarlo tutta la notte bagnato

Anziani maltrattamenti e impauriti

I carabinieri non hanno soltanto visto quello che accadeva in quelle camere. Lo hanno anche sentito: offese, minacce ripetute più volte. E hanno anche visto gli anziani impauriti alzare le mani per coprirsi il volto. Quasi per paura di essere schiaffeggiati. 

Bernardini, sospeso dal lavoro che svolgeva all’istituto Falusi di Massa Marittima come operatore socio sanitario per una cooperativa, resta quindi agli arresti domiciliari. Su quello che di cui è accusato, in aula, non ha voluto parlare. 

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